(EPA/GIUSEPPE LAMI / POOL)

Di cosa si parla al G20

Soprattutto di clima, dato l'imminente inizio della conferenza dell'ONU a Glasgow: ma trovare un compromesso non sarà facile

(EPA/GIUSEPPE LAMI / POOL)

Sabato mattina a Roma inizierà ufficialmente la riunione del G20, cioè i leader di 19 tra i paesi più industrializzati del mondo più l’Unione Europea, organizzata per cercare di trovare una posizione condivisa prima dell’imminente COP26, l’annuale conferenza sul clima organizzata dall’ONU.

La riunione del G20 sarà presieduta dall’Italia, quindi dal presidente del Consiglio Mario Draghi. L’inizio è programmato per le 11.45 al Roma Convention Center, la cosiddetta “Nuvola”, nel quartiere dell’EUR. Gli incontri dovrebbero concludersi domani pomeriggio, tanto che per le 16.15 è prevista una conferenza stampa conclusiva di Draghi. Ma al momento l’esito della riunione è piuttosto incerto.

La COP26 è considerata una delle più importanti conferenze sul clima degli ultimi anni: si cercherà di definire un metodo per assicurarsi che i paesi rispettino gli impegni sulla riduzione delle emissioni di gas serra che avevano preso con l’Accordo di Parigi, nel 2015. Buona parte del successo della COP26 dipenderà però dagli impegni che prenderanno i paesi più industrializzati al mondo: cioè in sostanza quelli del G20, responsabili ogni anno di circa l’80 per cento di emissioni inquinanti.

Il Financial Times scrive che Draghi, in accordo con l’Unione Europea, cercherà di vincolare i leader del G20 a raggiungere la neutralità climatica – cioè un saldo zero di emissioni nette – entro il 2050, e a mantenere entro la stessa data il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C, come deciso a Parigi. In vista di questi obiettivi Draghi cercherà anche di trovare un compromesso su un obiettivo condiviso più concreto e vicino, come la riduzione del 30 per cento delle emissioni dovute al metano entro il 2030 (rispetto ai livelli del 2020).

Il successo della riunione sarà condizionato dalle posizioni di Cina e Russia, fra i paesi di gran lunga più inquinanti al mondo, i cui leader Xi Jinping e Vladimir Putin saranno presenti soltanto da remoto.

Oltre a parlare di clima, i leader del G20 dovranno inoltre approvare definitivamente l’introduzione di una tassa minima globale sui guadagni delle grandi multinazionali, fissata al 15 per cento e decisa all’inizio di ottobre dai rappresentanti di 136 paesi coordinati dall’OCSE. Ci si aspetta che, a partire dal 2023, la nuova tassa minima globale possa portare nel complesso circa 150 miliardi di dollari l’anno. L’Unione Europea ha fatto sapere che intende introdurla già entro la fine del 2021.

Si parlerà poco, invece, di pandemia da coronavirus: a settembre si è tenuto un grosso evento organizzato all’ONU in cui i paesi industrializzati hanno ribadito il proprio impegno a distribuire milioni di dosi di vaccino ai paesi più poveri.

Per quanto riguarda la sicurezza, il livello di attenzione da parte del ministero dell’Interno italiano è molto alto, soprattutto dopo quello che è accaduto il 9 ottobre con l’assalto alla sede nazionale della Cgil nel corso della manifestazione contro il Green Pass.

– Leggi anche: Come si è preparata Roma per il G20

In particolare il ministero dell’Interno sta mettendo a punto un sistema di prevenzione e sicurezza attorno alla manifestazione che sabato partirà da piazzale Ostiense per dirigersi verso la Bocca della Verità. A organizzarla sono stati i sindacati di base, parteciperanno anche alcuni centri sociali di Roma e probabilmente gruppi anarchici e di estrema sinistra provenienti da altre parti d’Italia e dall’estero. L’attenzione è rivolta anche a eventuali iniziative dei gruppi No Vax e No Green Pass.