L’inizio della carriera politica di Vannacci è ancora un po’ un mistero

Abbiamo scoperto che il suo progetto politico cominciò ben prima del libro “Il mondo al contrario”, che resta un successo editoriale quasi inspiegabile

di Valerio Valentini

Roberto Vannacci a una presentazione del libro Il mondo al contrario, 14 settembre 2023 (Mauro Scrobogna /LaPresse)
Roberto Vannacci a una presentazione del libro Il mondo al contrario, 14 settembre 2023 (Mauro Scrobogna /LaPresse)
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Quando pubblicò su Amazon il suo primo libro, Il mondo al contrario, il 10 agosto del 2023, Roberto Vannacci era un generale dell’Esercito con una carriera ormai indirizzata verso la sua fase declinante, senza grosse possibilità di salire ancora nella gerarchia militare, come pure lui aveva sperato. Nonostante avesse pubblicato il libro in piena estate, il periodo dell’anno considerato il meno propizio per il mercato editoriale, la prima settimana vendette circa 20mila copie, pur senza alcun particolare clamore.

Poi il libro cominciò a generare un’accalorata polemica politica per via dei suoi contenuti razzisti e omofobi, e nella seconda settimana vendette oltre 73mila copie. Sono numeri notevolissimi e senza precedenti nel mercato dei libri autoprodotti in Italia, tanto più se si pensa che Vannacci non aveva alcuna esperienza pregressa nell’editoria.

Vannacci ricevette il grado di generale di divisione nella primavera del 2020, dopo essere stato comandante del reggimento d’assalto dei paracadutisti Col Moschin e della brigata dei paracadutisti della Folgore, due corpi d’élite, e impegnato in varie missioni all’estero con ruoli di comando di un certo rilievo. Poi nel febbraio del 2021 fu designato come addetto militare presso l’ambasciata italiana a Mosca. Era un incarico prestigioso, ma che soddisfaceva solo in parte le ambizioni di Vannacci.

Nel maggio del 2022 Vannacci fu costretto a tornare in Italia: era stato inserito nella lista di 24 funzionari dell’ambasciata espulsi dalla Russia come atto di ritorsione nei confronti dell’Italia, che insieme ad altri paesi europei ad aprile aveva espulso diplomatici ed esponenti dell’intelligence russa in seguito alla scoperta del massacro compiuto dalla Russia nella cittadina ucraina di Bucha. Tornato in Italia, all’inizio del 2023 venne nominato direttore dell’Istituto Geografico Militare, a Firenze, un incarico assai poco allettante per uno col suo curriculum.

La decisione di scrivere un libro Vannacci l’aveva presa sul finire del 2022. Norberto De Angelis, ex giocatore di football professionista e poi atleta paralimpico, militante in vari partiti di destra nella provincia di Parma, all’epoca era un amico di lunga data e un fidato collaboratore di Vannacci, e lo avrebbe poi aiutato a fondare il comitato del Mondo al Contrario, il movimento politico nato sulla scia del successo del libro.

Più di recente, De Angelis e Vannacci, dopo liti e incomprensioni, si sono allontanati. «Tornato da Mosca, Vannacci ci confidò che avrebbe voluto entrare in politica, provando a essere eletto alle europee del giugno 2024», racconta De Angelis, spiegando che in quella fase il generale aveva contatti soprattutto con Fratelli d’Italia, piuttosto che con la Lega. Era ancora il 2022 e il libro sarebbe uscito più di un anno dopo.

«In particolare, mi raccontò di aver incontrato Tommaso Foti», allora capogruppo del partito di Giorgia Meloni alla Camera, oggi ministro per gli Affari europei. «Vannacci mi disse che con 50mila preferenze nella circoscrizione dell’Italia centrale se la sarebbe potuta giocare, e il libro serviva a questo: a preparare il campo», prosegue De Angelis. «Del resto, mi disse, avrebbe potuto approfittare del molto tempo libero che gli garantiva il nuovo incarico all’Istituto Geografico di Firenze: gli sarebbero bastate anche poche centinaia, o migliaia, di copie, per attrarre l’attenzione su di sé».

Fabio Filomeni, a sinistra, presidente dell’associazione Il Mondo al Contrario, con Gianni Alemanno in occasione della presentazione del suo libro Morire per la Nato?, a Roma, l’11 ottobre 2024 (Mauro Scrobogna/LaPresse)

Nella decisione di autopubblicare un libro su Amazon, per Vannacci fu determinante l’esperienza di Fabio Filomeni, ex ufficiale dei paracadutisti del Col Moschin e suo fidato collaboratore già ai tempi della sua missione in Iraq, tra il 2017 e il 2018. Filomeni era già ricorso al self publishing di Amazon nel gennaio del 2021 pubblicando Schegge di saggezza, una raccolta di aneddoti di vita militare d’ispirazione autobiografica, e soprattutto, nel maggio del 2021, Baghdad: ribellione di un generale.

