Una donna saudita prende lezioni di scuola guida a Riyad, il 29 aprile 2018 (YOUSEF DOUBISI/AFP/Getty Images)
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  • martedì 5 Giugno 2018

In Arabia Saudita sono state consegnate le patenti di guida a dieci donne

In anticipo di una decina di giorni rispetto alla data fissata dal governo, quando si inizierà a rimuovere il divieto di guida per le donne

Una donna saudita prende lezioni di scuola guida a Riyad, il 29 aprile 2018 (YOUSEF DOUBISI/AFP/Getty Images)

In Arabia Saudita sono state consegnate patenti di guida a dieci donne, una decisione storica che anticipa la rimozione del divieto per le donne di guidare, che dovrebbe avvenire ufficialmente nel giro di una ventina di giorni. L’emissione delle prime patenti è stata inaspettata e non è chiaro perché sia avvenuta in anticipo rispetto alla data annunciata inizialmente dal governo. La notizia, comunque, si è diffusa rapidamente: il breve video di una donna che riceve la patente da un poliziotto saudita in uniforme è diventato virale in poche ore, così come è stata molto condivisa la fotografia di una delle patenti rilasciate ieri.

Il governo saudita ha detto che le donne che riceveranno la loro patente di guida la prossima settimana saranno più di 2mila, ma non sono stati dati altri dettagli.

L’abolizione del divieto per le donne di guidare era stata annunciata da re Salman lo scorso settembre su impulso del potente principe ereditario Mohammed bin Salman, responsabile di una serie di importanti riforme economiche e sociali. L’annuncio era stato accolto con grande stupore, anche perché il divieto era considerato uno dei simboli più riconoscibili della legislazione dura e restrittiva vigente in Arabia Saudita riguardo alle libertà concesse alle donne: tra le altre cose, le donne saudite non possono viaggiare all’estero, sposarsi, frequentare le scuole superiori o sottoporsi ad alcune procedure mediche senza il permesso del tutore maschio, che può essere il marito, il padre, il fratello, ma anche il figlio. Le donne non possono pregare insieme agli uomini e non possono riunirsi in luoghi che non siano dedicati esclusivamente a loro. Il divieto di guidare, in particolare, non era codificato da una legge: era stato introdotto nel 1990 in maniera “informale” attraverso una fatwa del Gran Mufti, l’autorità religiosa wahhabita più anziana e influente in Arabia Saudita, e poi era diventato politica ufficiale del governo.

Nel corso dell’ultimo anno le aperture di Mohammed bin Salman sono state diverse: in Arabia Saudita, per esempio, hanno aperto i primi cinema e si sono tenuti dei concerti dal vivo, cose che prima erano proibite e che anche ora continuano a essere osteggiate dai religiosi. Diversi attivisti, comunque, hanno sottolineato come le politiche governative continuino a essere molto conservatrici e autoritarie. Mohammed bin Salman ha accentrato su di sé tutti i poteri, sbarazzandosi dei suoi rivali politici e arrestando decine di membri della famiglia reale e uomini d’affari sauditi, constringendoli a consegnare al governo parte delle loro ricchezze. Solo due settimane fa, inoltre, sette attivisti per i diritti per le donne erano stati arrestati senza motivazioni precise.