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  • Giovedì 23 aprile 2026

Tre forti squadre di calcio che non lo sono più

Tottenham, Siviglia e Wolfsburg stanno avendo stagioni molto negative, e rischiano seriamente di retrocedere

La delusione dei tifosi del Tottenham dopo il recente pareggio contro il Brighton (Marc Atkins/Getty Images)
La delusione dei tifosi del Tottenham dopo il recente pareggio contro il Brighton (Marc Atkins/Getty Images)
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Tottenham, Siviglia e Wolfsburg sono tre squadre maschili di calcio che stanno avendo una stagione al di sotto delle aspettative. Giocano rispettivamente nei campionati inglese, spagnolo e tedesco, hanno centinaia di migliaia di tifosi e nel recente passato hanno ottenuto vittorie prestigiose. Eppure sembra che non riescano più ad azzeccarne una.

Per tutte e tre le squadre ci sono discrete possibilità che la stagione 2025-2026 si concluda addirittura con una retrocessione. Al Tottenham non accade dal 1977, al Siviglia dal 2000. Il Wolfsburg è arrivato in Bundesliga nel 1997, e da allora non è mai retrocesso.

Rispettivamente nel 2023 e nel 2025 Siviglia e Tottenham vinsero l’Europa League, il secondo torneo europeo per importanza. Nel farlo tralasciarono un po’ il campionato (il Siviglia arrivò 12esimo, il Tottenham 17esimo), ma si pensava fosse una scelta tutto sommato ponderata.

I problemi, invece, col tempo si sono accentuati. L’insieme dei giocatori, pur di buon livello individuale, è diventato sempre meno funzionale. Tanti infortuni, scelte sbagliate nell’acquisto e nella cessione dei calciatori, e cambi di allenatore dettati più dal panico che da scelte tecniche sensate accomunano le ultime stagioni di queste squadre.

Xavi Simons, forse il migliore tra i tanti calciatori talentuosi che ha in squadra il Tottenham (Catherine Ivill – AMA/Getty Images)

Le ultime stagioni del Tottenham – una delle squadre più ricche al mondo – sono state piene di alti e bassi. Grazie ad alcuni dei migliori calciatori al mondo di quegli anni, come gli attaccanti Harry Kane e Heung-min Son, il Tottenham nel 2017 arrivò secondo in campionato e nel 2019 giocò la finale di Champions League, il principale torneo europeo per club. In entrambi i casi l’allenatore era l’argentino Mauricio Pochettino, che fu esonerato all’inizio della stagione 2019-2020.

Le cose cominciarono ad andare male nella stagione 2022-23, la seconda e ultima con Antonio Conte come allenatore. In quell’estate Kane – il giocatore che ha segnato più gol nella storia del Tottenham – ha lasciato “gli Spurs”, come preferirebbero essere chiamati, per giocare al Bayern Monaco. Fu un trasferimento dal valore anche simbolico: in tanti anni al Tottenham, Kane non vinse alcun trofeo, e in molti cominciavano a dire che non lo avrebbe mai fatto: il Bayern al contrario, almeno in Germania, vince quasi sempre, adesso anche grazie ai tanti gol del suo centravanti inglese.

Nel biennio successivo, con Ange Postecoglou come allenatore, il Tottenham riuscì a rompere quella che per tanti era diventata quasi una maledizione, o un meme. L’allenatore australiano lo disse prima della sua seconda stagione: «Vinco sempre qualcosa al mio secondo anno». E così accadde: il Tottenham vinse l’Europa League, il suo primo trofeo in 17 anni, in finale contro il Manchester United. Nelle ultime 12 partite di campionato, però, il Tottenham totalizzò solo 5 punti. Arrivò 17esimo e Postecoglou fu esonerato.

Nemmeno un anno fa il Tottenham festeggiava la vittoria dell’Europa League (Image Photo Agency/Getty Images)

Si arrivò così all’inizio di questa stagione, cominciata dal Tottenham con il danese Thomas Frank come allenatore e parecchi giocatori nuovi in campo. Dopo un inizio incoraggiante, la stagione del Tottenham è peggiorata. A causa di tanti risultati deludenti, anche Frank è stato esonerato, e al suo posto è arrivato Igor Tudor, con cui è andata pure peggio, fino a diventare sostanzialmente un «disastro», come l’ha definita uno dei suoi stessi giocatori.

Si sono sommati uno stile di gioco fin troppo difensivo, diversi infortuni a giocatori importanti come Dejan Kulusevski, una certa confusione anche a livello societario, con le dimissioni del presidente Daniel Levy dello scorso settembre. In un episodio di per sé insignificante ma che racconta bene l’atmosfera che circonda il Tottenham, Frank è stato molto criticato per aver bevuto da un bicchiere con sopra il logo dell’Arsenal, la principale rivale del Tottenham. Pochi mesi dopo Tudor ha fatto giocare titolare in una partita di Champions League il secondo portiere Antonin Kinsky, per sostituirlo dopo 17 minuti e 3 gol subiti.

