Anche i medici provano a stare su TikTok

Fanno divulgazione e provano a sfatare miti e convinzioni sbagliate, ma si occupano di temi molto delicati e non sempre comunicano nel modo giusto, racconta il New York Times

Su TikTok – l’applicazione molto popolare tra gli adolescenti per produrre e condividere brevi video – si trova un po’ di tutto, ma ultimamente ai balletti e alle scenette (più o meno divertenti) si sono aggiunti i video informativi di diversi medici, che provano a utilizzare l’app per fare divulgazione e contrastare la disinformazione in ambito sanitario. Come spiega un articolo del New York Times, il fenomeno riguarda per ora soprattutto gli Stati Uniti, dove alcuni medici hanno raggiunto un discreto successo, con video che contano milioni di visualizzazioni e un crescente interesse da pare degli utenti. La divulgazione su TikTok non è però semplice e spesso si devono fare i conti con commenti e reazioni piuttosto aggressive, per esempio da parte di chi è contrario ai vaccini.

Di proprietà cinese, TikTok ha ottenuto nell’ultimo anno un successo enorme, e si stima che la sua applicazione sia stata scaricata oltre 1,5 miliardi di volte in tutto il mondo. Le persone che la utilizzano sono soprattutto adolescenti e ventenni, con il 40 per cento stimato degli utenti tra i 16 e i 24 anni.

L’app deve il suo successo al modo molto semplice e informale con cui si possono produrre i video, e ai suoi algoritmi che consigliano costantemente nuovi contenuti, andando oltre la logica classica dei social network che propongono per lo più cose dai profili che già si seguono. Anche se si hanno pochi follower, un video ha la possibilità di diventare ugualmente virale, raccogliendo milioni di visualizzazioni in poco tempo.

Danielle Jones, una ginecologa che lavora in Texas, ha per esempio ottenuto un notevole successo grazie a un video nel quale dà consigli su che cosa fare nel caso in cui si rompa il preservativo durante un rapporto sessuale. Il suo video, che consiglia di utilizzare la cosiddetta “pillola del giorno dopo” spiegando che è efficace nel 95 per cento dei casi, ha ottenuto in breve tempo oltre 11 milioni di visualizzazioni.

Le informazioni che fornisce Jones sono semplici e adatte per video che durano pochi secondi. Nel complesso ricevono commenti positivi, ma ci sono comunque utenti che lasciano considerazioni meno incoraggianti, talvolta dovute alla loro età. Il video sulla pillola del giorno dopo, per esempio, ha raccolto commenti di adolescenti che dicono di essere ancora troppo giovani per preoccuparsi di quei temi, oppure che prendono in giro Jones per la sua età con commenti come: “OK, mamma” (il nickname di Jone su TikTok è mamadoctorjones).

Jones ha raccontato che un tempo il medico di famiglia era al centro della vita di intere comunità: era visto come una persona fidata, un riferimento per essere seguiti e aiutati quando c’era un problema di salute. Ora le cose sono più complesse e spesso si fatica a trovare medici di cui ci si possa fidare. Secondo la sua esperienza, TikTok può aiutare medici e pazienti a recuperare un rapporto più umano, mostrando come uno specialista sia prima di tutto un essere umano con i suoi pregi e i suoi difetti.

Rose Marie Leslie, medico di famiglia nel Minnesota, ha mezzo milione di follower e alcuni dei suoi video sono visti da milioni di persone. Uno dedicato alle infiammazioni polmonari legate all’utilizzo di sigarette elettroniche, un tema molto discusso nei mesi scorsi in seguito ai casi di cronaca negli Stati Uniti, ha ricevuto oltre 3 milioni di visualizzazioni.

Leslie ha spiegato al New York Times di essersi messa a usare TikTok perché: “Ha un potenziale di pubblico che va oltre quello delle persone che seguono il tuo profilo”. Attiva già su altri social network, ha pensato di sperimentare una comunicazione più rapida e immediata sulla nuova applicazione, ottenendo un seguito al di sopra delle sue aspettative.

