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  • Venerdì 12 dicembre 2025

In Cina gli anticoncezionali costeranno di più

Dal 2026 il governo tornerà a tassarli, mentre prova ad aumentare la natalità dopo la politica del figlio unico

Una manifestazione per la sensibilizzazione sull'AIDS a Pechino, nel 2014 (AP Photo/Ng Han Guan)
Una manifestazione per la sensibilizzazione sull'AIDS a Pechino, nel 2014 (AP Photo/Ng Han Guan)
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Dal 1° gennaio la Cina ricomincerà a tassare gli anticoncezionali, per la prima volta dopo più di trent’anni. Saranno sottoposti a un’imposta (simile all’IVA italiana) del 13 per cento, ossia l’aliquota applicata alla maggior parte dei prodotti in Cina. Il governo cinese del presidente Xi Jinping non ha motivato esplicitamente la decisione, ma da anni sta cercando di fare aumentare le nascite per ridurre i problemi causati dall’invecchiamento della popolazione.

Per decenni il governo cinese aveva incentivato la contraccezione e il controllo delle nascite, temendo che la popolazione del paese potesse crescere troppo. Alla fine degli anni Settanta introdusse la cosiddetta “politica del figlio unico”, che obbligava le coppie ad avere al massimo un figlio o figlia attraverso varie misure tra cui multe, sanzioni e in alcuni casi anche aborti forzati. Gli anticoncezionali furono esentati dall’imposta sul valore aggiunto nel 1993.

La situazione di oggi è molto diversa da quella degli anni Settanta: la popolazione cinese è in calo, il numero di nuove nascite non è sufficiente a garantire la stabilità del rapporto tra generazioni, e questo sta mettendo in difficoltà l’economia. Per esempio, nel 2024 il governo ha dovuto aumentare l’età pensionabile per la prima volta dagli anni Cinquanta.

Una donna davanti a un manifesto di propaganda che esorta le coppie ad avere un solo figlio, nel 1988 a Lanzhou, una città nell'ovest della Cina

Una donna davanti a un manifesto di propaganda che esorta le coppie ad avere un solo figlio, nel 1988 a Lanzhou, una città nel centro della Cina (AP/Mark Avery)

Negli ultimi anni il governo ha approvato diverse misure per convincere le persone a fare più figli. Ha abbandonato la politica del figlio unico dal 1° gennaio del 2016, e dal 2021 ha permesso alle coppie di avere fino a tre figli. Oltre a questo, ha interrotto le adozioni internazionali e ha offerto sussidi economici per ciascun figlio. La propaganda del governo insiste molto sui messaggi a favore della natalità, e il Partito Comunista cinese sta anche promuovendo una visione più conservatrice e tradizionalista del ruolo delle donne come madri, in contrasto con il passato, quando invece aveva insistito sulla parità di genere.

Una donna davanti a diverse confezioni di preservativi a un'esposizione a Shanghai, nel 2005

Una donna davanti a diverse confezioni di preservativi a un’esposizione a Shanghai, nel 2005 (China Photos/Getty Images)

La decisione della Cina di aumentare il prezzo degli anticoncezionali avrà conseguenze pratiche rilevanti. Per esempio potrebbe spingere più persone a rinunciare all’uso dei preservativi maschili e femminili, che sono importanti anche per prevenire la trasmissione di malattie. Negli ultimi anni i casi di malattie sessualmente trasmissibili (per esempio l’HIV, la gonorrea e la sifilide) sono aumentati, dopo un periodo in cui erano calati anche grazie alle misure di isolamento introdotte durante la pandemia di Covid-19.

È anche una misura che colpirà maggiormente le donne, che in Cina spesso si fanno carico dell’acquisto degli anticoncezionali. I preservativi sono poco diffusi, mentre secondo un sondaggio del 2022 citato dall’Associated Press circa il 44 per cento delle donne usa dispositivi intrauterini e oltre il 30 per cento fa ricorso alla sterilizzazione.

È difficile che la scelta di tassare gli anticoncezionali influisca granché sul numero delle nuove nascite, e del resto anche le altre misure introdotte dal governo finora stanno avendo un impatto limitato. Stabilire le ragioni del calo delle nascite in una società è una questione complessa, ma almeno parte del motivo è legata all’economia cinese, che negli ultimi anni ha diversi problemi. Crescere un figlio è costoso, e in Cina è in aumento la disoccupazione tra i giovani, cioè le persone in età più fertile e che potrebbero, in teoria, fare più figli. A questo va aggiunto che lo stesso governo cinese è responsabile del calo demografico attuale, dal momento che la politica del figlio unico in passato ha ridotto il numero di persone in età fertile di oggi.

– Leggi anche: L’economia della Cina va bene o va male?