La Spagna ha dato un ultimatum all’Italia perché rimuova i controlli di frontiera
Il governo spagnolo ha minacciato provvedimenti «commisurati», ma il governo di Giorgia Meloni ha risposto che non intende ripensarci
- Condividi
- X
- Regala il Post

Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha chiesto all’Italia con un ultimatum di rimuovere i controlli di frontiera imposti alle navi e agli aerei in arrivo dalla Spagna. I controlli erano stati introdotti dal governo italiano in modo unilaterale, per limitare la possibilità dell’arrivo in Italia di migranti irregolari dopo la crisi di Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco.
In un comunicato il governo spagnolo ha definito «ingiusti», contrari agli interessi dell’Unione Europea e discriminatori nei confronti della cittadinanza spagnola i controlli imposti dal governo di Giorgia Meloni, ne ha chiesto la rimozione entro domenica 9 agosto e ha detto che in caso contrario la Spagna «sarà costretta ad adottare provvedimenti commisurati». Il governo italiano ha risposto che «non accetta ultimatum» e che non intende rivedere la sua decisione.
Una settimana fa oltre 50mila persone erano entrate a Ceuta partendo dal Marocco, alcune a nuoto e altre dopo aver scavalcato e poi travolto le barriere di confine. Ne era nata una crisi migratoria: l’arrivo improvviso di così tante persone migranti aveva messo in crisi il sistema di accoglienza di Ceuta, che non ha le strutture né i mezzi per gestirle.
Nel giro di poche ore il governo spagnolo aveva schierato migliaia di soldati nell’exclave, con l’obiettivo di fermare e rimpatriare quante più persone possibili: il giorno dopo quasi tutte le persone arrivate a Ceuta erano di fatto rientrate in Marocco, anche costrette da condizioni inaccettabili. Altre erano rimaste a Ceuta, che era rimasta per giorni piena di polizia ed esercito.

Migranti provenienti dal Marocco in fila su una spiaggia per ricevere cibo a Ceuta, in territorio spagnolo, 3 agosto 2026 (AP Photo/Bernat Armangue)
Ceuta ha circa 83mila abitanti e si trova nella punta nord del Marocco, ma è territorio spagnolo e dunque dell’Unione Europea: entrarci significa poter chiedere asilo o un’altra forma di protezione internazionale, e potenzialmente raggiungere l’Europa continentale.
Anche per questo la crisi aveva assunto rapidamente una rilevanza politica internazionale: dopo questi fatti i leader europei di destra di vari paesi avevano dato contro a Sánchez e alle sue politiche migratorie. Il governo italiano aveva fatto un passo ulteriore, ripristinando per un mese, a partire dal 1° agosto, i controlli di frontiera con la Spagna.
Dal momento che Italia e Spagna non condividono confini di terra, questi controlli consistono nel chiedere i documenti dei passeggeri sulle navi e sugli aerei provenienti dalla Spagna. Il governo spagnolo accusa l’Italia di compromettere con i controlli di frontiera la mobilità di migliaia di persone, generando incertezza giuridica nel pieno dell’estate, quando molte persone si spostano per viaggiare.
Nella sua risposta il governo italiano ha specificato che i controlli riguardano solo le persone con il passaporto di un paese fuori dall’Unione Europea. Questo non è del tutto vero, perché in realtà le autorità portuali e aeroportuali stanno facendo controlli a campione su chi arriva dalla Spagna, che quindi possono interessare anche cittadini italiani, spagnoli o in generale europei.

Agenti della polizia di frontiera durante alcuni controlli all’aeroporto di Fiumicino a Roma, 1 agosto 2026 (ANSA/TELENEWS)
I media e un po’ anche il governo hanno creato confusione definendo la decisione una «sospensione del trattato di Schengen» sulla libera circolazione delle persone nell’Unione Europea: in realtà si tratta di una possibilità prevista dal trattato stesso, che consente di ripristinare i controlli di frontiera «in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna».
Il governo italiano ha detto che non rimuoverà i controlli alle frontiere almeno fino al 15 agosto: «in quella data, come annunciato dalle stesse autorità spagnole, è infatti attesa a Ceuta una nuova ondata migratoria». In realtà non c’è stato alcun annuncio formale, ma è la data in cui, secondo i media spagnoli, la Guardia Civil ritiene plausibile che sarà organizzato un nuovo tentativo di ingresso di massa.
Questa possibilità al momento è solo basata sul fatto che in molti gruppi sui social media marocchini, alcuni dei quali hanno centinaia di migliaia di follower, stanno circolando messaggi in cui tante persone sembrano organizzarsi per attraversare la frontiera a Ceuta in quella data. L’organizzazione e l’incitamento tramite i social sono stati tra le cause della crisi migratoria della scorsa settimana.
La proposta del governo italiano comunque sposta poco dal punto di vista del controllo dei flussi migratori, e al governo di Meloni serve più che altro per opportunità politica, per mostrarsi fermo nel contrasto all’immigrazione in un momento in cui viene incalzato da destra dal nuovo partito del generale Roberto Vannacci.
La decisione del governo italiano aveva già attirato reazioni dure da parte del governo spagnolo. Lunedì il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares aveva criticato apertamente il governo italiano: lo aveva accusato «di non essere stato all’altezza» della situazione, e di avere un atteggiamento ipocrita, dal momento che molti più migranti entrano nell’Unione Europea dall’Italia che dalla Spagna.
Albares aveva detto anche che l’Italia in passato era stata «spesso inondata» di migranti irregolari e aveva subìto «crisi ripetute» sull’isola di Lampedusa, «che non è in grado di risolvere».



