“Fuocoammare” ha vinto alla Berlinale

Il documentario di Gianfranco Rosi girato a Lampedusa ha ottenuto il premio più prestigioso del festival del cinema di Berlino: le foto della serata conclusiva

Gianfranco Rosi e Meryl Streep, poco dopo che Rosi ha vinto l'Orso d'oro per "Fuocoammare" (TOBIAS SCHWARZ/AFP/Getty Images)
Gianfranco Rosi e Meryl Streep, poco dopo che Rosi ha vinto l'Orso d'oro per "Fuocoammare" (TOBIAS SCHWARZ/AFP/Getty Images)

Nella sera di sabato 20 febbraio è finito il Festival del cinema di Berlino, anche noto come Berlinale: il premio per il Miglior film –  l’Orso d’oro – è stato vinto da Fuocoammare, il documentario girato a Lampedusa da Gianfranco Rosi. Nel 2013 Rosi aveva vinto il Leone d’Oro al Festival del cinema di Venezia con Sacro GRA, girato sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Il film Death in Sarajevo di Danis Tanović ha vinto l’Orso d’argento e la regista francese Mia Hansen-Løve ha vinto il premio per la Miglior regia grazie a L’Avenir, un film su una professoressa di filosofia a cui succedono un sacco di brutte cose. L’attrice e cantante danese Trine Dyrholm ha vinto il premio per la Miglior interpretazione femminile grazie al film The Common – che racconta la storia di una Comune danese negli anni Settanta – e Majd Mastoura ha vinto il premio come Miglior attore grazie al film Hedi, che parla di una storia d’amore ambientata in Tunisia. Il premio assegnato dalla Berlinale è un orso perché l’orso è il simbolo di Berlino, un po’ come il leone per Venezia.

Gianfranco Rosi è nato ad Asmara, in Eritrea, nel 1964, e a circa vent’anni si è trasferito a New York per studiare cinema alla University Film School. Il suo primo mediometraggio – si chiamano così quando non sono né corti né lunghi – si intitola Boatman e Rosi l’ha girato dopo un viaggio in India. Nel 2010 Rosi ha girato El sicario – Room 164,  un film-intervista su un ex sicario messicano che lavorava per  un cartello della droga. Rosi è però noto al cosiddetto “grande pubblico” da quando Sacro GRA ha vinto il Festival di Venezia.

Gli esperti di cinema parlano di Rosi come un regista che ama conoscere a fondo i posti dove sono ambientate le storie che racconta. Per girare Fuocoammare, per esempio, ha vissuto più di un anno a Lampedusa. Fuocoammare racconta le due principali realtà dell’isola di Lampedusa: quella di chi ci abita (soprattutto pescatori) e quella di chi ci arriva via mare dal Nordafrica, i migranti. Uno dei protagonisti del film è il Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, che negli ultimi anni si è trovato a dover gestire tutto ciò che riguarda i migranti che arrivano sull’isola, comprese le tante morti. Dopo aver vinto l’Orso d’oro Rosi ha detto:

Dedico il premio a tutte le persone che non sono riuscite ad arrivare su quest’isola nel loro viaggio della speranza, e ai lampedusani che dai primi sbarchi del 1991 accolgono chi scappa dalla fame e dalle guerre. È un posto di pescatori che accetta tutto quello che viene dal mare. Una lezione che dovrebbe essere imparata da tutti. Non è accettabile che la gente muoia in fuga dalle tragedie.

La Berlinale era iniziata l’11 febbraio. Nel corso del festival sono stati presentati circa 400 film, non tutti erano in concorso. Fuori concorso c’erano per esempio Ave, Cesare! – il nuovo film di Joel ed Ethan Coen con George Clooney, Channing Tatum, Tilda Swinton, Josh Brolin, e Ralph Fiennes – e Chi-Raq, un film di Spike Lee che è un adattamento moderno – il protagonista è un rapper – della commedia Lisistrata di Aristofane. La giuria che ha scelto i vincitori è stata presieduta dall’attrice Meryl Streep e composta dall’attore tedesco Lars Eidinger, dal critico inglese Nick James, dalla fotografa francese Brigitte Lacombe, dall’attore inglese Clive Owen, dall’attrice italiana Alba Rohrwacher e dalla regista polacca Małgorzata Szumowska.

Tutti i premi della Berlinale

Orso d’Oro Miglior Film
Fuocoammare di Gianfranco Rosi

Orso d’Argento 
Death in Sarajevo di Danis Tanović

Orso d’Argento al “Film che apre nuove prospettive”
A Lullaby for the Sorrowful Mistery di Lav Diaz

Orso d’Argento per la Migliore regia
Mia Hansen-Love per L’Avenir

Orso d’Argento per la Miglior interpretazione femminile
Trine Dyrholm per The Common

Orso d’Argento Miglior interpretazione maschile
Majd Mastoura per Hedi

Orso d’Argento per la Miglior sceneggiatura
United States of Love di Tomasz Wasilewski

Orso d’argento per il Miglior contributo artistico
Crosscurrent di Yang Chao

Miglior Opera Prima
Hedi di Mohamed Ben Attia

Premio Audi  per il Miglior cortometraggio
Jin zhi xia mao di Chiang Wei Liang

Orso d’oro del Cortometraggio
Balada de um Batraquio di Leonor Teles

Orso d’Argento per il Cortometraggio
A Man Returned di Mahdi Fleifel (UK/Danimarca/Paesi Bassi)