L’Italia ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna

È una mossa perlopiù propagandistica del governo Meloni, in risposta alle moltissime persone arrivate giovedì a Ceuta dal Marocco

Un poliziotto marocchino davanti a un gruppo di persone migranti che stanno cercando di attraversare il confine con Ceuta, nella città marocchina di Fnideq, il 31 luglio del 2026 (AP Photo)
Un poliziotto marocchino davanti a un gruppo di persone migranti che stanno cercando di attraversare il confine con Ceuta, nella città marocchina di Fnideq, il 31 luglio del 2026 (AP Photo)
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Il ministero dell’Interno italiano ha ordinato la chiusura delle frontiere aeree e marittime con la Spagna per un mese, sospendendo temporaneamente la libera circolazione delle persone tra i due paesi prevista dal trattato di Schengen dell’Unione Europea. Saranno così ripristinati i controlli sulle persone provenienti dalla Spagna, una possibilità prevista dal trattato stesso «in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna».

Giovedì il governo italiano aveva detto di star valutando questa possibilità dopo che in poche ore circa 50mila persone avevano attraversato il confine fra il Marocco e Ceuta, l’exclave spagnola in territorio marocchino, entrando di fatto in uno stato membro dell’Unione Europea, dove vige appunto la libera circolazione di merci e persone. L’annuncio aveva causato un incidente diplomatico con la Spagna, che aveva criticato la decisione e convocato l’ambasciatore italiano a Madrid.

La mossa sposta poco dal punto di vista del controllo dei flussi migratori da Ceuta ed è invece più che altro politica: serve soprattutto al governo di Giorgia Meloni per posizionarsi internamente e mostrarsi fermo nel contrasto all’immigrazione irregolare, in un momento in cui viene incalzato da destra dal nuovo partito del generale Roberto Vannacci.

Innanzitutto, il governo spagnolo ha detto che circa 48mila delle 50mila persone entrate a Ceuta nelle ultime 24 ore sono già state riportate o sono tornate spontaneamente in Marocco. Per le poche migliaia rimaste, non è immediato arrivare in Italia.

Ceuta è in Nord Africa e il trattato di Schengen prevede regole speciali per le persone che entrano ed escono dall’area, che comprendono già il controllo dei documenti di tutte le persone che da Ceuta vogliono raggiungere l’Europa continentale (in traghetto, visto che nell’exclave non c’è un aeroporto commerciale). Inoltre, anche se queste persone riuscissero ad arrivare nella Spagna continentale, non c’è un confine di terra con l’Italia, e per arrivarci senza passare dalla Francia dovrebbero prendere una nave o un aereo, mezzi di trasporto che includono già controlli sui documenti dei passeggeri.

– Leggi anche: È difficile che la proposta di “sospendere Schengen” serva davvero

Il governo italiano comunque non è l’unico ad aver preso una decisione simile. Venerdì pomeriggio anche la Francia, che però a differenza dell’Italia condivide effettivamente un confine terrestre con la Spagna, ha rafforzato i controlli in quel tratto. Nell’annunciare la decisione però il presidente francese Emmanuel Macron ha ricordato i controlli già esistenti a Ceuta e ha detto che la misura si limiterà a rafforzare quelli già esistenti fra i due paesi: Francia e Spagna infatti già monitorano il loro confine dal 2020, quando avevano stretto un accordo per limitare l’immigrazione in entrambe le direzioni.

Il ripristino temporaneo dei controlli all’interno dell’area Schengen comunque è stato attivato decine di volte negli ultimi anni, spesso per rispondere a crisi migratorie. Attualmente l’Italia ha attivato i controlli al confine con la Slovenia, anche se sono molto laschi e in alcune circostanze quasi inesistenti. I confini italiani sono a loro volta controllati dalle forze francesi, proprio per prevenire l’ingresso in Francia di persone migranti che arrivano in Italia via mare con l’obiettivo di raggiungere il territorio francese e chiedere lì asilo.