(KENA BETANCUR/AFP/Getty Images)

Negli Stati Uniti si sta votando

Le notizie e le foto nelle ore precedenti alla chiusura dei primi seggi

(KENA BETANCUR/AFP/Getty Images)

I risultati delle elezioni presidenziali americane arriveranno nel corso della notte, da mezzanotte e mezza in poi ora italiana, e queste in diversi stati sono le ultime ore prima della chiusura dei seggi. Hillary Clinton del Partito Democratico e Donald Trump del Partito Repubblicano sono i principali candidati alla presidenza, e in entrambi i casi la loro elezione sarà un fatto storico: la prima sarebbe la prima donna eletta presidente degli Stati Uniti, il secondo sarebbe la prima persona senza alcuna esperienza politica o militare a essere eletto presidente degli Stati Uniti. Il Post seguirà lo spoglio con questo liveblog: il liveblog che trovato qui sotto ha seguito invece le ore precedenti alla chiusura dei primi seggi.

Cose utili:
Gli orari della notteCosa dicono i sondaggiLe regole

Gli aggiornamenti sono mostrati in ordine cronologico, dal più recente fino a quelli che sono stati pubblicati per primi

00:04 9 Nov 2016

È passata la mezzanotte: vuol dire che negli Stati Uniti sono stati chiusi o stanno chiudendo parte dei seggi dell’Indiana e parte di quelli del Kentucky. Ora inizieranno ad arrivare i primi dati veri, sui voti effettivamente contati. Questo liveblog sulla giornata elettorale e sui primi exit poll chiude: cominciamo qui quello nuovo, che andrà avanti tutta questa notte.

– Il liveblog sulla notte elettorale

23:53 8 Nov 2016

Comprensibilmente, sui social network stanno girando parecchie notizie false: Craig Silverman, direttore di BuzzFeed Canada e piccola celebrità dell’Internet italiano, sta smentendo quelle più popolari. Fino a poco fa, ad esempio, era attivo un account falso ma molto simile a quello della redazione di politica di CNN: in un tweet dava Trump molto avanti in un exit poll in Florida. L’account è stato sospeso.

23:50 8 Nov 2016

A Rochester, nello stato di New York, centinaia di persone stanno facendo visita alla tomba di Susan B. Anthony, lasciando dei fiori e attaccando degli adesivi sopra la sua lapide. La pagina Facebook di una rete locale sta trasmettendo un live dal cimitero di Rochester, a cui finora si sono collegate più di diecimila persone. Susan B. Anthony fu una delle più note attiviste del movimento per l’emancipazione delle donne fra la metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. È ricordata soprattutto per le sue battaglie a favore del diritto di voto alle donne negli Stati Uniti: nel 1872 venne arrestata e processata per aver tentato di votare e dal 1869 fino al 1906 si presentò almeno una volta all’anno davanti al Congresso per chiedere che venisse discusso un emendamento per permettere alle donne di votare.

23:44 8 Nov 2016

Uno degli exit poll tematici di CNN riguarda la composizione etnica dell’elettorato: a questo giro secondo CNN è stata al  70 per cento bianchi, 12 per cento afroamericani e 11 per cento ispanici. Nel 2012 fu al 72 per cento bianchi, 13 per cento afroamericani e 10 per cento ispanici. 

23:37 8 Nov 2016

Un link che può tornare utile più tardi, stanotte: le mappe di tutte le passate elezioni americane, per vedere chi vinse nei vari stati (da qui potete tornare indietro fino al 1778). L’ultima volta andò così.

23:27 8 Nov 2016

Diverse televisioni locali del Colorado hanno segnalato che parte dei sistemi elettorali nello stato non hanno funzionato per circa venti minuti, poco dopo le 23 (ora italiana). Denver7 News ha scritto che sono già stati ripristinati.

