Il problema dei “moscerini” a Orbetello

Da sempre presenti nella laguna dell'Argentario, quest'anno sono davvero numerosi, probabilmente per il caldo

Una veduta panoramica di Orbetello e della sua laguna, scattata dall'utente trolvag (Wikimedia Commons)
Una veduta panoramica di Orbetello e della sua laguna, scattata dall'utente trolvag (Wikimedia Commons)
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Nelle ultime settimane Orbetello, una località turistica della provincia di Grosseto molto frequentata da turisti soprattutto romani (e in particolare da giornalisti, notoriamente), ha avuto un fastidioso problema di insetti: almeno da metà luglio nel centro storico del comune e nel quartiere Neghelli si sono visti tantissimi chironomidi, piccoli insetti volanti che somigliano vagamente alle zanzare e di cui ultimamente hanno parlato molti giornali definendoli “moscerini”. Attirati dalle fonti di luce, hanno creato disagi soprattutto ai ristoratori, obbligandoli a tenere spenti i sistemi di illuminazione dei tavoli all’aperto dopo il tramonto.

Come le zanzare i chironomidi sono ditteri (un ordine di insetti nella classificazione scientifica), ma non pungono. A Orbetello, che si sviluppa al centro della laguna allungata verso il Monte Argentario, ci sono sempre stati, ma, a giudicare dai racconti di residenti e turisti abituali intervistati dai giornali, sembra che quest’anno siano molto più numerosi.

A lamentarsi della presenza degli insetti, oltre a qualche persona sui social network, sono stati soprattutto i gruppi politici di opposizione in consiglio comunale – il sindaco è di una lista civica di destra – le cui critiche hanno avuto risonanza nazionale negli ultimi giorni. L’amministrazione è stata accusata di non aver agito tempestivamente con apposite disinfestazioni preventive, mirate a uccidere le larve negli scorsi mesi.

Negli ultimi giorni ci sono stati tuttavia degli interventi: nella notte tra il 10 e l’11 agosto è stata compiuta la quarta disinfestazione mirata a uccidere gli insetti adulti – un tipo di trattamento da condurre solo in casi eccezionali, secondo una delibera della Regione Toscana, e autorizzata il 19 luglio dalle autorità sanitarie regionali – e per giovedì era in programma un trattamento contro le larve sulle rive della laguna, che sarà completato in più fasi. L’assessore all’Ambiente Luca Minucci, di Fratelli d’Italia, ha annunciato queste iniziative e difeso il comune dicendo che «tali trattamenti sono del tutto straordinari e che mai in passato sono stati effettuati».

Il biologo Mauro Lenzi, conoscitore della laguna di Orbetello, ha detto alla Nazione che per risolvere davvero il problema del gran numero di chironomidi bisognerebbe intervenire sulla situazione che ne favorisce il proliferare, cioè l’attuale condizione della laguna: l’alta temperatura dell’acqua e la scarsa presenza di ossigeno nella stessa, a sua volta dovuta al ridotto livello delle acque causato dalla siccità di questo periodo, riducono la presenza dei predatori delle larve di chironomidi che quindi hanno modo di crescere.

Ieri il sindaco Andrea Casamenti ha detto che il problema dei chironomidi «sta rientrando» e se l’è presa con l’assessore alle Attività produttive della Regione Toscana, Leonardo Marras del Partito Democratico, che aveva detto che la questione si sarebbe dovuta affrontare prima: «Sicuramente l’assessore regionale intendeva il ritardo della stessa Regione nella attivazione delle pompe di ricircolo delle acque in laguna avvenuto solo a fine maggio dopo vari solleciti a partire da marzo da parte del sindaco». Per aumentare l’ossigeno nelle acque della laguna si può infatti intervenire con delle idrovore che portino acqua dal mare nella laguna.

Fabio Cianchi, direttore dell’Oasi della Laguna di Orbetello del WWF, ha spiegato al Post che la grande presenza di insetti in questo periodo è legata alla loro intensa riproduzione, favorita da siccità e acque basse, che hanno provocato la morte di tutti gli «antagonisti naturali» dell’ecosistema tranne le larve dei chironomidi, che sono resistenti anche ai solfuri, spesso usati come insetticidi. Secondo Cianchi «mantenere la laguna in salute è l’unico modo per evitare questi fenomeni»: i pompaggi delle acque «non danno nessun beneficio», se non sono integrati con altri interventi importanti per la salvaguardia dell’ecosistema, ha concluso.