• Italia
  • martedì 11 settembre 2018

Le condanne in appello per “Mafia capitale”

È stata riconosciuta l'associazione per delinquere di stampo mafioso a Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, ma le loro condanne sono state ridotte

(Vincenzo Livieri - LaPresse)

Nel processo di appello per “Mafia capitale” è stata riconosciuta l’associazione per delinquere di stampo mafioso ai due principali imputati Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, le cui pene sono state comunque ridotte rispetto a quelle del processo di primo grado. La condanna di Carminati è passata da 20 anni a 14 anni e 6 mesi di prigione, quella a Salvatore Buzzi è passata da 19 anni a 18 anni e 4 mesi.

L’inchiesta giudiziaria conosciuta come “Mondo di mezzo” o “Mafia Capitale” era cominciata nel dicembre del 2014 e aveva portato all’arresto di decine di persone per una presunta associazione mafiosa composta principalmente – ma non solo – da esponenti politici e dalla criminalità organizzata romana, che controllavano appalti e finanziamenti pubblici con metodi mafiosi. L’inchiesta fu chiamata da subito dai magistrati responsabili “Mafia capitale”, con l’evidente obiettivo di sostenere la tesi che tra le accuse potessero essere sostenute anche quelle legate alle associazioni criminali di tipo mafioso. Il processo di primo grado, tuttavia, si era concluso nel luglio 2017 senza che per i molti condannati fosse riconosciuta l’aggravante dell’associazione per delinquere di stampo mafioso.

La procura di Roma aveva fatto appello contro la parte di sentenza che riguardava il mancato riconoscimento dell’aggravante mafiosa, e nel marzo 2018 era iniziato il processo di appello. La terza sezione della Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto il reato associazione per delinquere di stampo mafioso per alcuni degli imputati.

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