23:18 8 Nov 2016

Sono usciti i primi exit poll su Politico: occhio, non sono exit poll veri ma solamente “tematici”. Politico ha parlato con 14mila persone che hanno detto di aver votato oggi e ha chiesto loro se è d’accordo con alcune descrizioni dei candidati: il 57 per cento delle persone contattate ha detto che Clinton ha “la giusta esperienza” per fare il presidente, mentre solo il 31 per cento ha associato questa descrizione a Trump. Il 54 per cento delle persone contattate invece ha descritto Clinton come “corrotta”, mentre solo il 47 per cento definisce Trump in questo modo.

In un exit poll citato da FiveThirtyEight, il 44 per cento delle persone contattate ha un’opinione positiva di Clinton, e solo il 37 per cento di Trump.

23:12 8 Nov 2016
Dietro le quinte

Dietro a quei computer ci sono degli hamburger, davanti a quei computer c’è il cioccolato che ognuno ha portato per superare la nottata. È un lavoro sporco eccetera eccetera. 

22:54 8 Nov 2016
George W. Bush si è astenuto

L’ex presidente George W. Bush e sua moglie Laura hanno lasciato bianca la parte della scheda dedicata al voto del presidente.

22:47 8 Nov 2016
Le code ai seggi

Nei giorni scorsi sono circolate diverse foto che mostrano code molte lunghe nei seggi in cui si poteva votare in anticipo, che hanno richiesto agli elettori di aspettare anche oltre due ore prima di poter votare. A Cincinnati, in Ohio, una coda ha raggiunto gli 800 metri (mezzo miglio). Oggi ci sono state code di un’ora o più lunghe nei seggi di molte parti del paese.

Stephen Pettigrew, un ricercatore dell’università di Harvard che si occupa proprio di questo tema, ha spiegato al New York Times che gli elettori delle città, quelli che votano in anticipo e le minoranze etniche sono i segmenti elettorali che più probabilmente hanno dovuto aspettare in coda per più tempo in queste elezioni. Nelle zone con alta concentrazione di elettori di minoranze etniche, è più probabile che si formino lunghe code. E secondo Pettigrew è più probabile che chi aspetta a lungo non vada a votare alle prossime elezioni, anche perché per qualcuno passare mezza giornata al seggio ha conseguenze economiche. I dati raccolti da Pettigrew dicono anche che i seggi delle zone dove vivono più bianchi tendono ad avere più dispositivi per votare e addetti alle operazioni elettorali.
Non è ancora chiaro quanto effettivamente siano state diffuse le code di più di un’ora ai seggi in queste elezioni: nel 2012 in media gli elettori americani aspettarono 14 minuti prima di votare, e solo il 5 per cento di chi votò attese per oltre un’ora.

22:43 8 Nov 2016
A-ehm

Intanto qualcuno scortato dalla polizia ha consegnato dentro la Trump Tower una torta a forma di testa di Donald Trump. 

22:42 8 Nov 2016

Parallelismi. 

22:40 8 Nov 2016
Chi segue le elezioni americane, sulla tv italiana

Diverse tv italiane seguiranno in diretta lo spoglio delle elezioni americane:

Sky TG24 seguirà lo spoglio con uno speciale che inizia alle 22.30.

• Sulle reti RAI, lo speciale di Porta a Porta inizierà su Rai1 alle 23.35 e andrà avanti fino alle 6 di domattina: ci saranno fra gli altri Simona Bonafè e Ignazio La Russa. Da mezzanotte alle 2.30 su Rai3 ci sarà una puntata speciale di Linea Notte. Rainews seguirà lo spoglio in diretta senza interruzioni.

• Su La7, la consueta “maratona” di Enrico Mentana inizierà a mezzanotte e dieci. Ci saranno Jas Gawronski, Peter Gomez, Mario Sechi, Corrado Formigli, Marina Calculli, Marco Damilano, Franco Bechis e Paola Peduzzi

• Sulle reti Mediaset, ci sarà uno speciale del Tg5 che inizia alle 1.30: saranno ospiti fra gli altri lo scrittore Nicolai Lilin, il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e la scrittrice Katherine Wilson. Alle 2.20 ci sarà anche una puntata speciale di Striscia la Notizia sulle elezioni con Sasà Salvaggio.

