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  • Domenica 10 maggio 2026

In Messico si discute di chiudere le scuole per i Mondiali

Un mese prima della fine del calendario scolastico: l'ha annunciato il governo ma poi ha un po' ritrattato per le proteste dei genitori

La presidente messicana Claudia Sheinbaum regala un pallone a un bambino dopo la sua conferenza stampa mattutina, il 30 aprile 2026 (AP Photo/Fernando Llano)
La presidente messicana Claudia Sheinbaum regala un pallone a un bambino dopo la sua conferenza stampa mattutina, il 30 aprile 2026 (AP Photo/Fernando Llano)
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Giovedì il ministero dell’Istruzione del Messico ha annunciato un piano che prevedeva la chiusura delle scuole il 5 giugno, cioè oltre un mese prima di quanto programmato a inizio anno, per facilitare lo svolgimento dei Mondiali di calcio, che si disputeranno fra l’11 giugno e il 19 luglio in Messico, Canada e Stati Uniti.

L’annuncio della chiusura anticipata delle scuole con così scarso preavviso ha suscitato proteste da parte dei genitori, e la presidente Claudia Sheinbaum ha rapidamente ridimensionato la portata del piano, definendolo una semplice «proposta».

In Messico solitamente l’anno scolastico finisce attorno al 16 luglio e riprende il 31 agosto. Il ministro dell’Istruzione, Mario Delgado, ha detto che la chiusura il 5 di giugno è stata richiesta dal sindacato degli insegnanti e decisa all’unanimità con gli stati federati del Messico. Serve sia a evitare un periodo di caldo estremo previsto in quelle settimane, sia a evitare di creare disagi per la sovrapposizione con i Mondiali, soprattutto legati all’aumento del traffico nelle strade e al rischio che le infrastrutture del paese possano essere messe in affanno dall’arrivo di turisti e tifosi. L’annuncio di Delgado presenta la cosa come una questione già decisa, e sul sito del ministero si vede il calendario con l’interruzione delle lezioni a giugno.

Per garantire l’attuazione dei programmi di studio e fare in modo che gli studenti non rimangano troppo indietro, il governo ha anche proposto l’aggiunta di due settimane alla fine di agosto dedicate ad attività di “potenziamento”: non è chiaro se tramite lezioni o con più compiti a casa per gli studenti.

Probabilmente molti dei 32 milioni di studenti coinvolti hanno gioito per l’annuncio, ma le associazioni dei genitori hanno subito manifestato il proprio dissenso. Per i genitori che lavorano trovare qualcuno che si prenda cura dei figli mentre non sono a scuola è difficile e costoso, e farlo per così tanti giorni e con così poco preavviso può essere problematico, soprattutto per le famiglie con i redditi più bassi. Al momento non sembra che la chiusura sarà accompagnata da ulteriori misure per agevolare i genitori.

La decisione è stata criticata anche da un’associazione di datori di lavoro, che si è lamentata dell’incertezza causata per i dipendenti, e da tre dei 32 stati federali, che hanno detto che si atterranno al vecchio calendario. Due di questi sono fra quelli in cui si giocheranno le partite. Una delle critiche principali riguarda il fatto che il cambiamento del calendario è stato deciso a livello nazionale, mentre le partite si svolgeranno solo in tre città: la capitale Città del Messico, Guadalajara e Monterrey.

Venerdì la presidente Sheinbaum ha parlato della questione nella sua conferenza stampa quotidiana, che usa per presentare ai media la linea del governo su varie questioni, spesso con toni propagandistici. Ha detto che la chiusura non è stata già decisa ma è solo una proposta (nonostante la comunicazione del ministero dell’Istruzione lasci intendere diversamente) e che il governo deve ancora stabilire quale sarà il calendario definitivo. Ha poi detto che alla base della proposta c’è il fatto che molti messicani amano il calcio, e che per questo il governo ha pensato di anticipare il periodo delle vacanze, pur bilanciandolo con le esigenze scolastiche degli alunni.

Non è l’unico problema del Messico a questi mondiali: oltre ai ritardi in molti lavori di preparazione, a febbraio l’uccisione di un potente narcotrafficante da parte dell’esercito messicano nello stato dove si trova Guadalajara aveva causato estese violenze. In quel caso molti si erano chiesti se il paese fosse abbastanza sicuro da ospitare un evento internazionale della portata dei Mondiali. Sia Sheinbaum sia il capo della Fifa (l’associazione che gestisce il calcio mondiale, che organizza i Mondiali) Gianni Infantino avevano dato rassicurazioni, e durante il torneo è previsto il dispiego di fino a 100mila agenti di sicurezza per le strade del paese.

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