(LUCA BETTINI/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 5 luglio 2018

Cibo, battiti e pedalate dietro la vittoria di un Giro d’Italia

I dati diffusi sul ciclista Chris Froome mostrano una preparazione metodica: avete mai mangiato 800 grammi di riso in un giorno?

(LUCA BETTINI/AFP/Getty Images)

Chris Froome ha 33 anni ed è il più forte ciclista da corse a tappe in attività. Ha vinto l’ultima edizione del Tour de France, della Vuelta di Spagna e del Giro d’Italia, i tre Grandi giri del ciclismo, ma di lui si è parlato anche per altro. Froome è un ciclista che vince molto e che quindi ha dovuto difendersi da diverse accuse di doping, anche perché in un suo test delle urine fatto nel settembre 2017 fu trovato un valore apparentemente anomalo. Il 2 luglio l’UCI, la federazione internazionale di ciclismo, ha detto che quel valore non era indice di niente di anomalo e ha così assolto Froome da ogni possibile accusa: la versione lunga della storia – con numeri e nomi difficili – è qui.

Il 4 luglio BBC News ha pubblicato un lungo articolo in cui vengono analizzati moltissimi dati sulle prestazioni di Froome durante il Giro d’Italia del maggio 2018. È raro avere così tante informazioni su cosa mangia, quante energie consuma e come prepara una prestazione un qualsiasi sportivo, non solo un ciclista. Leggendo i dati si scopre come, insieme alla sua squadra, Froome pianifichi ogni cosa e riesca a ottenere risultati molti simili a quelli previsti prima di ciascuna gara.

Due cose su Froome
Froome al momento non è indagato né accusato di avere assunto sostanze dopanti e dal 7 luglio correrà il Tour de France, in cui, tanto per cambiare, è il favorito per la vittoria finale. È britannico e corre per il Team Sky, una squadra britannica che è nel ciclismo dal 2010 ma ha già fatto in tempo a cambiarlo, perché è molto ricca e ha introdotto nuovi metodi di pianificazione delle gare e di allenamento e gestione dei suoi corridori.

Froome ha vinto il Giro del 2018 con 42 secondi di vantaggio sull’olandese Tom Dumoulin, vincitore nel 2017. Nelle prime due settimane era sembrato in difficoltà; nell’ultima settimana è invece andato sempre meglio e nella difficile tappa del 25 maggio ha vinto dopo 82 chilometri di fuga. Prima della partenza era quarto, a più di tre minuti dal primo in classifica. A fine tappa era primo, in Maglia rosa. La versione lunga di quella incredibile tappa è qui.

I dati pubblicati da BBC News sono stati forniti direttamente dal Team Sky in una specie di “operazione trasparenza” e sono stati commentati e spiegati da tre esperti: l’ex ciclista professionista Rob Hayles, lo scrittore di ciclismo Michael Hutchinson e il giornalista di ciclismo Jeremy Whittle. BBC News ha detto di aver ricevuto i dati a inizio giugno ma li ha pubblicati più di un mese dopo: ha anche spiegato di aver avuto dati su tutte le tappe ma di aver scelto di pubblicarne solo alcuni.

Un’ultima cosa: i valori anomali trovati nelle urine di Froome riguardavano il salbutamolo, un broncodilatatore contenuto nel Ventolin, un antiasmatico. È cosa nota da anni che Froome soffra di asma: così come altri sportivi, ciclisti e non. Il Team Sky ha detto che Froome ha assunto salbutamolo anche durante il Giro ma restando nei limiti del regolamento e senza chiedere un TUE (Therapeutic Use Exemptions o “esenzione terapeutica”): un procedimento che permette, in certi casi e a certe condizioni, di superare per un periodo le dosi consentite di certe sostanze.

I dati
Il Team Sky ha fatto avere a BBC News i seguenti documenti: un piano relativo al peso ideale che Froome avrebbe dovuto avere nelle ultime due settimane del Giro; la sua dieta per ogni tappa; i messaggi che Froome, il Team Sky e il preparatore Tim Kerrison si scrissero il giorno della tappa degli 82 chilometri di fuga; le previsioni di consumo energetico di Froome durante quella tappa; la pianificazione di quella tappa da parte della squadra (quando, dove e come rifornire Froome con borracce e altre cose); i dati sullo sforzo di Froome: nello specifico la potenza sviluppata, la cadenza di pedalata e i battiti cardiaci.

Il piano (PDF)
Già da fine 2017 Froome disse di voler vincere, nello stesso anno, sia il Giro che il Tour, diventando il primo a riuscirci dopo Marco Pantani, che lo fece nel 1998. Avrebbe quindi dovuto essere in forma a maggio, per il Giro, ma ancora di più a luglio, per il Tour. BBC News ha pubblicato due tabelle che dicono che il Team Sky voleva che, nelle ultime due settimane del Giro, Froome perdesse uno o due chili di peso, per andare più forte nelle tappe decisive di montagna.

Perdere peso vuol dire reintegrare meno energie di quelle spese. Non è una cosa difficile da fare ma è rischiosa e anomala, perché c’è appunto il rischio di trovarsi senza energie e perdere potenza nelle gambe. Hutchinson, scrittore di ciclismo, ha detto: «È come fare una dieta, ma intanto pedalare 200 chilometri al giorno». FFroome ce l’ha fatta: altri corridori andavano fortissimo nelle prime tappe e poi hanno finito le energie; lui invece è venuto fuori col tempo. Bradley Wiggins, che con il Team Sky vinse il Tour del 2012, disse, riferendosi al difficile equilibrio necessario per vincere un Grande giro: è «come mettere una vite in una piastrella. Un giro di troppo e rompi tutto».

