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  • Lunedì 21 settembre 2026

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto che la scuola «è aperta a tutti»

Ad Amatrice, in quella che è sembrata una risposta al governo sugli studenti stranieri

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 15 settembre 2026 (ANSA/Paolo Giandotti/Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 15 settembre 2026 (ANSA/Paolo Giandotti/Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto un discorso d’inaugurazione dell’anno scolastico alla scuola “Sergio Marchionne” di Amatrice, ricostruita dopo il terremoto. Pur non nominando il governo né citando direttamente la recente proposta, diversi passaggi del suo intervento sono sembrati un riferimento piuttosto chiaro all’intenzione annunciata domenica da Giorgia Meloni di voler limitare il numero di studenti stranieri nelle classi: una proposta non ancora formalizzata, difficile da attuare e fatta perlopiù per ragioni politiche.

Mattarella ha detto che «la scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati»; ha aggiunto che la scuola non deve «formare ghetti» e «alzare le barriere», e che «la scuola prepara tutti, è aperta a tutti, così dispone l’articolo 34 della Costituzione» sul diritto allo studio. Alle sue parole è seguito un forte applauso.

Nel suo discorso, Mattarella ha insistito sulle «grandi e veloci trasformazioni» che stanno modificando il contesto sociale italiano: ha aggiunto di ritenere che questo cambiamento non vada ostacolato né temuto, ma orientato «con garanzia al primato della persona», e di ritenere che un compito fondamentale della scuola sia promuovere «cultura e dialogo tra le persone».

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso l’intenzione di limitare il numero degli studenti stranieri a scuola intervenendo alla festa di Gioventù Nazionale, la sezione giovanile del suo partito Fratelli d’Italia, quando ha anticipato alcune proposte radicali sulla scuola che il governo intende presentare in un prossimo Consiglio dei ministri. In qualunque modo venga eventualmente attuata, la proposta rischia di scontrarsi innanzitutto con un elemento apparentemente banale ma molto concreto, e cioè che in certe scuole ci sono più bambini e ragazzi con origini straniere perché con le loro famiglie abitano lì vicino.

– Leggi anche: Limitare gli studenti stranieri nelle classi è quasi impossibile