Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ad Ankara, il 19 gennaio 2017 (ADEM ALTAN/AFP/Getty Images)
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  • domenica 22 gennaio 2017

Il parlamento turco ha approvato la riforma di Erdoğan

Deve ancora passare per un referendum, ma potrebbe permettere al presidente turco di restare in carica fino al 2029 e abolire la carica del primo ministro

Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ad Ankara, il 19 gennaio 2017 (ADEM ALTAN/AFP/Getty Images)

Il parlamento della Turchia ha approvato una riforma costituzionale voluta dal presidente Recep Tayyip Erdoğan che eliminerà la carica del primo ministro e aumenterà i poteri del presidente del paese, se sarà approvata anche dai cittadini turchi con un referendum. La riforma darà al capo di stato il potere di nominare i ministri e gli permetterà di intervenire nel sistema giudiziario, che secondo Erdoğan è molto influenzato da Fethullah Gülen, il religioso turco che vive in esilio negli Stati Uniti ed è stato accusato del tentato colpo di stato dello scorso luglio. Inoltre, se la riforma entrerà in vigore, il presidente potrà continuare a essere il leader del suo partito, contrariamente a oggi: Erdoğan così potrà tornare a guidare l’organizzazione politica di cui è stato cofondatore, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP). Il referendum con cui i cittadini turchi potranno votare la riforma sarà organizzato probabilmente ad aprile. Basterà il 50 per cento più uno dei voti degli elettori per farla diventare legge.

La riforma non modifica né la durata massima del mandato presidenziale (cinque anni) né il numero di possibili mandati per un presidente (due), ma secondo alcuni potrebbe far ripartire il conteggio dei mandati di Erdoğan e potenzialmente permettergli di restare presidente fino al 2029. Infatti Erdoğan è stato eletto nel 2014 e le prossime elezioni saranno il 3 novembre 2019: secondo il sistema vigente l’attuale presidente potrà ricandidarsi e rimanere in carica fino al 2024 in caso di vittoria. Un’interpretazione possibile della riforma, però, farebbe ricominciare il conteggio dei suoi mandati, ed Erdoğan potrebbe quindi ricandidarsi anche nel 2024 e restare in carica altri cinque anni. Erdoğan non ha chiarito se sarà questo il caso o meno. Ha detto che il nuovo sistema presidenziale sarà simile a quello della Francia e a quello degli Stati Uniti.

Il parlamento ha approvato la riforma con la richiesta maggioranza di tre quinti dei voti dei parlamentari, ma molti politici dell’opposizione hanno protestato contro le nuove regole sulla figura del presidente, perché eliminerebbero l’imparzialità presidenziale e potrebbero condurre a una svolta autoritaria. Il 19 gennaio, durante la discussione della riforma, alcune parlamentari dell’opposizione hanno protestato contro la legge ammanettandosi a un podio in parlamento. Alcuni membri del principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), si sono scontrati con quelli dell’AKP dopo che un deputato ha cercato di filmare le operazioni di voto. Il Partito Democratico dei Popoli (HDP), il più importante partito filocurdo, si è astenuto dal voto sulla riforma. L’approvazione della legge è stata possibile grazie ai voti del Partito del Movimento Nazionalista (MHP), che è di estrema destra ed è il quarto per dimensione nel paese.

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