Il libro racconta, sempre in chiave autobiografica, la vicenda vissuta da Vannacci (il generale a cui allude il titolo è lui) e da Filomeni in Iraq, e denuncia il fatto che il contingente militare italiano impegnato lì per una missione internazionale contro l’ISIS sarebbe stato esposto all’uranio impoverito nella generale incuranza degli alti comandi a Roma.

Quel libro ebbe una certa diffusione, specie negli ambienti militari. In virtù di questa visibilità Filomeni, critico feroce della Nato e degli Stati Uniti, e sostenitore di un deciso riavvicinamento dell’Italia alla Russia, fu intervistato dal Fatto Quotidiano, partecipò a incontri e convegni nel settore della difesa, fu contattato da vari politici, sia di destra sia del Movimento 5 Stelle. Venne fatta circolare la tesi per cui quel libro avesse infastidito addirittura Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica che, quando fu ministro della Difesa tra il 1999 e il 2001, era stato coinvolto in polemiche legate a un altro caso di uso delle armi con uranio impoverito, durante la guerra nei Balcani.

Tutto questo clamore, comunque imparagonabile a quello che poi avrebbe suscitato Vannacci, convinse il generale a scrivere, anche lui, un libro da autopubblicarsi su Amazon. La scelta del tema e del titolo è del dicembre del 2022: a quella data, su Amazon il libro risulta già caricato, ma non ancora pubblicato (è probabile che Vannacci, o chi per lui, abbia voluto “prenotare” l’uso di quel titolo). «Venne a casa mia in quel periodo a farsi spiegare come caricare il libro, come impaginarlo, insomma a farsi dare dei consigli sull’utilizzo della piattaforma di Amazon», ricorda Filomeni.

Il quale ritiene però che la scelta, apparentemente bizzarra, di pubblicare un saggio di attualità a metà agosto sia stata del tutto casuale, e non mossa da chissà quali calcoli. «Vannacci era in Sardegna in vacanza con la famiglia, in quei giorni: e non si aspettava minimamente quel successo così travolgente. Ricordo che mi disse che il telefono all’improvviso aveva iniziato a squillare, e non aveva più smesso». Filomeni sarebbe stato poi, insieme a Vannacci, il fondatore del comitato del Mondo al Contrario, facendone di fatto il nucleo originario da cui in seguito sarebbe nato il partito attuale di Vannacci, Futuro Nazionale.

Ma tra i due i rapporti s’interruppero bruscamente nel gennaio 2025, quando Filomeni contestò a Vannacci di essersi fatto troppo organico alla Lega di Matteo Salvini.

Il 18 gennaio 2023, per la prima volta da che si possa avere certezza, Vannacci utilizzò lo slogan che avrebbe poi dato il titolo al suo libro, sotto forma di hashtag sul suo profilo Facebook. Lo fece in calce a un post in cui contestava l’allarmismo sul caro carburanti, proponendo un raffronto per dimostrare che i prezzi italiani erano sostanzialmente allineati con quelli dei principali paesi europei. E nel farlo, Vannacci tornò a utilizzare attivamente un profilo su cui non pubblicava contenuti dal dicembre del 2017. Nelle settimane seguenti ripropose varie volte l’hashtag, parlando di nuovo di prezzo dei carburanti o delle proteste contro la riforma delle pensioni in Francia.

Il 7 agosto del 2023, sempre su Facebook, Vannacci annunciò l’uscita del libro, con un post in cui veniva mostrata la copertina insieme alla scritta «prossimamente su Amazon». Nel post si legge: «La normalità c’è! Esiste! Non per questo è buona o cattiva, migliore o peggiore, ma non la si può negare in nome di un’artificiale e pretestuosa inclusività». Ancora oggi il post ha 809 like e 74 condivisioni: numeri importanti ma non strabilianti, specie se si considera che molte interazioni saranno di certo arrivate dopo il successo delle settimane e dei mesi seguenti.

Il 10 agosto il libro venne pubblicato su Amazon. E non si direbbe che ci fosse una grossa campagna pubblicitaria alle spalle. A un utente che gli chiedeva se fosse possibile acquistare il libro solo online, il 16 agosto Vannacci rispose: «Si solo su Amazon. Quando inizierò le presentazioni del libro dove mi vorranno invitare ne porterò delle copie da vendere sul posto ma ancora devo stabilire il calendario e le località. Grazie e buona giornata».

Nella prima settimana in cui è stato disponibile, Il mondo al contrario ha venduto poco più di 20mila copie, secondo i dati di GfK, la principale società che si occupa di monitoraggio del mercato editoriale, che li fornisce settimanalmente alle case editrici. In realtà, essendo uscito il 10 agosto, di giovedì, la prima settimana per il libro è consistita di appena quattro giorni, con il weekend di mezzo. Tre esperti editori di tre diverse case editrici concordano nel definire eccezionale già solo questo dato.