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Trovare il modo giusto di comunicare informazioni mediche su TikTok non è comunque semplice. La maggior parte degli utenti utilizza l’app per puro svago ed è abituata a contenuti divertenti di breve durata, come balletti, playback delle canzoni e meme di vario tipo. I medici che ottengono maggior successo riescono a farsi notare con un misto di informazione rigorosa e di disimpegno, imitando alcune delle abitudini comunicative dei più giovani sull’applicazione.

Leslie lo ha riassunto efficacemente in un video alla fine dello scorso anno, in seguito alla decisione degli Stati Uniti di aumentare a 21 anni il limite minimo di età per acquistare prodotti a base di tabacco. Nel video, Leslie dà l’informazione e al tempo stesso festeggia ballando, per mostrare quanto il tema sia caro a lei e a numerosi altri medici per ridurre i danni causati dal fumo.

Le esperienze non sono comunque sempre positive. Nicole Baldwin, una pediatra che lavora a Cincinnati, a inizio anno aveva pubblicato un video molto semplice, nel quale elencava le malattie che possono essere prevenute grazie ai vaccini, e specificando poi che non è vero che i vaccini causano l’autismo (una cosa che si sente dire spesso, frutto di una delle più grandi frodi nella storia medica del Novecento). Il video ha ottenuto un successo notevole, ma ha anche attirato migliaia di utenti contro i vaccini, che hanno lasciato commenti pesanti come: “I medici morti non mentono”; altri hanno definito Baldwin un “nemico pubblico numero uno”.

La diffusione dei video avviene sulla base di iniziative personali e può quindi avvenire che medici, per quanto volenterosi, comunichino in modi poco chiari o che potrebbero offendere gli utenti. Il TikTok di una dottoressa specializzata in medicina di urgenza, per esempio, è stato accolto con qualche perplessità. Nel video, viene citato il caso di un paziente che arriva in pronto soccorso senza un’emergenza medica e chiede di fare un controllo, aggiungendo di non avere un medico di famiglia dal quale andare. Nel video viene citata la risposta: “Mmm, NO. Sono specializzata in medicina d’urgenza”, seguita dal messaggio “Ognuno deve avere un medico di famiglia. Usate il pronto soccorso per le emergenze!!”.

Il fine ultimo del messaggio è condivisibile, considerato che spesso persone con piccoli problemi di salute si presentano al pronto soccorso invece di andare dal proprio medico, ma in molti hanno fatto notare come colpevolizzi troppo i pazienti, dando l’idea di non essere considerati positivamente dal personale medico. Negli Stati Uniti, dove l’assistenza sanitaria è per lo più privata, il pronto soccorso è una risorsa importante per chi non dispone di un medico di famiglia o ha problemi a trovare il posto giusto per ricevere le cure.

Come spiegano da tempo studiosi ed esperti di comunicazione, la divulgazione scientifica (soprattutto in campo medico) non può essere improvvisata: affidarla al giudizio dei singoli medici può portare a incomprensioni, e alla diffusione di notizie sbagliate o incomplete. Per una piattaforma come TikTok, dove si comunica molto velocemente e in modo conciso, il problema è ancora più grande e amplificato dal fatto che i video sono visti soprattutto da adolescenti, che spesso non hanno tutti gli strumenti per districarsi tra informazioni affidabili, parziali o prive di fondamento.

Il regolamento di TikTok vieta espressamente la “disinformazione che potrebbe causare danni alla salute dei singoli, come informazioni ingannevoli sui trattamenti medici”. Alcuni medici usano l’app proprio per contrastare la diffusione di informazioni pericolose, come quelle dove viene consigliato da sedicenti esperti di salute di utilizzare “olii essenziali” per trattare malattie di vario tipo, al posto dei medicinali approvati e certificati. TikTok dice di avere intensificato i controlli per ridurre il problema, ma stando a diversi medici i video continuano a circolare e non è sempre facile convincere gli utenti sulla loro pericolosità.