Il prossimo sindaco di Prato dovrà vedersela con un sindacato

I Sudd Cobas sono diventati centrali per il contrasto allo sfruttamento nella moda, e quindi per chi vincerà le elezioni del 24 e 25 maggio

Un presidio dei lavoratori organizzato dai Sudd Cobas nel distretto industriale di Prato, 21 marzo 2025 (dal profilo Facebook Sudd Cobas Prato Firenze)
Un presidio dei lavoratori organizzato dai Sudd Cobas nel distretto industriale di Prato, 21 marzo 2025 (dal profilo Facebook Sudd Cobas Prato Firenze)
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Ormai da tempo capita di frequente di vedere nella zona industriale di Prato bandiere arancioni, tende e gazebi montati tra i capannoni. Stanno lì anche di notte, a volte per intere settimane. Sono presidi fissi a cui periodicamente partecipano i lavoratori del pronto moda (cioè delle aziende del cosiddetto fast fashion) e del tessile per denunciare lo sfruttamento a cui sono sottoposti: li sostengono gli attivisti dei Sudd Cobas, un piccolo sindacato che ha contribuito a far conoscere una situazione che nell’ultimo anno e mezzo ha fatto parlare di Prato nel resto d’Italia e all’estero.

I sindacalisti dei Sudd Cobas sono una ventina, con un’età tra i 20 e i 35 anni, tra cui vari studenti universitari. Gli iscritti oggi sono circa un migliaio, soprattutto lavoratori di origini straniere. Il sindacato lavora a Prato in realtà dal 2018, ma da quando il comune è stato commissariato lo scorso luglio – in seguito a un’indagine per corruzione che ha coinvolto l’ex sindaca Ilaria Bugetti, del PD – è diventato sempre più un punto di riferimento per la lotta contro lo sfruttamento, insieme alle molte inchieste avviate dalla procura.

Il 24 e il 25 maggio a Prato ci saranno le elezioni comunali, e la nuova amministrazione dovrà necessariamente confrontarsi con i Sudd Cobas: tutti i candidati ne hanno parlato più volte in campagna elettorale, giudicando il loro approccio in modi diversi. «In questi mesi di vuoto istituzionale, il discorso politico lo hanno portato avanti un po’ loro, con i risultati e con una comunicazione efficace», dice Lorenzo Tempestini, giornalista pratese che con il suo progetto indipendente Buzz Prato sta seguendo la campagna elettorale. I candidati sindaci sono sei, ma è dato quasi per scontato che vincerà Matteo Biffoni, già sindaco di Prato tra il 2014 e il 2024 e ora consigliere regionale del PD: i suoi rapporti con i Sudd Cobas sono spesso stati tesi in passato.

Otto anni fa i Sudd Cobas (Sindacato Unione Democrazia Dignità) facevano ancora parte del S.I. Cobas, il sindacato che segue la logistica. Nel giro di un anno però Sarah Caudiero e Luca Toscano, i due sindacalisti che hanno iniziato l’attività a Prato, hanno deciso di concentrarsi sui lavoratori immigrati o figli di persone immigrate nel distretto tessile e soprattutto in quello del pronto moda, dove le aziende sono per la maggior parte a conduzione cinese. A Prato su quasi 200mila abitanti le rilevazioni ufficiali contano oltre 32mila persone di origine cinese, e si stima che ce ne siano almeno 20mila in più. Qui i lavoratori sfruttati, oltre ai cinesi, sono in gran parte uomini originari di Pakistan, Afghanistan e Bangladesh.

All’epoca la Cgil locale aveva già iniziato a denunciare lo sfruttamento nelle aziende di proprietà cinese, e con le istituzioni locali chiedeva al ministero del Lavoro l’aumento del numero di ispettori del lavoro per intensificare i controlli. I Sudd Cobas hanno scelto un approccio diverso, più conflittuale e diretto, basato su scioperi, picchetti e blocchi delle merci. Ci sono stati risultati concreti: in questi anni il sindacato ha convinto decine di aziende a stipulare contratti migliorativi per i lavoratori, che a loro volta hanno iniziato a denunciare gli abusi con più frequenza.

Non è andato sempre tutto liscio. Nei primi anni alcuni presidi sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine perché non erano autorizzati, e i sindacalisti hanno ricevuto multe e “fogli di via”, provvedimenti con cui si dispone il divieto di andare in una città, che poi non hanno rispettato. Caudiero dice che i tempi delle autorizzazioni sono incompatibili con le necessità degli scioperi, che servono a interrompere situazioni degradanti il prima possibile. In più occasioni, inoltre, lavoratori e sindacalisti sono stati aggrediti dai titolari delle imprese davanti a cui protestavano, l’ultima volta soltanto giovedì scorso (il 7 maggio).

Al di là di questi episodi gravi, però, i metodi dei Sudd Cobas sono stati anche spesso criticati: in passato il sindacato ha avuto diversi screzi con Biffoni, che non ha mai nascosto di sentirsi più in sintonia con i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil. In un’intervista con Buzz Prato di due settimane fa, Biffoni ha detto di ritenere fondamentale la battaglia dei Sudd Cobas e di essere senz’altro disposto al dialogo con loro, ma ha ripetuto più volte che le regole vanno rispettate.

In sostanza ha fatto capire che preferirebbe un approccio più istituzionale, simile a quello sperimentato dalla provincia di Prato per una recente vertenza che è stata risolta per la prima volta attraverso un lungo confronto con tutte le aziende coinvolte nella filiera, insieme al sindacato. Anche i Sudd Cobas hanno detto di avere apprezzato quella sperimentazione, perché le istituzioni si sono prese la responsabilità di chiamare in causa i committenti, cioè coloro a capo della filiera, che nel distretto pratese è molto frammentata in aziende medio-piccole che commissionano lavorazioni ad aziende ancora più piccole, in una catena spesso difficile da controllare.

A febbraio del 2025 l’ex sindaca Ilaria Bugetti aveva detto di essere disposta a cambiare il regolamento comunale per evitare che l’attività sindacale costituisse un’occupazione abusiva di suolo pubblico, e che i sindacalisti venissero multati. Tre mesi dopo era però stata resa nota l’indagine a suo carico, a luglio si era dimessa e il regolamento non era più stato modificato. Per ora nessuno dei candidati sindaci ne ha parlato.

Due candidati sindaci, Enrico Zanieri di Unità Popolare e Jonathan Targetti della lista civica “L’Alternativa C’è”, hanno però ribadito la necessità di un intervento politico per risolvere il problema dello sfruttamento nelle imprese pratesi ed espresso il loro sostegno ai Sudd Cobas, dopo l’aggressione di giovedì. Anche i deputati pratesi del PD, Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, hanno espresso solidarietà al sindacalista aggredito, così come lo ha fatto la Cgil di Prato e Pistoia.

Caudiero dice che la grossa differenza rispetto a pochi anni fa è che i problemi sono ormai evidenti e che non è più possibile tornare indietro. «Le lotte dei lavoratori sono ormai una caratteristica di Prato, al pari dello sfruttamento. Se qualcosa sta cambiando in questo distretto è grazie a loro, e non è qualcosa che potrà essere ignorato», dice.

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