22:37 8 Nov 2016
Donald Trump non ha capito bene

Mancano ancora due ore alla chiusura dei seggi nei primi stati americani e Trump parla di “problemi con le macchine per votare in tutto il paese”. Ci sono giornalisti di ogni orientamento politico sparpagliati per tutto il paese e al momento non risultano problemi del genere, ma solo casi isolati. Inoltre la CNN non ha mai detto niente del genere, e lo ha già smentito: parlavano di “county” e non “country”.

22:28 8 Nov 2016
Dove sono i candidati stanotte

Entrambi a New York, intanto, ed è una cosa rara che entrambi i candidati passino la notte nello stesso stato (per entrambi è lo stato di casa; Clinton è nata a Chicago ma ha vissuto a lungo ed è stata senatrice a New York). Clinton attenderà i risultati a casa sua e ha radunato i suoi sostenitori – a cui si rivolgerà, comunque vada, appresi i risultati – al Javits Center, un centro congressi di Manhattan che tra le altre cose ha una caratteristica: un soffitto di vetro. Questo invece è il palco.

Trump attenderà i risultati nella Trump Tower, sede del quartier generale del suo comitato, e dovrebbe rivolgersi lì ai sostenitori in nottata dopo aver appreso l’esito del voto. La Trump Tower è anche il posto da cui ha annunciato la sua candidatura nell’estate del 2015.

22:19 8 Nov 2016
Cosa tenere d'occhio stasera

È una cosa lunga e complicata, ma questa è la sintesi più estrema: se Trump perde in North Carolina o in Florida (o anche solo in Ohio, dove però i sondaggi lo danno abbastanza in vantaggio), per lui è finita. 

22:14 8 Nov 2016
La brutta fine di Chris Christie

Chris Christie, ex importante politico Repubblicano poi caduto in disgrazia, ha votato qualche ora fa “circondato dal buio e senza troppo clamore”, come ha sottolineato un giornale del New Jersey.

Fino a qualche anno fa, Christie era uno dei politici Repubblicani più talentuosi e visibili sul piano nazionale: relativamente giovane, governatore di uno stato tendenzialmente Democratico – il New Jersey – dalle posizioni moderate “accettabili” anche dagli elettori di sinistra, e in buoni rapporti con personaggi come Barack Obama e Mark Zuckerberg (con cui curò un progetto per migliorare le scuole di Newark, in New Jersey). 

Nel 2014 però venne coinvolto in un piccolo scandalo statale che si è trasformato in uno nazionale – il blocco di un ponte per danneggiare un sindaco Democratico – e che si sta trascinando ancora oggi. L’anno dopo si è ritirato quasi subito dalle primarie americane a cui avrebbe dovuto essere fra i favoriti, stando a diversi analisti. Un po’ a sorpresa, è stato poi fra i primi Repubblicani “moderati” ad appoggiare pubblicamente Trump, probabilmente nella speranza di essere candidato a vicepresidente e salvare la sua carriera politica. Non sembra che la sua mossa abbia funzionato: Trump ha scelto un altro candidato – Mike Pence, il governatore dell’Indiana – e al momento il tasso di popolarità di Christie è al 21 per cento.

22:10 8 Nov 2016
Ogni tanto le macchine per votare si rompono

Sta girando molto online un video che mostra uno dei dispositivi elettronici per il voto che hanno funzionato male in un seggio di Philadelphia, in Pennsylvania: mostra una persona che prova a votare per Trump, ma il cui voto viene assegnato a Clinton. Il problema è stato segnalato e la macchina è stata riparata. Nel corso della giornata problemi di questo tipo sono stati segnalati anche in qualche altro seggio in giro per gli Stati Uniti.

