(ANSA / PAOLO SALMOIRAGO)
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  • lunedì 23 Marzo 2020

Le notizie di lunedì sul coronavirus in Italia

Sono stati confermati 4.789 contagi in più rispetto a ieri e sono morte almeno 601 persone

(ANSA / PAOLO SALMOIRAGO)

Secondo i dati diffusi lunedì sera dalla Protezione Civile, dall’inizio dell’epidemia di COVID-19 in Italia sono risultate positive ai test per il coronavirus (SARS-CoV-2) 63.927 persone (4.789 in più rispetto a ieri). I decessi registrati nelle ultime ultime 24 ore sono stati 601, portando il totale a 6.077. Le persone attualmente positive sono 50.418 (3.780 in più di ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 26.522 (ieri erano 23.683), mentre quelle nei reparti di terapia intensiva sono 3204, 195 in più rispetto a ieri.

La situazione più grave continua ad essere in Lombardia, dove il numero dei casi totali è arrivato a 28.761 (di cui 1.183 in terapia intensiva). Delle altre regioni, quelle con più contagi sono l’Emilia Romagna (8.535, di cui 276 in terapia intensiva), il Veneto (5.505, di cui 281 in terapia intensiva) e il Piemonte (4.861, di cui 343 in terapia intensiva), mentre nelle regioni del Centro e del Sud Italia i numeri sono più contenuti, anche se in aumento.

Due cose da tenere a mente su questi numeri
La prima è la differenza tra il numero delle persone attualmente positive e il numero complessivo dei contagiati, che vengono entrambi comunicati quotidianamente dalla Protezione Civile e possono generare qualche confusione. Per farla molto breve, il primo numero si riferisce solo all’aumento delle persone che sono in quel dato giorno “positive al coronavirus”, e quindi non comprende chi lo è stato ma non lo è più, cioè le persone guarite e le persone morte. Il secondo numero invece indica il totale delle tre categorie di persone (se vuoi approfondire, ne abbiamo scritto qui).

La seconda è che ci sono elementi per sostenere che questi dati siano un’approssimazione per difetto, sia sulle persone contagiate che su quelle morte. Le diverse scelte e politiche regionali su quanti test eseguire e a chi non permettono di avere un quadro chiaro di quante siano davvero le persone contagiate in Italia; la situazione difficile degli ospedali in Lombardia non permette di sapere davvero quanti siano i morti a causa del coronavirus.

Un articolo di oggi sull’Eco di Bergamo ha spiegato per esempio come i numeri dei morti causati dal coronavirus in provincia di Bergamo siano probabilmente più alti di quelli comunicati dalle autorità.

Le nuove restrizioni
Oggi è stato il primo giorno di validità del nuovo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte per limitare la diffusione del virus. Il decreto era stato annunciato sabato a tarda sera da Conte stesso, ma è stato firmato quasi un giorno più tardi: riguardando la chiusura di molte attività produttive considerate “non essenziali” ha lasciato incerti molti lavoratori su cosa avrebbero dovuto fare oggi, se andare al lavoro o no. Il decreto ha poi specificato che le attività “non essenziali” avrebbero dovuto chiudere entro mercoledì: una lista completa delle attività che potranno restare aperte la trovate qui.

Della decisione di chiudere anche le fabbriche si sta molto discutendo. C’è chi pensa che non ne siano state chiuse abbastanza, chi pensa che ne siano state chiuse troppe, chi sostiene che avrebbero dovuto essere chiuse prima. Ne abbiamo parlato qui.

– Leggi anche: «Ci aspettavamo l’alta marea, è arrivato uno tsunami», come l’arrivo del coronavirus ha travolto gli ospedali della Lombardia

Vecchie restrizioni
La settimana scorsa si era molto parlato di chi non stava rispettando le regole approvate per limitare la diffusione del virus, uscendo di casa più del necessario. Il governo aveva poi deciso di rendere più severe le restrizioni, imponendo anche la chiusura di tutti i parchi pubblici italiani, per evitare che le persone ci andassero, tra le altre cose, per praticare attività sportiva. I dati sui controlli effettuati dalle forze dell’ordine sulle persone che escono di casa suggeriscono però che la stragrande maggioranza degli italiani stia rispettando le regole.

In media le persone denunciate sono state il 4,41 per cento fra quelle fermate dalle autorità ogni giorno: significa che più del 95 per cento delle persone fermate – quindi quelle che si sono spostate nonostante i divieti – stavano seguendo un comportamento regolare. La percentuale si riduce ulteriormente per i controlli sui commercianti: sono stati denunciati soltanto lo 0,25 per cento dei titolari dei negozi controllati, praticamente due su mille (e la percentuale si è ridotta sensibilmente rispetto ai primi giorni). Ne abbiamo scritto più estesamente qui.

Altre notizie
La Valle d’Aosta ha rinviato ancora le elezioni regionali, che avrebbero dovuto inizialmente tenersi il 19 aprile e che erano già state rinviate una prima volta al 10 maggio. Anche la seconda data è stata tuttavia giudicata inadeguata e il presidente della regione dovrà sceglierne un’altra entro il 31 luglio. Il presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, ha annunciato di non avere più il coronavirus: aveva fatto sapere di essere risultato positivo lo scorso 8 marzo.

Negli ultimi giorni sono circolati articoli che parlavano del presunto sequestro da parte della Repubblica Ceca di un carico di mascherine destinato all’Italia. Inizialmente era sembrato che il governo ceco avesse avuto qualche cosa a che fare con il sequestro, ma questa versione della storia è stata smentita. Il governo ha detto di aver recuperato le mascherine durante un sequestro di una grossa quantità di merce che era stata rubata, e ha annunciato di averne inviate altrettante all’Italia in attesa di concludere le indagini sulla merce rinvenuta.

Da oggi, inoltre, è in funzione il nuovo reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, quello costruito grazie ai soldi raccolti con l’aiuto dell’influencer Chiara Ferragni e del cantante Fedez, suo marito. Durante la conferenza stampa di questa sera, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha anche detto che la Germania ha accettato di accogliere 8 pazienti italiani positivi al coronavirus: due dovrebbero partire già oggi.