• Cultura
  • mercoledì 27 luglio 2016

Cosa fare a Parma secondo il New York Times

I consigli del giornale americano ai suoi lettori che capitano in città per un weekend: negozi vintage, concerti e – come prevedibile – tanto cibo

Il New York Times ha dedicato a Parma l’ultima guida turistica pubblicata nella rubrica di viaggi 36 Hours, che esiste da più di dieci anni e offre consigli a chi ha un weekend, o comunque pochi giorni, per visitare una città. Le guide del New York Times – uscite anche in volumi cartacei dedicati tra gli altri all’Europa, New York e Los Angeles – sono rivolte soprattutto a chi vuole visitare posti originali e poco noti, e sono piene di consigli su dove prendere un aperitivo, pranzare e andare dopo cena. Nell’ultimo anno ne ha pubblicate su Roma, Milano, Bologna, Palermo e sulla costiera amalfitana.

Quella su Parma è stata scritta da Seth Sherwood, un giornalista freelance che vive a Parigi e collabora spesso alla rubrica del New York Times. Oltre a segnalare mercatini, negozi vintage, gli affreschi del Correggio, è – come prevedibile – molto incentrata sul cibo, che è piuttosto rilevante nella città del Parmigiano, del Lambrusco, del prosciutto di Parma, della pasta Barilla: è piena di consigli su dove mangiare un tagliere di prosciutto, bere una birra italiana all’aperto e assaggiare torta fritta e pesce crudo.

Venerdì alle 18

Secondo il New York Times il TCafè è il «posto perfetto» per prendere un aperitivo: l’interno è arredato con un un mix di «dettagli storici (colonne di pietra, travi in legno) e bellezza contemporanea (sedie di design, musica elettronica)»; mentre sedendosi ai tavolini fuori si può godere della vista del battistero. Il consiglio è assaggiare un bicchiere di liquore alla violetta con aggiunta di Prosecco e acqua frizzante, o un Americano, e accompagnarli da molto prosciutto di Parma.

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Un tagliere al TCafè
(Dal sito del locale)

Venerdì, dalle 20:30

Parma è anche la città di Giuseppe Verdi, a cui il teatro regio dedica ogni anno una rassegna musicale, il Festival Verdi, che quest’anno si tiene dal primo al 30 ottobre. Se non capitate in questo periodo potrete comunque assistere a concerti di jazz, danza sperimentale e altre opere liriche.
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Il teatro regio a Parma
(Facebook)

Venerdì alle 22

Cena al ristorante Cocchi: «tovaglie candide, dipinti a olio, clientela aristocratica», dove «il maiale è il principe e la vacca è sacra». Sherwood consiglia di ordinare soprattutto i salumi, dal prosciutto crudo al culatello, e poi passare ai secondi di manzo.

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Salumi e torta fritta al ristorante Cocchi
(Dal sito del ristorante)

Sabato alle 11

Fare un giro al mercato in strada Imbriani, vicino alla chiesa di Santissima Annunziata, dove si può trovare frutta e verdura fresca, marmellate, burro, prosciutto, vini, culatello, salami e formaggi di ogni tipo tra cui ovviamente il Parmigiano, e la cicciolata, un salume fatto con gli scarti del maiale.
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La bancarella di An-for-ra, uno dei tanti rivenditori del mercato in strada Imbriani
(An-fo-ra)

Sabato alle 13

Pranzo da F.I.S.H un ristorante appena aperto che serve soprattutto pesce crudo, tra cui molti carpacci e tartare. A chi non piace il pesce crudo, Sherwood consiglia le polpette di scampi e branzino in cartoccio, ma ci sono anche molti hamburger di pesce.
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Hamburger di pesce da F.I.S.H.
(Dal sito del ristorante)

Sabato alle 14:30

Antonio Allegri da Correggio, detto semplicemente Correggio, fu il più importante pittore rinascimentale della scuola di Parma. In città si trovano molti suoi affreschi, tra cui la Camera di San Paolo nel convento benedettino e l’Assunzione della Vergine nella cupola del Duomo, dove la Madonna sale in cielo circondata da nubi e schiere di santi e angeli.
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L’Assunzione della Vergine dipinta da Correggio nel Duomo di Parma
(ANSA)

Sabato alle 17

Via Nazario Sauro è la strada ideale per passeggiare e perdersi tra negozi vintage e di chincaglierie, dove una volta al mese viene organizzato anche un mercatino dell’antiquariato. Sherwood consiglia di dare un’occhiata a Vecchia America, che vende «vestiti di alta moda europei, dagli abiti rosso Valentino alle borsette Chanel», e a Invento, pieno di «vecchi manichini per gli studi anatomici, strumenti scientifici, vettovaglie e mobili dei ristoranti», mentre Credula Postero è «come la soffitta di un nonno suonato, straripante di bastoni da passeggio, fioretti da scherma, marionette e soldatini giocattolo».
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Libri e libretti da Invento
(Facebook)

Sabato alle 20

Parma, dice Sherwood, non è un posto dove la cucina sperimentale va per la maggiore, considerata anche l’eccellenza della tradizione culinaria. Tra le eccezioni c’è Borgo20: «tra gli antipasti ci sono uova in camicia servite su piselli e bocconcini affumicati di guanciale. A seguire risotto al parmigiano con prugne e pancetta croccante, un interessante mescolanza di sapori salati, dolci, pungenti e terrosi». Per finire, un sorbetto al Lambrusco con amarene.
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Un piatto di Borgo20
(Borgo20)

Sabato alle 22

La serata continua in via Luigi Carlo Farini, piena di ristorantini e bar, tra cui il Tabarro, una vineria rustica, accogliente e molto fornita dove bere Franciacorta, rossi siciliani e il toscano Pollera Nera. La Vecchie Maniere Birreria Parmigiana è invece il posto migliore dove assaggiare birre artigianali italiane come Brewfist, MC77 e Hammer.
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Dove bere una birra italiana Brewfirst
(Brewfirst)

Domenica alle 10

La domenica mattina è dedicata a un giro più tradizionale tra arte e cultura, in particolare al Palazzo della Pilotta, un complesso di edifici costruito a fine Cinquecento, distrutto nella Seconda guerra mondiale e ricostruito negli anni Cinquanta, che ora ospita mostre e musei. In particolare la Galleria Nazionale spazia da dipinti di santi e martiri medievali fino alle vedute settecentesche di Canaletto, oltre a molte opere di Correggio.
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ll cortile del Guazzatoio a Palazzo della Pilotta
(Wikimedia)

Domenica, ore 13

Sherwood consiglia di terminare la vacanza con un gelato o un dolcino della gelateria Banchini, aperta quest’anno dalla storica e omonima cioccolateria di Parma. Si possono comprare anche biscotti, tavolette e il salame al cioccolato. E poi, conclude Sherwood, inizia la dieta.
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Un gelato Banchini
(Cioccolato Banchini)

Dove dormire/1

Parizzi Suites & Studio è un hotel di 13 suite gestito dal ristorante Parizzi, che ha una stella Michelin e organizza anche corsi di cucina. I costi vanno dai 70 a 220 euro a stanza.

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La mansarda di Parizzi Suites & Studio
(Dal sito)

Dove dormire/2

L’Hotel Savoy si trova in via Garibaldi, una delle più importanti di Parma, a cinque minuti dalla stazione. Le stanze, dice Sherwood, sono piccoline, ma con un arredamento dal design moderno.
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Una camera all’hotel Savoy
(Dal sito dell’hotel)

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