L’attrice del momento

Dopo aver vinto tutti i premi più importanti per il suo ruolo in “Hamnet”, Jessie Buckley aspetta l'Oscar ed è già al cinema di nuovo

Jessie Buckley in posa per una foto con il premio come miglior attrice protagonista per Hamnet agli Actor Awards, Los Angeles, primo marzo 2026 (Jordan Strauss/Invision/AP)
Jessie Buckley in posa per una foto con il premio come miglior attrice protagonista per Hamnet agli Actor Awards, Los Angeles, primo marzo 2026 (Jordan Strauss/Invision/AP)
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Fino a pochi mesi fa Jessie Buckley era conosciuta perlopiù nei giri del cinema indipendente e per i ruoli che aveva interpretato in alcune serie di successo, come Chernobyl o la quarta stagione di Fargo. Da un paio di mesi la sua faccia è finita ovunque, perché ha vinto tutti i premi cinematografici più prestigiosi del 2026 per il suo ruolo da protagonista in Hamnet – Nel nome del figlio.

Il film è diretto da Chloé Zhao (la regista di Nomadland) ed è tratto da un romanzo di Maggie O’Farrell: Buckley interpreta Agnes, la moglie di William Shakespeare, e il film racconta di quello che succede prima e dopo la morte di uno dei loro figli. Tra i motivi per cui è stato molto apprezzato c’è proprio l’interpretazione di Buckley, che ha 36 anni e, come il coprotagonista Paul Mescal, fa parte di quella cricca di attrici e attori irlandesi diventata negli ultimi anni molto attiva a Hollywood.

Diversamente da come sta andando con i premi ai migliori attori maschi, la cui vittoria agli Oscar è ancora molto combattuta, negli ultimi due mesi Buckley è riuscita a mettere d’accordo i votanti dei Critics’ Choice Awards, dei Golden Globe, dei BAFTA e degli Actor Awards ed è per questo di gran lunga la più quotata per vincere l’Oscar come miglior attrice.

In Hamnet Buckley ha un ruolo molto drammatico che culmina nella scena finale del film, dove la sua capacità di recitare anche solo stando ferma e muovendo lo sguardo ha colpito molto la critica. Variety ha descritto la sua interpretazione in Hamnet come straordinaria e devastante; il Guardian ha scritto che è stata capace di incantare il pubblico in maniera del tutto disinvolta, e secondo Rolling Stone la gente parlerà della sua interpretazione per anni.

Buckley ha cominciato a fare cinema piuttosto tardi, ma è entrata nel mondo delle arti, dello spettacolo e della tv fin da ragazzina. Quando era piccola la madre insegnava canto, il padre gestiva un bar e scriveva poesie, e lei imparò presto a suonare diversi strumenti, tra cui piano e arpa, e si appassionò al teatro già a scuola. Di fatto la sua carriera cominciò a 17 anni, quando partecipò al talent show della BBC I’d Do Anything, in cui dodici aspiranti attrici dovevano fare un po’ di tutto per convincere una giuria presieduta dal celebre compositore Andrew Lloyd Webber e ottenere il ruolo da protagonista in una produzione del musical Oliver! a Londra.

Buckley arrivò seconda, e la ricorda come un’esperienza pessima, piena di umiliazioni e body shaming. Finita quella comunque aveva già un’idea precisa di cosa volesse fare, ha raccontato: tornò a studiare recitazione, nel 2013 si diplomò all’Accademia reale di arti drammatiche (RADA) di Londra e per un po’ si dedicò soprattutto al teatro.

In quegli anni Buckley recitò in diverse tragedie di Shakespeare, come La tempesta, Enrico V e Il racconto d’inverno, e poi ottenne alcuni ruoli minori in tv, nella serie della BBC su Guerra e pace e in Taboo, con Tom Hardy. Nel 2017, a 28 anni, debuttò al cinema nel thriller psicologico Beast, e poi alternò ruoli in film e serie tv a musica e teatro. Oltre a Fargo, la serie tv, girò tra le altre cose Sto pensando di finirla qui di Charlie Kaufman, per Netflix, e interpretò il personaggio di Olivia Colman da giovane nel film La figlia oscura, il debutto alla regia dell’attrice statunitense Maggie Gyllenhaal tratto da un libro di Elena Ferrante. Per quel ruolo fu candidata all’Oscar nel 2022 come miglior attrice non protagonista, ma non lo vinse.

Nel frattempo registrò due dischi: la colonna sonora del film A proposito di Rose e For All Our Days That Tear the Heart, assieme a Bernard Butler, l’ex chitarrista degli Suede. Per il ruolo nel musical Cabaret, al fianco di Eddie Redmayne, nel 2022 vinse il prestigioso premio Laurence Olivier come miglior attrice in un musical.

Durante l’assegnazione del premio Laurence Olivier a Londra, 10 aprile 2022 (Jeff Spicer/Getty Images for SOLT)

Più di recente invece Buckley si è dedicata soprattutto al cinema, interpretando tra gli altri Men, un horror di Alex Garland, la commedia Cattiverie a domicilio, sempre con Olivia Colman, e La sposa!, una specie di horror fantascientifico un po’ femminista e un po’ punk ispirato al film del 1935 La moglie di Frankenstein e diretto sempre da Maggie Gyllenhaal. La sposa! è uscito in Italia il 5 marzo.

Il suo ruolo in La sposa! però è stato meno acclamato di quello in Hamnet. Il Times di Londra ha scritto addirittura che la sua performance è così tremenda che i votanti degli Oscar potrebbero pensarci due volte a premiarla.

Pochi giorni fa è stata diffusa la notizia che reciterà nel prossimo film di Alice Rohrwacher, una delle registe italiane di maggior successo anche all’estero, che ha lavorato alla sceneggiatura assieme alla scrittrice statunitense Ottessa Moshfegh. Sarà un adattamento del romanzo The Three Incestuous Sisters di Audrey Niffenegger, e nel cast ci saranno anche Saoirse Ronan, Dakota Johnson e Josh O’Connor.

Jessie Buckley alla prima del film La figlia oscura a Londra, 13 ottobre 2021 (Samir Hussein/WireImage via Getty)

La critica le riconosce la capacità di interpretare personaggi, accenti ed emozioni anche assai diversi con grande profondità, e senza risultare impostata o banale. L’attore inglese Rory Kinnear, con cui ha recitato in Men, ha detto al Guardian che chiunque abbia lavorato con lei sa che diventerà una delle migliori di sempre.

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