La polemica sulle retribuzioni di chi ha lavorato alla nuova serie di Zerocalcare
Si basano su una serie di segnalazioni anonime raccolte e pubblicate da una pagina Instagram: lui non ha ancora commentato

Da qualche giorno si è sviluppata una polemica attorno a Due spicci, la nuova serie animata del fumettista italiano Zerocalcare, da poco uscita su Netflix. Tutto è partito dalle segnalazioni anonime di alcuni presunti collaboratori della serie, che hanno sostenuto di aver ricevuto retribuzioni bassissime, di essere stati sottoposti agli stessi orari dei dipendenti pur lavorando con partita IVA e di aver dovuto accettare carichi di lavoro superiori rispetto a quanto inizialmente pattuito con Movimenti Production, la società che ha prodotto Due spicci.
Le testimonianze erano state raccolte lo scorso 27 maggio, giorno di uscita della serie su Netflix, dalla pagina Instagram dell’Unione Italiana Animatori (UN!TA), che le aveva pubblicate in una serie di storie cancellate dopo poco. UN!TA ha 2mila follower su Instagram e fa informazione sulle condizioni lavorative di chi lavora nel settore dell’animazione, che sono spesso precarie e discontinue.
Inizialmente si sono occupati del caso soprattutto i quotidiani di destra, anche perché Zerocalcare ha notoriamente idee molto di sinistra, e nelle sue storie parla spesso della precarietà lavorativa della sua generazione (quella dei trentenni e quarantenni). È stato ampiamente ripreso soprattutto un articolo del Giornale dai toni accusatori e molto polemici, intitolato La produzione di Zerocalcare paga “Due spicci” i lavoratori. Domenica il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha detto che avrebbe presentato un’interrogazione al ministero del Lavoro per «verificare se la produzione abbia rispettato trattamenti economici e normativi previsti per i collaboratori».
Zerocalcare ha 42 anni, è uno dei fumettisti più famosi e letti in Italia ed è autore, regista, sceneggiatore e illustratore della serie. Per ora non ha commentato l’accaduto, ma ha detto al Post che lo farà.
Movimenti Production, che ha prodotto anche le precedenti serie di Zerocalcare (Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, a loro volta distribuite da Netflix), ha respinto tutte le accuse. Ha detto di non aver mai proposto condizioni contrattuali illegali né pratiche di sfruttamento del lavoro, e ha definito le contestazioni inconsistenti perché fondate su testimonianze anonime raccolte da «un collettivo di persone che non rappresentano una realtà sindacale».
La società ha anche chiesto ad alcuni creatori di contenuti che si sono occupati del caso di rimuovere dai propri canali i video dedicati alla vicenda. Lo youtuber Jematria ha raccontato di aver ricevuto una diffida dai legali Movimenti Production sabato scorso, circa venti minuti dopo la pubblicazione del suo video, in cui gli veniva chiesto di rimuoverlo entro 12 ore.
– Leggi anche: Il libro che ha cambiato la vita di Zerocalcare
Nella diffida inviata a Jematria, Movimenti Production aveva scritto che la pagina di UN!TA che aveva pubblicato le segnalazioni anonime aveva deciso di eliminare le storie autonomamente, dopo essersi «avveduta del carattere diffamatorio dei messaggi». Lunedì però UN!TA ha pubblicato un post per smentire questa versione, dicendo di averle cancellate per «dimostrare la nostra massima buona fede e la ricerca di un confronto tra le parti». La pagina aveva comunque detto fin dall’inizio di non essere riuscita a verificare nessuna delle segnalazioni che ha raccolto e pubblicato.
«Mi avevano offerto 6 euro lordi l’ora. Non ho accettato», aveva scritto una persona che si era identificata come “background artist”, cioè l’animatore specializzato nella realizzazione di sfondi e ambientazioni.
Un’altra segnalazione parlava di «ritmi di lavoro disumani», raccontando che nel giugno dello scorso anno la produzione avrebbe annunciato ai collaboratori l’aggiunta di due episodi aggiuntivi, portando la serie da 6 a 8, senza però modificare né la retribuzione né le scadenze di consegna (fine agosto). Questa versione è stata però smentita da un’altra testimonianza, secondo cui il minutaggio complessivo sarebbe rimasto invariato rispetto a quanto previsto dal contratto e il materiale riorganizzato in un numero maggiore di episodi rispetto alla pianificazione iniziale.
Stando a un’altra testimonianza, Movimenti Production avrebbe proposto a un gruppo di collaboratori che avevano consegnato i materiali prima della scadenza del contratto di lavorare a un altro progetto, minacciando di risolvere il contratto in caso di rifiuto.
A UN!TA sono arrivate anche segnalazioni positive. Una descriveva Due spicci come «una delle poche produzioni che paga il giusto», mentre un’altra lodava Movimenti Production per aver garantito un ambiente di lavoro sano e rispettoso. «Ci sono state situazioni problematiche, ma non si può pretendere che non ce ne siano: è impossibile», aveva aggiunto. C’è stato anche chi ha ringraziato i supervisori della serie per essere stati «sempre disponibili ad aiutare» e per essersi battuti per loro.
– Leggi anche: Come aveva fatto la sua prima serie Zerocalcare
In Italia i lavori nel settore dell’animazione sono generalmente molto precari: i progetti sono pochissimi, e la stragrande maggioranza degli animatori sono liberi professionisti che per mantenersi devono svolgere in parallelo molti lavori, come illustrazione, graphic design o insegnamento. Per tutti questi motivi, molti professionisti italiani di talento finiscono per lavorare da remoto o trasferirsi all’estero (in Francia, nel Regno Unito o negli Stati Uniti), dove il settore è sostenuto da maggiori investimenti e sgravi fiscali.
Due spicci prosegue le vicende raccontate in Questo mondo non mi renderà cattivo e, come spesso accade nelle storie di Zerocalcare, è soprattutto un racconto autobiografico. Nella serie c’è di nuovo Valerio Mastandrea come voce dell’Armadillo, il personaggio che interpreta la coscienza del fumettista.
La storia comincia con il protagonista (Zerocalcare, per l’appunto) che decide di avviare una società insieme all’amico Cinghiale, per aiutarlo a evitare la chiusura del suo locale. Il racconto si concentra poi sul ritorno di una sua vecchia conoscenza, Smeralda, che non vedeva da tempo e che torna a frequentare dopo che lei ha interrotto la relazione con un compagno violento. Come spesso accade con le serie di Zerocalcare, finora Due spicci è stata accolta perlopiù positivamente dalla critica ed è tra i contenuti più visti di Netflix in Italia.
– Leggi anche: Cosa ha cambiato Zerocalcare



