Il caso del concorso all’università di Catanzaro è arrivato in parlamento
Una deputata e un senatore hanno chiesto spiegazioni al governo sulle anomalie ricostruite dal Post, e intanto l'università non dice nulla
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Al Senato e alla Camera sono state presentate rispettivamente un’interrogazione e un’interpellanza parlamentari sul caso del concorso anomalo per un posto da ricercatore che si è svolto l’anno scorso all’università Magna Graecia di Catanzaro: in sostanza sono state chieste formalmente spiegazioni al governo sul caso, in particolare al ministero dell’Università e della Ricerca. Le anomalie del concorso erano state ricostruite per la prima volta dal Post.
Uno dei professori della commissione di valutazione, Antonio Brunetti, aveva collaborato a lungo con la vincitrice, Maria Mirabelli, con un evidente conflitto d’interessi. I due avevano firmato decine di pubblicazioni insieme e sono comproprietari di un brevetto su un farmaco per il diabete di tipo 2. Soprattutto, a Mirabelli, e solo a lei, è stato abbuonato un anno della scuola di specializzazione medica per consentirle di prendere servizio come ricercatrice, nonostante questa possibilità non sia prevista né dalla legge italiana né da quella europea. Mirabelli l’aveva quindi conclusa in tre anni invece di quattro, come impongono le regole seguite da tutti gli altri medici specializzandi.
L’università di Catanzaro non ha ancora risposto a una richiesta di chiarimenti da parte del Post.
L’interpellanza alla Camera è stata presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Marianna Ricciardi. L’interrogazione invece da Andrea Crisanti, senatore del PD e importante microbiologo e docente universitario, che lavora da tempo sulla trasparenza dei bandi universitari.
Le interrogazioni e le interpellanze, così come le mozioni, sono strumenti previsti dai regolamenti di Camera e Senato con cui i parlamentari possono chiedere conto dell’attività del governo. Hanno funzioni simili, ma obiettivi e procedure diverse. Generalmente l’interrogazione serve a chiedere informazioni o spiegazioni su un fatto specifico, l’interpellanza a chiedere che intenzioni abbia il governo su un problema di carattere generale, o quali siano le ragioni del modo in cui lo gestisce: la prima procedura ha un carattere più conoscitivo, la seconda più politico.
In entrambi i casi, comunque, il ministero interpellato è tenuto a rispondere, o a dare spiegazioni se non lo fa.
L’interrogazione presentata da Crisanti al Senato ha chiesto alla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, di verificare se la riduzione di un anno della scuola di specializzazione frequentata da Mirabelli sia conforme alla legge, oltre all’esistenza di incompatibilità o conflitti d’interesse nel concorso di Catanzaro. Crisanti ha chiesto alla ministra anche di inviare ispettori all’università di Catanzaro e di sospendere l’incarico assegnato a Mirabelli fino al chiarimento delle anomalie.
Anche l’interpellanza presentata da Ricciardi ha insistito sul fatto che a Mirabelli sia stato permesso di accorciare di un anno la durata della scuola di specializzazione. Ricciardi ha chiesto alla ministra Bernini di acquisire tutta la documentazione formale sull’accorciamento di un anno della scuola di specializzazione frequentata da Mirabelli e di verificare su che basi sia stata decisa, oltre a varie altre domande sul conflitto d’interessi che ha caratterizzato il concorso.
Il concorso a Catanzaro riguardava un posto per ricercatore a tempo determinato di tipo B (RTD-B) in endocrinologia, nel dipartimento di Scienze della salute: quella di ricercatore RTD-B è una delle posizioni più ambite nella carriera universitaria, perché dopo tre anni permette di diventare professore associato, con un contratto a tempo indeterminato.
Il conflitto d’interessi e l’accorciamento della scuola di specializzazione non sono state le uniche anomalie. Un’altra ha riguardato la nomina di Brunetti come componente della commissione giudicatrice del concorso: in quella sede Brunetti firmò una dichiarazione di assenza di conflitti di interessi, nonostante le decine di pubblicazioni insieme a Mirabelli e la contitolarità del brevetto per il farmaco sul diabete.
Il coautoraggio di pubblicazioni, anche in contesti di questo tipo, è comune nelle università italiane, ed è stato al centro di varie pronunce dei tribunali amministrativi (TAR). Le sentenze dicono che i commissari non sono obbligati ad astenersi quando i lavori svolti insieme ai candidati sono uno o due, ma devono evitare di esprimersi quando invece la collaborazione è «sistematica, stabile, continuativa e intensa», tanto da configurare un «sodalizio professionale».
In mancanza di un limite fisso, sta alle università valutare l’opportunità di nominare o escludere un professore che collabora in modo stabile con un possibile candidato o candidata. A Catanzaro non è successo.
Sul brevetto la giurisprudenza è più chiara: in altri episodi esaminati in passato la contitolarità di un brevetto indica quella che tecnicamente viene chiamata “comunanza di interessi economici”. In passato l’interesse economico comune è stato sufficiente per imporre al componente della commissione di astenersi dal giudizio in un concorso. Il rischio – sia per le pubblicazioni che per i brevetti presentati – è che i componenti delle commissioni finiscano per valutare il loro stesso lavoro, in evidente conflitto di interessi.
L’università, Mirabelli e Brunetti erano stati interpellati dal Post per spiegazioni prima della pubblicazione dell’articolo, ma non avevano risposto. Mirabelli ha inviato una replica dopo la pubblicazione dell’articolo: ha dato elementi di contesto sulla sua preparazione scientifica per ottenere il posto da ricercatore (cosa che era già puntualizzata nell’articolo) e sostenuto che altre richieste di accorciamento della scuola di specializzazione siano state accolte «positivamente»: al Post non risulta. Mirabelli in ogni caso non ha smentito nessuno dei fatti raccontati nell’articolo.