22:04 8 Nov 2016

Mentre Trump usciva dal seggio di Manhattan in cui ha votato, alcune persone in attesa del proprio turno — molto probabilmente sostenitori di Hillary Clinton — gli hanno urlato “Perderai!”.

21:55 8 Nov 2016

Il centro studi American Presidency Project ha raccolto gli endorsement dei 100 quotidiani più diffusi negli Stati Uniti. I risultati sono piuttosto netti: 57 quotidiani hanno scritto di appoggiare Hillary Clinton, 26 non si sono espressi, 5 non hanno appoggiato nessuno dei candidati, 4 hanno appoggiato il candidato del Partito Libertario Gary Johnson, 3 hanno tenuto la posizione “non Donald Trump”, e solo 2 hanno appoggiato apertamente Trump: il Las Vegas Review-Journal (26esimo quotidiano più diffuso negli Stati Uniti), e il Florida Times-Union (84esim0).

21:52 8 Nov 2016

Mark Kirk, senatore Repubblicano dell’Illinois impegnato in una dura campagna elettorale per ottenere la rielezione, ha confermato di non aver votato per Donald Trump – «troppo fanatico e razzista» – bensì di aver scritto sulla scheda il nome dell’ex generale David Petraeus.

21:51 8 Nov 2016


I giornalisti si sistemano allo Jacob K. Javits Center di New York, dove Hillary Clinton concluderà la notte elettorale
(Aaron P. Bernstein/Getty Images)

21:48 8 Nov 2016

Una delle notizie di oggi è che alcuni avvocati che rappresentano Donald Trump hanno fatto causa a Joe P. Gloria, il responsabile delle operazioni del voto nella Clark County, la contea del Nevada dove si trova Las Vegas (il Nevada è uno degli stati da tenere d’occhio stasera: assegna 6 grandi elettori, e Clinton è favorita nei sondaggi, ma di poco). Gli avvocati di Trump hanno accusato Gloria di aver lasciato aperti i seggi del voto anticipato per due ore oltre l’orario di chiusura previsto: la Clark County ha un’alta percentuale di elettori di minoranze etniche, segmento elettorale in cui Clinton va molto meglio di Trump. Gli avvocati di Trump hanno chiesto che questi voti non siano mischiati con quelli gli altri. Gloria Sturman, la giudice che si è occupata della causa, l’ha però già respinta, spiegando che per legge i registri dei seggi permettono già, eventualmente, di separare i voti nel modo richiesto da Trump, nel caso di un riconteggio.

Un portavoce della contea ha detto a CNN che nessun seggio è rimasto aperto più del dovuto, ma che è stato permesso a elettori che erano già in coda di votare dopo la chiusura ufficiale del seggio. L’opinione degli osservatori è che Trump stia preparando il terreno per un’eventuale contestazione dei risultati del voto nel caso in cui i sei grandi elettori del Nevada risultino alla fine determinanti.

21:44 8 Nov 2016

Alcuni di voi forse si stanno chiedendo perché gli Stati Uniti hanno 50 stati eppure durante la campagna elettorale e le elezioni si parla sempre degli stessi: Florida, Ohio, Pennsylvania, eccetera. Dipende dal funzionamento del sistema elettorale americano, cioè le regole del gioco di stanotte: se pensate vi serva un ripasso, leggete qui. Per esempio, lo sapete chi sono questi benedetti “grandi elettori”? 

21:42 8 Nov 2016

Trump ha votato nel pomeriggio a un seggio istituito in una scuola di Manhattan. Sta girando moltissimo la foto di lui che sbircia cosa stia votando sua moglie Melania.

