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  • Sabato 6 giugno 2026

Una grande salita per una grande corsa a tappe di ciclismo

Per la prima volta il Giro d'Italia femminile passa dal Colle delle Finestre, nella penultima e decisiva tappa

Il Giro d'Italia maschile sul Colle delle Finestre nel 2025 (Dario Belingheri/Getty Images)
Il Giro d'Italia maschile sul Colle delle Finestre nel 2025 (Dario Belingheri/Getty Images)
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Una delle salite più famose d’Italia per il ciclismo su strada è il Colle delle Finestre. È nel Piemonte occidentale, tra le valli di Susa e del Chisone, in provincia di Torino, e tra il 2005 e il 2025 ha ospitato per cinque volte il passaggio del Giro d’Italia. Anche per questo il Colle delle Finestre è diventato un luogo molto apprezzato tra gli appassionati di ciclismo, una «leggenda moderna». 

Per la prima volta oggi, sabato pomeriggio, transiterà in cima al Colle delle Finestre, a quota 2.176 metri, una corsa professionistica di ciclismo femminile: il Giro d’Italia Women. È il nome più recente che è stato dato al Giro d’Italia femminile, che in passato si è chiamato anche Giro Donne o Giro Rosa. Anche a questa edizione partecipano alcune delle cicliste più forti al mondo, come la nederlandese Demi Vollering (campionessa d’Europa in carica) o l’italiana Elisa Longo Borghini, che ha vinto il Giro Women nel 2024 e nel 2025.

Sono tanti i motivi per cui la tappa di oggi del Giro Women è significativa. Innanzitutto, è la Cima Alfonsina Strada di questa edizione della corsa, ovvero il punto più elevato raggiunto dalla gara (Alfonsina Strada fu una pioniera del ciclismo femminile negli anni Venti e Trenta). È la salita più dura della corsa, e con ogni probabilità sarà decisiva: è inserita infatti nell’ottava di nove tappe, e non ci saranno molte occasioni per recuperare.

Come succede ogni volta che ospita il passaggio di una corsa, il Colle delle Finestre verrà affrontato dal “versante nobile”, come si dice in gergo: quello che parte da Meana di Susa e termina con circa otto chilometri di strada sterrata. Sono difficili perché, in salita, le ruote slittano: se piove sul fango, se c’è il sole sulla polvere. In tutto la salita è lunga circa 18 chilometri, ha una pendenza media del 9,3 per cento e ci sono 45 tornanti.

Tra le altre cose il Colle delle Finestre è ritenuta l’ultima trovata di Carmine Castellano, fantasioso direttore del Giro d’Italia dal 1989 al 2005. Nel libro Mountain Higher, il giornalista esperto di ciclismo Daniel Friebe scrive che la prima volta che Castellano salì in macchina verso il Colle delle Finestre rischiò di rimanere impantanato nella parte sterrata: e proprio per questo capì che sarebbe stato perfetto per una corsa di biciclette.

Specialmente nei chilometri finali, inoltre, il Colle delle Finestre è molto scenografico. Dalla cima guardando verso il basso si vede la strada salire e c’è un gran panorama sulle vette alpine circostanti. Per il fotografo Zac Williams è la salita più bella che possa essere «vista o fotografata».

(Dario Belingheri/Getty Images)

Soprattutto passare dal Colle delle Finestre ha un grande significato per il Giro d’Italia Women. Come scrive il sito specializzato Cyclingnews, infatti, la corsa da qualche anno è «priva di grandi salite iconiche», sebbene in passato abbia affrontato lo Stelvio o lo Zoncolan, per esempio. Passare per certi luoghi, e tornarci spesso, ha un valore simbolico per il ciclismo su strada e contribuisce a creare tradizioni e seguito, che nel ciclismo femminile sono meno consolidate.

Nella passata edizione le due montagne più importanti del Giro Women sono state Pianezze di Valdobbiadene, in Veneto, e il Monte Nerone, nelle Marche: salite lunghe e difficili, ma con poca storia ciclistica e piuttosto remote. La corsa “rivale” del Giro Women, il Tour de France Femmes, invece va spesso sulle salite diventate celebri grazie alla corsa maschile, come il Col du Tourmalet o l’Alpe d’Huez: nel 2026 è previsto un arrivo in cima al Mont Ventoux.

Il passaggio del Tour de France Femmes dall’Alpe d’Huez nel 2024 (Alex Broadway/Getty Images)

Se c’è tanta attesa per il passaggio del Giro d’Italia femminile sul Colle delle Finestre è anche perché ogni tappa che vi è transitata è stata memorabile. Una di cui si parla ancora oggi è la 19esima del 2018, quando Chris Froome attaccò a sorpresa a oltre 80 chilometri dal traguardo, in parte rivoluzionando cosa significa gareggiare in bicicletta a quel livello.

Il grande sconfitto di quel giorno, colui che dovette lasciare la maglia rosa simbolo del primato in classifica generale, fu l’inglese Simon Yates. Nel 2025, poi, Yates proprio sul Colle delle Finestre riuscì a ribaltare il Giro d’Italia in suo favore, vincendo finalmente la corsa dopo tanti anni di sconfitte.

Come avverrà nell’ottava tappa del Giro Women, gran parte delle tappe che hanno attraversato il Colle delle Finestre sono poi finite sul vicino Colle del Sestriere. Dopo una tortuosa discesa di 10 chilometri verso la frazione di Pourrieres, circa 17 chilometri in leggera salita permettono di arrivare ai 2.034 metri del Sestriere. Anche per questo il Colle delle Finestre è una salita temibile, in tappe del genere: gli sforzi non finiscono in cima, ma bisogna tenersi un po’ di energie per ciò che arriva dopo.

È raro che una corsa termini in cima al Colle delle Finestre perché c’è poco spazio per ospitare il palco per le premiazioni o tutti i mezzi a seguito della corsa. Sono terminate lassù solo due corse giovanili, che hanno meno bisogno di spazio nella zona del traguardo: nel 2024, nella stessa giornata, è arrivato sul Colle delle Finestre il Tour de l’Avenir, sia maschile che femminile. 

Il Tour de l’Avenir è la principale corsa per under 23 al mondo e alcune delle cicliste che c’erano quel giorno affronteranno il Colle delle Finestre anche oggi. È il caso della 21enne francese Marion Bunel, che quel Tour de l’Avenir lo vinse, o della 23enne afghana Fariba Hashimi.

È così temuto, il Colle delle Finestre, che prima dell’inizio del Giro Women la favorita per la vittoria finale, la nederlandese Demi Vollering, è andata a fare una ricognizione della salita. Ha dovuto desistere, però, perché a un certo punto ha trovato la strada piena di neve. 

Dopo le prime sette tappe Vollering è seconda, con un minuto di ritardo da un’altra nederlandese, Anna van der Breggen. Già quattro volte vincitrice del Giro d’Italia femminile, van der Breggen deve guardarsi anche dalle giovani Antonia Niedermaier e Isabella Holmgren, in gran forma in salita finora. L’italiana messa meglio è Longo Borghini, sesta a poco più di due minuti di ritardo dalla prima. Il Giro d’Italia Women è trasmesso da Rai Sport e da Eurosport.