• Mondo
  • lunedì 19 febbraio 2018

In Arabia Saudita le donne non avranno più bisogno del permesso di un uomo per avviare delle attività imprenditoriali

Il ministero del Commercio dell’Arabia Saudita ha stabilito che le donne non avranno bisogno del permesso di un uomo per avviare delle attività imprenditoriali. La notizia è stata pubblicata sul sito del ministero domenica 18 febbraio: l’obiettivo è rilanciare il settore privato e aumentare l’occupazione femminile nel paese. Lo scorso 12 febbraio la Procura generale saudita aveva anche annunciato che per la prima volta sarebbero state assunte delle donne per condurre le indagini in qualità di pubblici ministeri.

L’Arabia Saudita è una monarchia assoluta nella quale è in vigore la sharia, la legge islamica. Ha una legislazione molto dura e restrittiva riguardo alle libertà concesse alle donne, le quali sono trattate come delle minori: non possono viaggiare all’estero, sposarsi, frequentare le scuole superiori o sottoporsi ad alcune procedure mediche senza il permesso del tutore maschio, che può essere il marito, il padre, il fratello, ma anche il figlio. Le donne inoltre non possono pregare insieme agli uomini e non possono riunirsi in luoghi che non siano dedicati esclusivamente a loro.

Da tempo l’Arabia Saudita sta però provando a cambiare soprattutto grazie all’ambizioso piano di riforme economiche presentato dall’erede al trono Mohammed bin Salman (o MbS, come viene chiamato) nell’aprile 2016, il “Vision 2030”, il cui obiettivo principale è rendere l’Arabia Saudita indipendente dal petrolio entro il 2030. Al piano fanno riferimento anche una serie di riforme sociali, alcune delle quali sono state solo annunciate e altre già introdotte: MbS ha detto di voler tornare a una versione moderata dell’Islam, il governo ha aperto a diverse nuove forme di divertimento prima proibite, per esempio i concerti o la proiezione di film, ed è stato emanato un decreto che permetterà alle donne di guidare e di assistere a eventi sportivi dal vivo.

Alcune donne camminano per la strada vicino a Riyad, gennaio 2018 (FAYEZ NURELDINE/AFP/Getty Images)