L’alimentazione (PDF)
BBC News ha pubblicato i dati su cosa e quanto ha mangiato Froome nell’11ª tappa (una tappa normale, non di alta montagna) e nella 19ª tappa, quella dell’attacco da lontano. Hutchinson ha detto: «È interessante la differenza tra le due cene. Nella cena dopo la tappa 11 Froome assume 445 calorie; nella cena dopo la tappa 19 le calorie sono quasi mille. […] E poi assume tantissimi carboidrati. Nel giorno della tappa 19 mangia 1,3 chili di carboidrati: il fabbisogno giornaliero di quattro uomini. Persino il suo spuntino post-tappa ha 2.500 calorie: è il fabbisogno giornaliero di un uomo, e lui se lo mangia in 20 minuti.

La colazione prima della 19ª tappa prevedeva: 200 millilitri di succo, 3 albumi d’uovo e 1 tuorlo, 4 pancakes con marmellata, the, miele e 400 grammi di riso. La cena dopo la gara prevedeva: ciliegie, caramelle Haribo e, tra le altre cose, ancora 400 grammi di riso.

(BBC)

I messaggi (PDF e altro PDF)
Tim Kerrison, allenatore/preparatore di Froome, non era in Italia ma a Tenerife, in Spagna, ad allenare altri corridori del Team Sky. Froome gli scrisse la mattina per dirgli che avrebbe attaccato sul Colle delle Finestre. Un primo documento pubblicato da BBC News mostra tutta la conversazione tra i due. In un altro documento ci sono invece i messaggi in un gruppo WhatsApp di cui fanno parte assistenti, tecnici e meccanici del Team Sky.

Le previsioni (PDF)
Il Team Sky divise la 19ª tappa in sette settori e, per ognuno, disse a Froome con quanta potenza avrebbe dovuto pedalare (quella che si misura in watt, per chi se ne intende) e quanta energia avrebbe di conseguenza consumato. Serve per capire di quanti e quali tipi di rifornimento avrebbe avuto bisogno Froome durante quella tappa, quando e dove: cioè in che esatto chilometro della tappa. Hayles ha detto: «Non credo che le altre squadre facciano lo stesso. […] Già sulla linea di partenza Froome sapeva cosa avrebbe fatto lui e cosa avrebbero fatto i suoi compagni».

(BBC)

L’attuazione (PDF)
Si può pianificare fin che si vuole, ma poi serve che qualcuno abbia le gambe e la testa per mettere tutto in atto. Froome ci riuscì. Anche perché la Sky mobilitò ogni suo possibile dipendente (meccanici e altre persone) per far sì che lungo il percorso Froome potesse trovare, nel momento necessario, assistenti pronti a dargli borracce, barrette, gel o quel che serviva per reintegrare energie.

Nelle corse ci sono punti di rifornimento previsti per tutti. La Sky decise però di aggiungerne molti altri, facendo anche andare sul percorso persone non pratiche di come rifornire un ciclista mentre, magari, ti passa accanto a trenta chilometri all’ora. Morton, il giornalista di ciclismo, ha detto: «Il vero nome del Rocket Fuel è Beta Fuel. È una bevanda che fornisce diversi tipi di carboidrati e contiene un misto di maltodestrine e fruttosio. […] La maggior parte degli sport drink ha 20-40 grammi di carboidrati. Questi ne hanno 80».

(BBC)

I dati, dopo (PDF)
BBC News ha detto di aver espressamente richiesto i dati sullo sforzo di Froome durante la 19ª tappa. Mostrano la potenza (è altissima se comparata a quella di un ottimo amatore, normale per uno come Froome: niente di sovrumano o davvero sospetto).

Ci sono poi la frequenza cardiaca (media e massima), la cadenza di pedalata (cioè il numero di pedalate al minuto, medio e massimo), la VAM (velocità ascensionale media) e i secondi che in ogni tratto Froome è riuscito a guadagnare su Dumoulin, il suo principale avversario in quella tappa. Hutchinson ha detto, dei dati: «Non c’è niente di sospetto. Rispettano in modo ragionevole il piano che aveva preparato il Team Sky. Kerrison, l’allenatore, ha detto: «Il battito cardiaco massimo sull’ultima salita fu di 159 battiti al minuto. Quella mattina i suoi battiti a riposo erano 32 al minuto, uno ogni due secondi. È un ritmo molto basso, ma è così anche per molti altri atleti di quel livello».

(BBC)

Ok, quindi?
I dati di BBC News sono interessanti e utili per capire che lavoro c’è dietro certe cose, ma non sono determinanti nel poter dire qualcosa di certo sulle prestazioni di Froome. Quello che si può dire è che in tutti i suoi anni da ciclista professionista Froome non è mai stato squalificato per doping. Nonostante questo, però, c’è chi teme che Froome possa essere accolto male da qualche tifoso lungo le strade del Tour, anche per una cattiva gestione generale del cosiddetto “caso salbutamolo” che lo ha riguardato. Nel 2015, per esempio, qualcuno gli lanciò dell’urina mentre stava pedalando. Al riguardo, Froome ha detto: «Se non tifate me o il Team Sky va bene. Venite, mettete la maglietta della squadra che preferite e fate il tifo in modo positivo».

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