Le novità nel regolamento UNESCO per il centro di Firenze

Vengono confermati i divieti di aprire nuovi negozi e ristoranti, ed estesi anche ai corsi di cucina per turisti

Via Tornabuoni a Firenze, 29 luglio 2015 (ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)
Via Tornabuoni a Firenze, 29 luglio 2015 (ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)
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La giunta comunale di Firenze ha approvato una delibera per prorogare per altri cinque anni, e dunque fino al 2031, il regolamento UNESCO per la tutela del patrimonio culturale del centro storico, in scadenza a maggio, e la regolamentazione delle attività economiche. La delibera conferma una serie di divieti per le nuove attività commerciali con l’obiettivo di limitare le conseguenze negative del turismo di massa, salvaguardare le esigenze dei residenti che hanno bisogno di negozi di prossimità e valorizzare i negozi storici del centro. La proposta della giunta dovrà ora essere discussa e votata dal consiglio comunale.

La delibera conferma una serie di divieti già introdotti negli scorsi anni e ne introduce di nuovi. In alcune zone conferma il divieto di aprire nuove attività di commercio alimentare, ed evitare che quelle locali e più radicate in città subiscano la concorrenza di catene aperte principalmente per i milioni di turisti che ogni anno visitano la città. E stabilisce anche, per alcune zone, il divieto di apertura di nuove attività alimentari anche se trasferite da un altro luogo dell’area UNESCO, che corrisponde all’area all’interno delle mura medievali, incluse le porte della città, la stazione Santa Maria Novella e il giardino di Boboli.

Tra le novità ci sono il blocco dei corsi di cucina per turisti che, come ha spiegato il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Luca Milani, «sono proliferati», e il divieto di installare nuovi sportelli bancomat. A partire dalla prossima entrata in vigore il regolamento UNESCO avrà inoltre una durata di cinque anni, mentre l’attuale periodo di validità delle regole era di tre anni.

In una trentina di strade o piazze del centro il regolamento limita inoltre la possibilità di aprire nuove attività commerciali a librerie, gallerie d’arte, negozi di antiquariato, arredamento, design, negozi di fiori e piante, specifiche attività di artigianato tradizionale e artistico, negozi di oggetti preziosi, orologi, oggetti d’arte, vendita di numismatica e filatelia, negozi di alta moda, prêt-à-porter e abbigliamento firmati, ma anche banche e assicurazioni. Tra queste strade ce ne sono alcune molto note e centrali: via Tornabuoni, via Strozzi, via di Santo Spirito, piazza Strozzi, Lungarno Guicciardini e Lungarno Acciaiuoli. All’elenco sono state inserite due nuove strade: via del Proconsolo, vicino a piazza del Duomo, e piazza San Felice, dove si trova una colonna posta da Cosimo I, secondo e ultimo duca di Firenze, in ricordo di una battaglia del Cinquecento.

Sul ponte Vecchio continuerà a essere vietata l’attività di vendita di cibo e bevande e a essere ammesso solo il commercio di oggetti preziosi: orologi, oggetti d’arte o di antiquariato, francobolli e monete.

È stato inoltre esteso il divieto di apertura di nuove attività anche agli imprenditori agricoli, ma solo per quanto riguarda la cosiddetta somministrazione non assistita, ovvero senza servizio al tavolo, anche itinerante: chioschi, furgoncini o bancarelle in luoghi pubblici per il consumo di cibo di strada.

Le strade incluse nel regolamento e nella sua estensione appena presentata coincidono in gran parte con l’area di Firenze che attualmente è considerata patrimonio dell’UNESCO, l’agenzia delle Nazioni Unite che dovrebbe incentivare la protezione e la conservazione di luoghi significativi dal punto di vista storico, culturale e ambientale, e che allo stesso tempo trasforma inevitabilmente i luoghi inclusi nella lista in attrazioni turistiche, comportando trasformazioni del territorio non sempre positive per chi in quei luoghi vive.