(Aaron Chown/Pool Photo via AP)

Il G20 si è chiuso con un limitato accordo sul clima

I leader dei principali paesi sviluppati hanno ribadito di voler rispettare gli Accordi di Parigi, ma senza scadenze più stringenti: i negoziati proseguiranno durante la COP26

(Aaron Chown/Pool Photo via AP)

I leader delle principali economie del mondo, che in questi giorni sono riuniti a Roma per il G20, hanno concluso il summit con un piccolo accordo sul contrasto al cambiamento climatico, che prevede di azzerare le emissioni nette genericamente attorno alla metà del secolo in corso. Il testo definitivo, anticipato nel pomeriggio di domenica da Politico, è disponibile sul sito del governo italiano.

Sembra che diversi paesi abbiano spinto per inserire nel documento finale del summit un vincolo più stringente, cioè l’anno 2050, ma abbiano incontrato l’opposizione della Cina, che si è prefissata da tempo l’obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2060. Prima del summit la prospettiva di raggiungere un accordo sul clima era considerata piuttosto difficile. I leader continueranno comunque i negoziati alla COP26, l’annuale conferenza sul clima organizzata dall’ONU iniziata a Glasgow, in Scozia, domenica 31 ottobre.

Venerdì il Financial Times aveva scritto che il governo italiano guidato da Mario Draghi, che detiene la presidenza di turno del G20, avrebbe cercato di vincolare i leader del G20 a raggiungere la neutralità climatica – cioè un saldo zero di emissioni nette – entro il 2050, e a mantenere entro la stessa data l’aumento di temperatura globale medio al di sotto di 1,5 °C, come deciso a Parigi. Si parlava anche della possibilità che Draghi riuscisse a ottenere un secondo obiettivo condiviso più concreto e vicino, come la riduzione del 30 per cento delle emissioni di metano entro il 2030 (rispetto ai livelli del 2020).

Nessuno di questi obiettivi è stato raggiunto. Nelle conclusioni si cita invece la possibilità di creare un fondo da 100 miliardi di dollari l’anno per aiutare i paesi più poveri a contrastare il cambiamento climatico (nel 2020 sono stati circa 80).

I leader si sono impegnati anche a limitare a 1,5 °C l’aumento della temperatura media della Terra fino al 2030. Le discussioni sui limiti da applicare per raggiungere l’obiettivo si terranno verosimilmente durante la COP26.

Per evitare per certo l’aumento di 1,5 °C entro il 2030, le emissioni globali dovrebbero essere ridotte del 45 per cento entro il 2030. L’alternativa per non mancare l’obiettivo più ambizioso è portare avanti una fortissima riduzione dopo il 2030, che però avrebbe un costo molto più alto.

Su tutti gli altri temi discussi – pandemia, ripresa economica e aumento dei prezzi dell’energia – il testo definitivo dell’accordo contiene soprattutto impegni generici. Nel testo si fa riferimento anche alla nuova tassa globale sulle multinazionali, trovata qualche settimana fa e confermata dal G20. «Questo vertice mi rende fiducioso sulle capacità che il G20 ha ritrovato di affrontare le sfide epocali», ha detto Mario Draghi nella conferenza stampa di chiusura.