(ANSA/ FILIPPO VENEZIA)

Gli ultimi dati sul coronavirus in Italia

I casi positivi dall'inizio dell'epidemia sono 9.172, e di nuovo l'incremento quotidiano ha superato quello del giorno prima

(ANSA/ FILIPPO VENEZIA)

Secondo i dati diffusi lunedì pomeriggio dalla Protezione Civile, in Italia le persone risultate positive al test per il coronavirus (SARS-CoV-2) dall’inizio dell’epidemia sono 9.172, comprese quelle “guarite” (724, 102 in più di ieri) e quelle morte (463, quindi 97 in più di ieri). Le persone attualmente positive al coronavirus sono 7.985. Rispetto a domenica ci sono 1.598 persone positive in più, l’incremento quotidiano più alto dall’inizio dell’epidemia: ma è un dato che cresce ogni giorno dal 4 marzo.

Sono aumentati anche i pazienti in terapia intensiva, cioè quelli che richiedono maggiori cure e risorse per gli ospedali: ad oggi sono 733, mentre ieri erano 650. Sono aumentati soprattutto in Lombardia, la regione più in difficoltà per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri: da 399 sono diventati 440.

Il dato meno spiegabile fra quelli diffusi oggi riguarda invece il Piemonte. Secondo le tabella della Protezione Civile rispetto a ieri i casi totali sarebbero diminuiti passando da 360 a 350, un dato che indica un errore di qualche tipo o una sua revisione.

Le cose da sapere sul coronavirus

I dati di oggi confermano invece che negli ultimi giorni la situazione è decisamente peggiorata nella provincia di Bergamo, che ieri era diventata quella col maggior numero di casi in tutta Italia. Fino a ieri i casi a Bergamo erano 997, mentre oggi sono diventati 1.245: ormai molto superiori a quelli di Lodi, la provincia dei primi comuni della ex “zona rossa”. Sia il prefetto sia il questore di Bergamo sono risultati positivi al coronavirus e stanno lavorando in isolamento. Ieri sera il sindaco Giorgio Gori ha pubblicato un severo video in cui ha ammesso che gli ospedali della zona sono «al collasso» e invitato gli abitanti a cambiare le proprie abitudini di vita per alcune settimane, in modo da fermare la diffusione del contagio.

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Nelle zone più colpite d’Italia oggi è stata la prima giornata piena in cui sono state applicate le direttive del ministero dell’Interno dopo il decreto del governo sulle limitazioni per fermare il contagio, uscito nelle prime ore di domenica. La direttiva ribadisce che ogni spostamento all’interno della zona isolata formata dalla Lombardia e da 14 altre province dovrà essere motivato da «esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute»: sia per entrare e uscire dalle zone in questione – per andare da Milano a Genova o viceversa, per esempio – sia all’interno delle stesse zone.

La novità della direttiva è che le ragioni dovranno essere messe per iscritto in un modulo di autocertificazione, che potrà anche essere compilato sul momento durante un controllo. Alcuni modelli sono già disponibili online: la regione Veneto ne ha pubblicato uno per le esigenze lavorative (PDF) e uno per i motivi di salute (PDF). Milano ha già annunciato dove saranno posizionati i controlli sulle principali strade in entrata e uscita dalla città. Resta un’area grigia che riguarda soprattutto gli spostamenti per ragioni lavorative.

Intanto stamattina la Borsa italiana ha avuto il peggior avvio dal 24 giugno 2016, giorno successivo al referendum su Brexit (quando aprì perdendo il 9 per cento e chiuse al -12,46 per cento). Verso le 17 di oggi l’indice Ftse Mib, il principale listino della Borsa, stava perdendo circa l’11 per cento del proprio valore, più o meno lo stesso tasso con cui aveva aperto in mattinata.

Dopo l’Italia, i paesi europei con più persone infettate dal coronavirus sono la Francia e la Germania, rispettivamente con 1.126 e 1.112 casi registrati. La Spagna ha almeno 370 positivi secondo il ministero della Sanità, ma i giornali locali e altre fonti ne riportano più di 900. In Francia i morti sono 19 e in Spagna 24, sempre secondo quanto dicono i giornali locali. In Germania sono stati registrati oggi i primi due morti, ma un uomo tedesco era già morto di coronavirus mentre si trovava in viaggio in Egitto.