(Lisa Maree Williams/Getty Images)
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  • venerdì 25 ottobre 2019

L’ultimo giorno in cui salire sull’Uluru

Ora è chiuso ufficialmente l’accesso per i turisti al famoso massiccio australiano, luogo sacro per gli aborigeni

(Lisa Maree Williams/Getty Images)

Oggi, venerdì, è stato l’ultimo giorno possibile per salire o arrampicarsi sull’Uluru, il più famoso massiccio roccioso dell’Australia centrale, conosciuto anche come Ayers Rock. Dalle 16.30 ora locale (le 8.30 in Italia) infatti è entrato in vigore il divieto che era stato deciso nel 2017 dal parco nazionale australiano Uluru-Kata Tjuta, perché l’Uluru è considerato un luogo sacro dagli aborigeni australiani. Da tempo alla base del massiccio ci sono cartelli scritti dalle autorità del parco in cui viene chiesto ai turisti di non salire sull’Uluru per rispetto degli aborigeni, e da quando il divieto è stato annunciato solo il 16 per cento di tutti i turisti che lo hanno visitato sono poi effettivamente saliti.

Oltre al rispetto per gli aborigeni, le autorità del parco avevano deciso di chiudere il massiccio ai turisti anche per questioni di sicurezza. Dagli anni Cinquanta infatti sono morte durante la salita almeno 37 persone, a causa di incidenti, disidratazione e caldo: l’ultimo era stato un turista giapponese di 76 anni nel luglio del 2018. La salita sull’Uluru, che è alto 348 metri, è infatti molto ripida e scivolosa, e nella zona d’estate si raggiungono i 47° C.

Dopo la chiusura definitiva le autorità del parco rimuoveranno una catena di ferro utilizzata per aiutarsi nell’ascesa alla cima del massiccio. Per chi ignorerà il divieto saranno previste multe superiori a 10mila dollari australiani (6mila euro). A causa dell’imminente chiusura, negli ultimi mesi moltissimi turisti hanno visitato il massiccio, e si sono formate lunghe file di persone in attesa di cominciare la propria salita. Come già negli ultimi due giorni, anche oggi l’accesso ai turisti è stato posticipato di alcune ore a causa dei forti venti in cima al massiccio.

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