• Italia
  • giovedì 1 Dicembre 2016

L’incendio nella raffineria Eni vicino a Pavia

Si è sviluppato nella raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi, secondo l'Agenzia regionale per l'ambiente non ha causato "incrementi significativi degli inquinanti"

Intorno alle 16 di giovedì 2 dicembre si è sviluppato un incendio di grandi dimensioni all’interno della raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia. Le fiamme hanno raggiunto diversi metri di altezza e si sono prodotte due alte colonne di fumo, scuro e piuttosto denso, visibile a decine di chilometri di distanza. Eni ha attivato il piano di emergenza interno e di sicurezza: non ci sono stati feriti, ma ci sono comunque notizie di due operai lievemente intossicati dal fumo e di alcune persone portate in ospedale con bruciori agli occhi e alla gola.

La Provincia Pavese scrive: «Sembra che l’incidente sia stato causato dallo scoppio di una pompa che porta il carburante in una torre di raffinazione della parte Est della raffineria». E aggiunge: «Alle 19 i vigili del fuoco non erano ancora riusciti ad avvicinarsi al punto in cui l’incendio si è innescato a causa delle alte temperature, ma la situazione si è fatta meno grave di come appariva alle 16».

Il sindaco di Pavia ha detto che “non ci sono pericoli per la popolazione”, ma ha comunque invitato la cittadinanza a rimanere in ambienti chiusi e a non aprire le finestre, più che altro per precauzione. Una strada intorno allo stabilimento Eni è stata chiusa dai carabinieri, mentre il 2 dicembre in diversi paesi della zona le scuole resteranno chiuse, sempre per precauzione.

L’Agenzia regionale per l’ambiente ha effettuato una prima serie di verifiche nella zona della raffineria e nei paesi vicini, senza rilevare la presenza di particolari inquinanti nocivi per la salute in seguito all’incendio.