Per dare una misura: 20mila copie sono una cifra a cui qualsiasi scrittore mediamente affermato ambirebbe ad arrivare nel giro di qualche settimana pubblicando con una casa editrice affermata. Niccolò Ammaniti, uno degli autori che vantano il maggior successo di vendite in Italia negli ultimi anni, ha raggiunto grosso modo quello stesso risultato nella prima settimana col suo romanzo La vita intima, edito da Einaudi, all’inizio del 2023.

Dunque Vannacci ha venduto in quattro giorni quanto uno dei più affermati romanzieri italiani nella prima settimana d’uscita con una delle principali case editrici, ma lo ha fatto autopubblicandosi il libro, e potendo contare solo sulle vendite online. Per le case editrici, mediamente, Amazon costituisce una cifra variabile tra il 25 e il 35 per cento delle vendite.

Il tutto, peraltro, è avvenuto in una settimana considerata infausta per il mercato editoriale, quella prima di ferragosto. In quella settimana Il mondo al contrario è il libro che, pur essendo all’esordio, vendette di gran lunga di più: sempre per dare un’idea, Tre ciotole di Michela Murgia, un libro di cui si parlava molto sui giornali e in televisione fin dall’ottobre precedente, e che fino a quel momento aveva venduto poco più di 100mila copie, vendette nello stesso periodo circa 11mila copie: poco più della metà di Vannacci.

Se il risultato di vendite ottenuto nella prima settimana è notevolissimo, senza termini di paragone per il mercato editoriale italiano, la seconda settimana tutto assunse dimensioni strabilianti: più di 73mila copie nei sette giorni che vanno dal 14 al 20 agosto; altre 27mila nella settimana seguente. Ovviamente, a contribuire al successo eccezionale di Vannacci fu anche il clamore suscitato dai suoi critici.

Il 17 agosto Repubblica dedicò un ampio resoconto al libro: il giornalista Matteo Pucciarelli ne evidenziò i contenuti più controversi, di evidente ispirazione razzista e omofoba. Intorno alle 15 di quello stesso giorno, il ministro della Difesa Guido Crosetto pubblicò un post su X in cui stigmatizzava le frasi di Vannacci, che «ha espresso opinioni che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione», e annunciò l’apertura di un procedimento disciplinare contro di lui. Da quel momento in poi, Vannacci fu per giorni al centro del dibattito politico. Nel giro di qualche settimana, divenne una celebrità.

Resta tuttora l’anomalia di un successo editoriale senza paragoni, nei primi giorni di vendita su Amazon. «Fu un mistero anche per noi che gli stavamo attorno», confessa De Angelis, all’epoca tra i suoi amici e collaboratori. «Oggi, posso dire che il mio sospetto riguarda i suoi contatti coi servizi segreti stranieri, soprattutto russi, dopo la sua permanenza a Mosca. Ma sono appunto solo sospetti, ci tengo a precisarlo». Sono in realtà i sospetti di molti, in parlamento. Anche nella Lega, il partito con cui Vannacci è stato eletto europarlamentare e di cui è stato vicesegretario prima di uscirne per fondare Futuro Nazionale a febbraio di quest’anno, tanti suoi detrattori alludono a movimenti poco chiari in questo senso.

– Leggi anche: Che succede ora con l’uscita di Vannacci dalla Lega

Si è parlato a più riprese, per esempio, di possibili finanziamenti stranieri. Altri hanno alluso all’interesse di alcuni imprenditori veneti e toscani con affari in Russia, desiderosi di sostenere le tesi di chi, come Vannacci o Filomeni, predica una decisa riapertura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Vladimir Putin. Ma non è emersa finora nessuna prova concreta di queste interferenze, più o meno ambigue.

Del resto, non è da escludere che Vannacci abbia usato i suoi contatti, maturati in quasi quindici anni di attività militare di buon livello, per organizzare una campagna d’acquisto massiccio. «Tra i paracadutisti della Folgore e del Col Moschin, Vannacci vantava, e vanta tuttora, un grande seguito», aggiunge inoltre Filomeni. Ovviamente tutte queste attività, più o meno spregiudicate, sarebbero comunque legittime.

Un altro motivo che può spiegare lo strabiliante successo di vendite di Vannacci può inoltre risiedere, paradossalmente, proprio nella anomala scelta di pubblicare il libro a metà agosto. Si tratta infatti, come detto, di un momento di scarsissima vitalità del mercato editoriale, sia nelle librerie sia online: ma appunto per questo, è sufficiente un numero relativamente contenuto di vendite effettuate nelle prime ore di pubblicazione per posizionare il libro nei posti più alti delle classifiche di Amazon. Con poche centinaia di copie vendute, dunque, si può ottenere dall’algoritmo grande visibilità sulla piattaforma.

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