21:38 8 Nov 2016

Un aggiornamento per chi si era appassionato al progetto VoteCastrSlate ha pubblicato un comunicato per spiegare che le mappe mostrate sulla pagina prendevano in considerazione solo i voti di oggi, e non quelli del voto anticipato. Le ha quindi rimosse, e ha scritto che le nuove mappe – corrette – saranno pubblicate a breve.

21:30 8 Nov 2016

Si sa qualcosa di più sulla generica accusa di cui Trump sta parlando in tv, e cioè che in alcuni seggi i dispositivi elettronici tramite cui si esprime il voto stanno trasformando alcuni voti per i Repubblicani in voti per i Democratici. Per la precisione, sta succedendo nella contea di Lebanon, in Pennsylvania, una città di 25mila abitanti. Scrive il Lebanon Daily News

Alcune ore fa c’è stato un problema di calibrazione con 5-6 macchine elettroniche nella contea di Lebanon. Secondo Michael Anderson, il capo della commissione elettorale della contea di Lebanon, il problema faceva sì che un voto per tutti i candidati Repubblicani veniva contato come uno per tutti quelli Democratici. In questi casi, gli elettori provavano a votare per i Repubblicani e notavano che nella schermata finale il loro voto era stato assegnato ai Democratici. Gli elettori in questione hanno avvertito gli scrutatori, che a loro volta l’hanno segnalato alla commissione elettorale. La commissione ha un esperto di software che è stato in grado di risolvere il problema ogni volta che è capitato.

David Dill, un professore di informatica di Stanford contattato dal Guardian, ha spiegato che il guasto riguarda il touchscreen e accade a ogni elezione. Non sembra che i guasti alle macchine elettorali siano comunque diffusissimi, dato che le segnalazioni di guai si limitano al caso di Lebanon e a due contee della North Carolina.

21:23 8 Nov 2016


Un seggio elettorale a Hudson, New York
(AP Photo/Mike Groll)

21:18 8 Nov 2016

Se vivete a Milano, c’è Uber che ha inaugurato un servizio che si chiama UberEATS e stanotte vi porta il cibo a casa fino alle due di mattina. Si può scegliere tra sei ristoranti, senza minimo d’ordine e spese di consegna, all’interno dell’area della circolare esterna.

21:14 8 Nov 2016

Un exit poll di Politico ha confermato una cosa che è stata a lungo raccontata durante questa campagna elettorale: il grande vantaggio di Hillary Clinton nell’organizzazione dei volontari e dei comitati in giro per gli Stati Uniti, mentre Donald Trump si è concentrato soprattutto sui grandi comizi e sulla sua presenza in tv, dicendosi più volte scettico verso l’analisi dei dati e la capillare organizzazione territoriale. Il 17 per cento degli elettori sentiti da Politico ha detto di essere stato contattato a un certo punto della campagna elettorale solo dai comitati Clinton, mentre solo l’8 per cento solo dai comitati Trump; il 9 per cento ha detto di essere stato contattato da entrambi i comitati elettorali.

21:12 8 Nov 2016

Una delle novità più notevoli di queste elezioni americane, dal punto di vista di come sono coperte dai media, si chiama VoteCastr: è un progetto del sito di news Slate, e consiste in una serie di grafici che forniscono in tempo reale dei dati sul voto a seggi ancora aperti. I grafici di VoteCastr sono disponibili per Florida, Iowa, New Hampshire, Nevada, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin, i sette stati determinanti per raggiungere il numero di delegati necessari per vincere l’elezione. Oltre a questi, ci sono anche quelli del Colorado, stato nel quale secondo i sondaggi Clinton ha un buon vantaggio. In breve, per ogni stato il sistema dice quanti elettori di ciascun candidato, secondo i propri calcoli, sono andati a votare: in questo modo è possibile farsi un’idea di chi sia in vantaggio. 

