Ci saranno abbastanza spettatori per Avatar e Checco Zalone insieme?

I film da cui ci si aspetta i maggiori incassi usciranno a pochi giorni di distanza prima di Natale, monopolizzando i cinema

di Gabriele Niola

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Il 17 dicembre esce nei cinema italiani Avatar: Fuoco e cenere, il terzo film della serie. Una settimana dopo, il 25 dicembre, uscirà Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone a cinque anni di distanza dall’ultimo, Tolo Tolo. Sono entrambi film per i quali si prevedono incassi molto alti, probabilmente i più alti dell’anno e tra i più alti in assoluto, e che di conseguenza saranno programmati da moltissimi cinema. Nessuno (neanche le società che li distribuiscono) si aspettava che sarebbero usciti a solo un weekend di distanza, mettendosi nella situazione di rubarsi spettatori a vicenda e rendendo molto difficile la vita ad altri film più piccoli in uscita nel periodo natalizio.

È un caso che non ha molti precedenti in Italia e che, con le dovute proporzioni, i distributori dei due film hanno paragonato al cosiddetto Barbenheimer, quando nel 2023 negli Stati Uniti uscirono nello stesso giorno i due film più attesi dell’anno: appunto Barbie e Oppenheimer. In quel caso però la sovrapposizione era stata usata a fini promozionali, e aveva spinto il pubblico ad andare a vederli entrambi generando grandi incassi. Per Avatar e Buen Camino invece non c’è ragione di pensare che le cose andranno così, anche se i distributori ci sperano.

Di questa sovrapposizione si sa da giugno, quando durante le Giornate di Riccione, un evento professionale per esercenti in cui si presentano i film dei sei mesi successivi, Medusa, società che distribuisce da sempre tutti i film di Zalone e quindi anche Buen Camino, annunciò la data prendendo in contropiede Disney, che invece distribuisce Avatar: Fuoco e cenere. I film di Checco Zalone sono sempre usciti il primo gennaio e si dava per scontato che sarebbe successo lo stesso con questo. Tra l’altro, prima che i film di Zalone facessero grandi incassi uscendo a inizio anno, questo non era considerato un momento buono per lanciare un film.

Quando due film che ambiscono a grandi incassi posizionano le proprie uscite troppo vicine, di solito uno dei due cambia data e si sposta. In questo caso quello che si dovrebbe spostare sarebbe Avatar: Fuoco e cenere, perché tra i due è il meno forte, sarà distribuito in un numero minore di sale e quindi ha più da perdere dalla competizione. Allo stesso tempo però si tratta di un’uscita importantissima per la Disney: probabilmente il film di maggiore incasso di tutto l’anno nel mondo, e non può non uscire in contemporanea in ogni paese.

I grandi film statunitensi infatti tendono a uscire sempre nello stesso weekend in tutto il mondo per attenuare i danni della pirateria, cioè per evitare che le versioni piratate registrate nei cinema americani arrivino negli altri paesi prima della programmazione al cinema. Per ragioni specifiche in alcuni paesi questo spesso non avviene, ma non è il caso di un film che è costato quanto Avatar e che ha bisogno di un incasso grandissimo per ripagarsi. In Italia uscirà due giorni prima rispetto agli Stati Uniti.

Invece la ragione ufficiale fornita da Medusa per lo spostamento indietro di una settimana di Buen Camino rispetto alle abitudini di distribuzione di Zalone è stata che quest’anno c’è una particolare distribuzione di festivi che crea tre weekend lunghi. Il 25 dicembre e il primo gennaio sono infatti dei giovedì, e il 6 gennaio è un martedì. I cinema tendono a incassare di più nei giorni di festa e durante i ponti e Medusa vuole sfruttare al massimo questa particolare coincidenza di date.

Durante le Giornate professionali di Sorrento, un evento uguale a quello di Riccione ma che si tiene a inizio dicembre, entrambe le società hanno dato rassicurazioni minimizzando i rischi di concorrenza tra i due film e dando la medesima risposta, cioè che c’è spazio per entrambi. Secondo Disney e Medusa infatti il pubblico dei film di Natale, e più in generale quello che va al cinema in Italia in quel periodo, è grande abbastanza da poter sostenere due uscite così importanti. In realtà non è così scontato.

Gli incassi previsti non saranno comunque all’altezza dei film precedenti: si stimano circa 30-40 milioni per Zalone e 20-30 per Avatar (Tolo Tolo e Avatar: La via dell’acqua invece incassarono entrambi circa 45 milioni di euro). Gli spettatori potenziali inoltre sono così tanti che una parte di loro è molto probabilmente in comune, e non c’è la certezza che questa parte sia disposta ad andare al cinema due volte durante le feste, anche considerando i weekend lunghi.

Non è così che la vedono i distributori dei due film, che hanno sempre interesse a rassicurare sugli incassi potenziali per non creare sfiducia nei cinema. Entrambi puntano sul fatto che storicamente i film che hanno attirato molti spettatori, e che sono quindi riusciti a portare al cinema anche le persone che di regola non ci vanno, hanno creato un indotto pure per gli altri. È frequente cioè che uno spettatore che torna al cinema dopo molto tempo, se si trova bene, decida di tornarci almeno un’altra volta in tempi stretti. Di certo ci sono poche statistiche di situazioni del genere in anni recenti.

Quel che è sicuro è che gli altri film ne risentiranno. Buen Camino uscirà in 1.200 sale, un numero altissimo che nessun altro, se non Checco Zalone stesso, ha mai raggiunto; Avatar: Fuoco e cenere probabilmente in circa 500 sale, come fece il film precedente nel 2022. Nonostante le sale in Italia siano in totale 3.500, i due film probabilmente si litigheranno le stesse. Avatar è un film spettacolare e richiede le sale migliori, quelle tecnologicamente più dotate e con gli schermi più grandi (esce anche in molte copie 3D), che di solito sono anche quelle con più posti. Buen Camino pretenderà le medesime sale, e sarà anche interesse degli esercenti dargli quelle più capienti per massimizzare gli incassi. Questo renderà difficile per qualsiasi altro film non solo avere le sale grandi e capienti, ma anche proprio avere un numero congruo di schermi in cui essere programmato.

Anche per questo pochi altri film di medie dimensioni usciranno in quel periodo, se non Una di famiglia, thriller con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried, e Norimberga, un film storico sul processo ai nazisti con Russell Crowe che interpreta Hermann Göring. Molti invece, quelli più piccoli, proveranno a essere “l’alternativa”, cioè la controprogrammazione che punta al pubblico più abituale dei cinema, un po’ più cinefilo, che non vorrà andare a vedere quei due grandi film commerciali. Ci proveranno il vincitore della Mostra del cinema di Venezia Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch; due film d’autore asiatici, La mia famiglia a Taipei di Shih‑Ching Tsou (scritto, montato e prodotto da Sean Baker) e No Other Choice di Park Chan‑wook; un film italiano che ha tra i personaggi Antonio Vivaldi intitolato Primavera; e il film animato francese La piccola Amélie.