L’Italia ha “sospeso” l’accordo di Schengen con la Spagna
Dopo l'arrivo di migliaia di migranti a Ceuta, per un mese a partire dal 1° agosto verranno ripristinati i controlli su navi e aerei provenienti dalla Spagna
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Il governo italiano ha deciso di ripristinare per un mese a partire dal 1° agosto i controlli di frontiera con la Spagna, a seguito della crisi migratoria a Ceuta: dal momento che i due paesi non confinano direttamente, concretamente vuol dire che saranno controllati i documenti dei passeggeri sulle navi e sugli aerei provenienti dalla Spagna. È quella che dai giornali è stata definita una «sospensione del trattato di Schengen» sulla libera circolazione delle persone nell’Unione Europea, anche se si tratta in realtà di una possibilità prevista dal trattato stesso, che consente di ripristinare i controlli di frontiera «in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna».
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in serata ha specificato che la misura farà attenzione «a limitare qualsiasi impatto» sui flussi di turisti, e fonti del governo sentite dal giornale spagnolo El País hanno detto che i controlli riguarderanno solo i cittadini non europei.
L’annuncio aveva causato un incidente diplomatico con la Spagna, che aveva criticato la decisione e convocato l’ambasciatore italiano a Madrid. Venerdì sera, dopo la decisione dell’Italia, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha scritto che non è possibile passare liberamente da Ceuta al resto del territorio spagnolo senza un controllo di polizia, e si è lamentato di quella che lui ha definito «confusione interessata», senza nominare direttamente l’Italia.
La mossa sposta poco dal punto di vista del controllo dei flussi migratori da Ceuta ed è invece più che altro politica: serve soprattutto al governo di Giorgia Meloni per posizionarsi internamente e mostrarsi fermo nel contrasto all’immigrazione irregolare, in un momento in cui viene incalzato da destra dal nuovo partito del generale Roberto Vannacci.
Innanzitutto, il governo spagnolo ha detto che circa 48mila delle 50mila persone entrate a Ceuta nelle ultime 24 ore sono già state riportate o sono tornate spontaneamente in Marocco. Per le poche migliaia rimaste, non è immediato arrivare in Italia.
Ceuta è in Nord Africa e il trattato di Schengen prevede regole speciali per le persone che entrano ed escono dall’area, che comprendono già il controllo dei documenti di tutte le persone che da Ceuta vogliono raggiungere l’Europa continentale (in traghetto, visto che nell’exclave non c’è un aeroporto commerciale). Inoltre, anche se queste persone riuscissero ad arrivare nella Spagna continentale, non c’è un confine di terra con l’Italia, e per arrivarci senza passare dalla Francia dovrebbero prendere una nave o un aereo, mezzi di trasporto che includono già controlli sui documenti dei passeggeri.
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Venerdì pomeriggio anche la Francia, che a differenza dell’Italia condivide effettivamente un confine terrestre con la Spagna, ha rafforzato i controlli in quel tratto. Nell’annunciare la decisione però il presidente francese Emmanuel Macron ha ricordato i controlli già esistenti a Ceuta e ha detto che la misura si limiterà a rafforzare quelli già esistenti fra i due paesi: Francia e Spagna infatti già monitorano il loro confine dal 2020, quando avevano stretto un accordo per limitare l’immigrazione in entrambe le direzioni.
Il ripristino temporaneo dei controlli all’interno dell’area Schengen è stato attivato decine di volte negli ultimi anni, spesso per rispondere a crisi migratorie. Attualmente l’Italia ha attivato i controlli al confine con la Slovenia, anche se sono molto laschi e in alcune circostanze quasi inesistenti. I confini italiani sono a loro volta controllati dalle forze dell’ordine francesi, proprio per prevenire l’ingresso in Francia di persone migranti che arrivano in Italia via mare con l’obiettivo di raggiungere il territorio francese e chiedere lì asilo.