Quelli di VoteCastr negli scorsi giorni hanno selezionato campioni piuttosto ampi di popolazione, facendo agli intervistati una serie di domande per capire se fossero più probabilmente elettori di Clinton o di Trump. Poi hanno consultato i registri elettorali (che sono pubblici) per verificare quante delle persone intervistate hanno già votato con il meccanismo dell’early voting. A questi dati, nel corso della giornata di martedì VoteCastr ha aggiunto quelli relativi agli elettori che hanno votato il giorno delle elezioni, con un modello statistico basato sull’affluenza parziale e sulle abitudini elettorali dei probabili elettori di Trump e di quelli di Clinton. La spiegazione più dettagliata di come funziona il modello di VoteCastr è qui

La cosa notevole è che Clinton è data in vantaggio in tutti gli stati in bilico, tranne che in Iowa, dove Trump ha il 46% e lei il 45%: vuol dire o che Clinton stravincerà le elezioni, o che il sistema non funziona molto bene.

Aggiornamento delle 21.35: Un aggiornamento per chi si era appassionato al progetto VoteCastr: Slate ha pubblicato un comunicato per spiegare che le mappe mostrate sulla pagina prendevano in considerazione solo i voti espressi oggi, e non quelli del voto anticipato. Le ha quindi rimosse, e ha scritto che le nuove mappe – corrette – saranno pubblicate a breve.

È importante tenere a mente che quelle di VoteCastr sono approssimazioni, e che molte cose potrebbero andare storte (casi di affluenze anomale, o di errori nella “catalogazione” degli elettori): per questo, Slate ha definito il progetto un “esperimento”. VoteCastr è stato criticato perché una regola non scritta dei media americani è quella di non diffondere informazioni sull’andamento del voto durante la giornata elettorale. Slate si è difeso dicendo che gli elettori vanno sempre a votare sapendo in che direzione è orientato il loro stato, sulla base dei numerosi sondaggi condotti nei giorni precedenti.

21:00 8 Nov 2016
Gli orari della notte elettorale

Quelli che vogliono organizzare la nottata o vogliono sapere quando mettere la sveglia dovrebbero leggere qui. Si comincia a fare sul serio tra mezzanotte e l’una.

20:57 8 Nov 2016

Una delle ragioni per cui diversi analisti ritengono che il risultato di queste elezioni sia piuttosto imprevedibile è l’elevato numero di elettori indecisi. A questo giro, stando ai sondaggi, gli indecisi compongono il 12,5 per cento dell’elettorato. Nelle tre precedenti elezioni presidenziali – nel 2004, nel 2008 e nel 2012 – la percentuale finale di elettori indecisi era inferiore al 4 per cento.

Questo dato è anche la ragione per cui secondo alcuni Clinton ha molte più possibilità di vincere di quante gliene assegnano i sondaggi (Nate Silver, su tutti): il giornalista di Vox Matthew Yglesias sostiene che tutta una serie di dati – composizione demografica degli indecisi e tasso di popolarità di Obama, perlopiù: altri aggiungono la buona situazione economica del paese – indicano che chi è ancora indeciso voterà più probabilmente per Clinton che per Trump.

20:50 8 Nov 2016

Ancora oggi, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, Trump ha ripreso una delle sue posizioni più controverse di questi mesi: parlando con alcune radio di destra, ha ripetuto che accetterà il risultato delle elezioni solo a certe condizioni. Parlando con Newsradio 610 WTVN, ha detto: «voglio vedere cosa succede. Si sentono un sacco di storie tremende, e c’è qualcosa che non sta funzionando. Vedremo. Chiaramente, amo questo paese e credo nel sistema, si capisce».

Poco più tardi, ha detto a Fox News di aver sentito che in alcuni posti quando un elettore vota Repubblicano il suo voto viene assegnato ai Democratici. Nessuno dei principali giornali americani ha segnalato situazioni di questo tipo.

20:47 8 Nov 2016

Insomma, ci siamo. Se tutto va dritto, più o meno tra dieci ore conosceremo il nome del prossimo presidente degli Stati Uniti.