– Leggi anche: I 17 minuti in cui il secondo portiere del Tottenham prende 3 gol e si fa sostituire

Dopo l’inevitabile esonero di Tudor, il Tottenham ha nominato il terzo allenatore della stagione, Roberto De Zerbi, che ha ha firmato un contratto quinquennale da quasi 14 milioni di euro a stagione: una cifra che sarebbe spropositata in Championship, la Serie B inglese (anche se pare ci siano delle clausole per liberarlo in caso di retrocessione). De Zerbi ha ereditato una squadra sfiduciata, piena di problemi tattici e con un estremo bisogno di punti. A cinque partite dalla fine del campionato, infatti, il Tottenham ha 2 punti in meno del West Ham, l’ultima squadra al momento destinata a rimanere in Premier League. In campionato non vince da 15 partite, dopo aver battuto il Crystal Palace il 28 dicembre.

E c’è uno scenario ancora peggiore, per i tifosi del Tottenham: subire la sconfitta decisiva per la retrocessione alla penultima giornata contro un’altra rivale di Londra, il Chelsea, e vedere l’Arsenal festeggiare una possibile vittoria del campionato.

In modo simile a quanto successo al Tottenham, l’ultima di sette Europa League (o Coppa Uefa, il vecchio nome) vinte dal Siviglia arrivò in una stagione sotto le aspettative in campionato. Il Siviglia batté la Roma a Budapest ai rigori nella finale del 2023, ma durante quella stessa stagione cambiò tre allenatori, tra cui Julen Lopetegui, molto amato dai tifosi.

Da allora il Siviglia sta cercando una guida tecnica stabile. Negli ultimi tre anni sette allenatori diversi hanno provato a sistemare le cose al Siviglia, senza successo. Per portare la squadra a 41 punti e a una complicata salvezza, nella passata stagione è stato addirittura richiamato per la quarta volta Joaquin Caparros, 70enne allenatore spagnolo che diede il via all’epoca d’oro nei primi anni Duemila.

La stagione 2025-2026 del Siviglia è iniziata con un nuovo allenatore (l’argentino Matias Almeyda), aspettative moderate e un calciomercato oculato per nuovi problemi finanziari. In particolare sono stati ceduti tre giocatori (Loic Badé, Stanis Idumbo e Dodi Lukebakio) per un totale di 55 milioni di euro, e acquistati altri, perlopiù a fine carriera come Cesar Azpilicueta o Alexis Sanchez, per meno di mezzo milione in tutto.

Dopo due sconfitte consecutive e 7 gol subiti contro Barcellona e Valencia, alla fine di marzo Almeyda è stato rimpiazzato da Luis García. Le squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere sono parecchie, e forse il Siviglia non retrocederà davvero. Ma i tifosi sono molto arrabbiati con la società e non molti mesi fa alcuni di loro hanno lanciato sassi e uova al bus della squadra.

Più lento e ondivago, ma paragonabile nelle modalità, il declino del Wolfsburg ha portato la squadra dal quarto posto ottenuto nel campionato tedesco del 2021 all’attuale penultimo.

Anche il Wolfsburg ha vissuto in questo secolo gli anni più vincenti della propria storia: nel 2009 vinse la Bundesliga, nel 2015 la Coppa di Germania. L’anno successivo batté addirittura 2-0 il Real Madrid nella partita di andata dei quarti di finale di Champions League.

Una delle coppie di attaccanti più amate dagli appassionati di calcio tedesco: Edin Dzeko e Grafite, che assieme vinsero la Bundesliga nel 2009 (Stuart Franklin/Bongarts/Getty Images)

Seguirono due stagioni molto negative. Nel 2017 e nel 2018 rimase in Bundesliga solo vincendo lo spareggio di fine campionato, in cui la terzultima della prima divisione gioca su andata e ritorno contro la terza della seconda divisione, e chi vince va o rimane in Bundesliga.

Il Wolfsburg riuscì a rimanerci. E dopo queste due stagioni complicate, soprattutto a causa della cessione del belga Kevin De Bruyne, tornò a giocare ad alto livello, qualificandosi anche per Champions ed Europa League, tra il 2019 e il 2022.

In un campionato, però, in cui è difficile confermarsi a meno di non essere il Bayern Monaco, negli ultimi anni il Wolfsburg è tornato a lottare per non retrocedere. Secondo tanti esperti, in una città in cui tutto gira intorno alla Volkswagen, la crisi della multinazionale automobilistica non sta aiutando; Volkswagen è da anni lo sponsor del Wolfsburg.

La delusione dei giocatori del Wolfsburg dopo la sconfitta contro lo Stoccarda dello scorso marzo (Stuart Franklin/Getty Images)

In tre partite consecutive di febbraio, tra l’altro, ha subìto 4 gol dall’87esimo minuto in poi, cioè a partita quasi finita, perdendo in tutto 6 punti.

In questi anni anche la squadra tedesca sta cambiando parecchi allenatori: uno di quelli che non hanno funzionato è l’ex giocatore del Milan Mark van Bommel. In questa stagione il 41enne nederlandese Paul Simonis è stato rimpiazzato prima dall’allenatore delle giovanili Daniel Bauer e poi dall’esperto Dieter Hecking, figura del tutto simile a quella di Caparros al Siviglia.

Verosimilmente il Wolfsburg si giocherà la salvezza con il St. Pauli: mancano quattro giornate alla fine del campionato e l’ultima partita è proprio St. Pauli contro Wolfsburg.