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  • Lunedì 11 maggio 2026

Dall’Ungheria agli Stati Uniti per sfuggire a 26 accuse

L'ex ministro polacco Zbigniew Ziobro aveva ottenuto asilo da Orbán, ora per non rischiare è andato da Trump

Zbigniew Ziobro a ottobre del 2025 in Polonia (ANSA/EPA/ART SERVICE)
Zbigniew Ziobro a ottobre del 2025 in Polonia (ANSA/EPA/ART SERVICE)
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Sabato l’ex ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro è arrivato negli Stati Uniti dopo essere fuggito dall’Ungheria, dove era arrivato come rifugiato politico pochi mesi fa, quando c’era ancora il governo autoritario del primo ministro Viktor Orbán. Ziobro è un deputato di Diritto e Giustizia (PiS), il partito di estrema destra che ha governato la Polonia in modo sempre più autoritario dal 2015 al 2023. Era scappato in Ungheria, e ora negli Stati Uniti, perché in Polonia è accusato di 26 reati, tra cui l’aver creato e guidato un’organizzazione criminale. Rischia fino a 25 anni di carcere.

Secondo Gazeta Wyborcza, il principale quotidiano polacco e uno dei pochi rimasti indipendenti anche durante gli anni del PiS, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe approvato personalmente il visto di Ziobro, nonostante le obiezioni del segretario di Stato Marco Rubio e dell’ambasciatore statunitense a Varsavia, Tom Rose. Solitamente l’asilo politico viene dato alle persone che temono di essere ingiustamente perseguitate nel loro paese per motivi come le loro opinioni politiche, la loro etnia o religione: che a riceverlo sia un ex ministro è perlomeno inusuale.

Fino a pochi mesi fa l’Ungheria era un posto sicuro per i politici polacchi come Ziobro, alleati di Orbán e che il governo europeista del primo ministro polacco Donald Tusk, in carica dalla fine del 2023, sta perseguendo per una serie di reati che avrebbero commesso durante i loro anni al governo. La situazione in Ungheria è cambiata ad aprile con la vittoria alle elezioni del partito di Péter Magyar, ex alleato di Orbán poi diventato il suo principale oppositore, che sabato si è insediato come primo ministro con la promessa di ripristinare le garanzie democratiche nel paese.

– Leggi anche: L’Ungheria di Viktor Orbán

Il giorno dopo la sua vittoria elettorale Magyar ha detto che l’Ungheria avrebbe smesso di proteggere persone indagate all’estero, e che quindi non sarebbe più stata «una discarica per criminali ricercati a livello internazionale». Come esempi aveva citato proprio Ziobro e il suo vice, Marcin Romanowski (un po’ di contesto: i due sono stati gli autori delle criticate riforme della giustizia che hanno avuto un ruolo centrale nell’erosione dello stato di diritto in Polonia durante i governi del PiS).

Fra le altre cose Ziobro è accusato di aver sottratto quasi 40 milioni di euro provenienti dal Fondo Giustizia, un programma statale creato per aiutare le vittime di reati. Avrebbe poi usato quei soldi per acquistare lo “spyware” israeliano Pegasus e l’avrebbe usato contro gli oppositori politici.

Ziobro ha sempre negato di aver commesso questi reati, sostenendo che le accuse abbiano motivazioni politiche e facciano gli interessi del governo di Tusk. Nel novembre del 2025 il parlamento polacco aveva votato per revocargli l’immunità parlamentare, aprendo così la strada ai procuratori per incriminarlo formalmente e chiederne l’arresto. Ziobro si era spostato in Ungheria un mese prima di quel voto, ricevendo asilo politico.

Ora che il governo è cambiato anche in Ungheria, per continuare a sfuggire alle accuse Ziobro è andato negli Stati Uniti di Trump.

Non sappiamo come Ziobro sia arrivato negli Stati Uniti, dato che la Polonia gli ha revocato il passaporto da mesi. Lunedì il governo polacco ha detto di aver chiesto spiegazioni formali sia a quello ungherese sia a quello statunitense, e ha aperto un procedimento di estradizione (che gli Stati Uniti probabilmente non eseguiranno).

Ziobro ha confermato di essere arrivato negli Stati Uniti in un’intervista con l’emittente polacca di destra TV Republika, vicina al PiS. Durante la trasmissione ha detto di aver raggiunto il paese con un documento relativo all’asilo politico che gli era stato rilasciato dall’Ungheria, ma senza dare altri dettagli. Ha aggiunto di essere stato assunto da TV Republika come nuovo commentatore politico negli Stati Uniti: secondo i giornali polacchi questa nuova qualifica sarebbe stata la copertura per permettergli di fuggire. Il quotidiano online Onet ha scritto che Ziobro avrebbe ottenuto un visto giornalistico statunitense collegato all’emittente, che ha rifiutato di confermare o smentire la notizia. «Se vogliono avviare un procedimento di estradizione, facciano pure», ha detto Ziobro.