(Da "Fuocoammare")
  • Cultura
  • lunedì 26 Settembre 2016

“Fuocoammare” è il candidato italiano all’Oscar per il miglior film straniero

È il documentario di Gianfranco Rosi su Lampedusa e i migranti, già premiato con l'Orso d'oro al festival del cinema di Berlino

(Da "Fuocoammare")

Il documentario di Gianfranco Rosi Fuocoammare è stato scelto come candidato italiano al premio Oscar 2017 per il Miglior film in lingua straniera. Lo ha deciso lunedì 26 settembre una commissione dell’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) composta da giornalisti, produttori, distributori, dal regista Paolo Sorrentino e dallo scrittore Sandro Veronesi. Così come in Italia, un processo simile c’è stato in decine di altri paesi, che hanno presentato o presenteranno allo stesso modo un film: alcuni membri dell’Academy (l’associazione che assegna gli Oscar) ridurranno poi la lista fino ad arrivare alle cinque nomination finali, tra cui verrà scelto il vincitore del premio.

Fuocoammare è il documentario che a febbraio vinse l’Orso d’oro, il premio più importante del Festival del cinema di Berlino. È ambientato a Lampedusa e ne racconta le due principali realtà: quella di chi ci abita (soprattutto pescatori) e quella di chi ci arriva via mare dal Nordafrica, i migranti. Uno dei protagonisti del film è il Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, che negli ultimi anni si è trovato a dover gestire tutto ciò che riguarda i migranti che arrivano sull’isola, comprese le tante morti. Rosi è anche il regista di Sacro GRA, girato sul Grande Raccordo Anulare di Roma, e per girare Fuocoammare è stato a Lampedusa per circa un anno.

La commissione dell’ANICA ha scelto il film tra sette candidati, gli altri erano: Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, Suburra di Stefano Sollima, Pericle il Nero di Stefano Mordini, Indivisibili di Edoardo De Angelis e Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno.

Il film italiano scelto l’anno scorso era stato Non essere cattivo di Claudio Caligari, che però fu escluso già dalla prima selezione, quella che produce una lista ridotta di nove film. L’Oscar del 2016 per il Miglior film in lingua straniera andò infine all’ungherese Il figlio di Saul, di László Nemes. L’ultima vittoria italiana in questa categoria fu nel 2014 con La grande bellezza di Sorrentino. Prima ancora l’Italia vinse nel 1999, con La vita è bella di Roberto Benigni. L’Italia è il paese che ha vinto più volte questo premio: 12 volte, 3 in più della Francia.