Migranti diretti verso la Grecia lungo i binari ferroviari vicino alla frontiera di Pazarakule, in Turchia, il 1 marzo 2020 (La Presse/AP Photo/Emrah Gurel)

La Turchia ha aperto i confini ai migranti che vogliono andare in Europa

Migliaia di profughi sono ora bloccati al confine con la Grecia, che non li vuole far passare

Migranti diretti verso la Grecia lungo i binari ferroviari vicino alla frontiera di Pazarakule, in Turchia, il 1 marzo 2020 (La Presse/AP Photo/Emrah Gurel)

La scorsa notte circa 9.600 migranti hanno cercato di attraversare il confine tra Turchia e Grecia ma sono stati respinti dalle forze di polizia greche, ha detto il viceministro della Difesa greco, Alkiviadis Stefanis. Negli ultimi tre giorni migliaia di migranti si sono radunati nei pressi delle frontiere tra la Turchia e la Grecia – e sabato mattina si sono scontrati con la polizia greca intenzionata a non farli passare – dopo che il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan aveva annunciato di aver aperto i confini del paese ai migranti intenzionati a raggiungere l’Europa, perché la Turchia non è più in grado di gestire chi fugge dalla guerra in Siria.

Alla frontiera tra la località turca di Pazarkule, vicino a Edirne, e Kastanies, in Grecia, ci sono attualmente almeno tremila persone che vorrebbero entrare nell’Unione Europea, secondo le stime delle autorità greche. Molti hanno raggiunto le zone di confine viaggiando gratuitamente su pullman forniti dalle autorità turche. Le fotografie delle persone accampate vicino alla frontiera e in cammino per cercare di raggiungerla ricordano quelle che si vedevano nel 2015, prima che l’Unione Europea si accordasse con la Turchia per cercare di limitare l’arrivo di richiedenti asilo siriani in Europa.

La decisione di Erdoğan di lasciare passare i migranti è arrivata dopo che giovedì sera 36 soldati turchi erano stati uccisi in un bombardamento tra Bara e Balyoun, a sud di Idlib, capoluogo dell’unica provincia della Siria ancora sotto il controllo dei ribelli.

Erdoğan aveva accusato le forze siriane dell’attacco, che è stato il peggiore per numero di vittime turche dall’inizio della guerra civile siriana. Negli ultimi due mesi più di 50 soldati turchi sono morti in Siria, cosa che ha aumentato il malcontento in Turchia, dove era già diffuso il risentimento contro i richiedenti asilo siriani in aggiunta ai problemi legati alla difficile situazione economica che il paese sta attraversando.

L’annuncio di Erdoğan sui migranti era stato inizialmente interpretato come una provocazione per attirare l’attenzione dell’Unione Europea e della NATO, ma le preoccupazioni internazionali sono cresciute dopo quanto successo al confine tra Grecia e Turchia nel weekend. In Turchia oggi vivono 3,7 milioni di rifugiati siriani, oltre a migranti provenienti da altri paesi, come l’Afghanistan.

Nel discorso con cui aveva annunciato che da venerdì i confini tra Turchia ed Europa sarebbero stati aperti per i migranti, Erdoğan aveva accusato l’Unione Europea di non aver rispettato le promesse fatte alla Turchia in cambio del blocco dei flussi migratori dal Medio Oriente. Erdoğan aveva anche chiesto ai paesi europei di sostenere le operazioni militari della Turchia in Siria contro il regime di Bashar al Assad e la Russia, sua alleata.

Sabato tra Pazarkule e Kastanies decine di poliziotti e soldati greci hanno usato gas lacrimogeni contro i migranti che cercavano di passare la frontiera, mentre circa quattromila persone si erano ammassate dalla parte turca della frontiera; circa 500 sono rimaste bloccate tra la frontiera turca e quella greca. Il confine di terra tra Turchia e Grecia è molto militarizzato da entrambi i lati e chiuso da recinzioni di filo spinato per circa 11 chilometri. In parte è segnato dal corso del fiume Evros (o Marica) e dal suo delta, che nelle ultime ore molte persone hanno cercato di attraversare con gommoni o a nuoto, nonostante la pericolosità del percorso.

Nella notte, intorno alle 2 ora locale, un gruppo di giovani migranti ha cercato di passare il confine in un punto poco lontano dalla frontiera dove non ci sono recinzioni: la polizia e l’esercito greco però avevano saputo del tentativo di attraversamento in anticipo, e lo hanno impedito.

È andata diversamente a circa 220 migranti che nella notte sono arrivati sull’isola greca di Lesbo, dove già si trovano decine di migliaia di richiedenti asilo, arrivati partendo dalla Turchia su piccole imbarcazioni. Gli abitanti dell’isola stanno cercando di impedire ai migranti di sbarcare: diversi gruppi si sono raccolti nei porti per impedire ai migranti di scendere a terra, dice il quotidiano greco Ekathimerini. Le autorità turche hanno offerto aiuti anche a chi sta cercando di raggiungere l’Europa via mare.

I migranti che stanno cercando di arrivare in Europa dalla Turchia in queste ore sono in parte siriani, ma non solo. A scontrarsi con la polizia e l’esercito greco sono stati perlopiù giovani uomini, ma tra le persone accampate vicino alla frontiera e in cammino verso il confine ci sono anche molte donne e famiglie con bambini. Oggi il ministro dell’Interno turco Suleyman Soylu ha detto che più di 76mila migranti stanno cercando di lasciare la Turchia per andare in Europa.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha detto che la priorità delle istituzioni europee è sostenere la Grecia e la Bulgaria, l’altro paese dell’Unione che confina con la Turchia, nell’affrontare la situazione.

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