Il prodotto tecnologico del secolo

Ok, dopo l'intelligenza artificiale, che però non vi salverà dal caldo

(AP Photo/Manu Fernandez)
(AP Photo/Manu Fernandez)
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Negli ultimi anni è diventato sempre più comune vedere persone che usano piccoli ventilatori ricaricabili portatili per farsi aria quando fa caldo. Hanno cominciato a diffondersi nel 2018 in certi paesi dell’Asia, come Cina, Giappone e Corea del Sud, a causa di una serie di ondate di calore che colpirono la regione. Più di recente il prolungarsi dei periodi di caldo e afa un po’ in tutto il mondo ha portato un interesse crescente per questi accessori, che ha spinto anche marchi di prestigio a proporre una loro versione più sofisticata e costosa.

Lo scorso aprile Dyson, il marchio inglese noto per i suoi aspirapolvere e asciugacapelli di lusso, ha presentato HushJet Mini Cool, una versione portatile del suo celebre ventilatore senza pale (o bladeless), che si può tenere in mano mentre si cammina o appendere al collo grazie a un apposito supporto. Anche Sony ha presentato Reon Pocket Pro Plus, la nuova versione di un modello uscito lo scorso anno, che, come nel caso di Dyson, soffia un getto d’aria senza bisogno di ventole e può essere appeso al collo, tenendo libere le mani. Quello di Dyson costa 99 euro, quello di Sony 229.

A favorire la diffusione dei ventilatori portatili sono stati diversi fattori, oltre alle conseguenze del cambiamento climatico. Dal punto di vista tecnologico, infatti, è ora possibile produrre motori elettrici piccoli, silenziosi ed efficienti, alimentati da batterie ricaricabili via USB, con costi molto bassi, grazie soprattutto all’espansione dell’industria cinese nel settore.

I ventilatori portatili hanno anche beneficiato di social network come Instagram e TikTok, dove influencer e content creator tendono a promuovere con particolare entusiasmo prodotti utili e che costano poco, perché sono quelli più facili da far acquistare in grandi quantità tramite i link di affiliazione, da cui ricavano piccole percentuali.

Di ventilatori portatili esistono moltissimi modelli e marchi e si trovano facilmente sugli ecommerce generalisti come Amazon o il cinese Temu, dove sono venduti a pochi euro. Come ha notato NBC News, il successo di questi ventilatori può essere ricondotto alle dinamiche tipiche del fast fashion, che prevedono la produzione in massa di oggetti spesso di scarsa qualità, ma a prezzo bassissimo.

I ventilatori portatili non sono comunque gli unici oggetti nati o diventati popolari negli ultimi anni perché procurano refrigerio durante i periodi più caldi dell’anno. Una parte importante di questo mercato riguarda i “wearables”, cioè i dispositivi indossabili: gli stessi ventilatori di Dyson e Sony sono pensati per essere portati al collo o al petto grazie a degli appositi accessori. Esistono anche i ventilatori fatti direttamente ad archetto: dispositivi senza pale da tenere sul collo, pensati per soffiare aria fresca direttamente sul viso.

Seul, Corea del Sud (AP Photo/Ahn Young-joon)

Altri esempi di dispositivi e accessori indossabili per alleviare il caldo includono i collari e le fasce che usano l’evaporazione dell’acqua per rinfrescare chi li indossa, o i gilet refrigeranti, che possono utilizzare del ghiaccio o addirittura delle piccole ventole per abbassare la temperatura corporea. Si tratta di prodotti pensati per chi per lavoro è costretto a passare molte ore all’aperto durante i momenti più caldi della giornata.

Secondo Otto Climan, content creator specializzato in tecnologia, l’arrivo di marchi istituzionali in questo settore dimostra la crescente influenza tecnologica asiatica – in particolare quella cinese – sull’Occidente. Tuttavia, Climan ritiene che ci vorrà tempo prima che questo tipo di ventilatori si diffonda in Europa come è accaduto in Asia: «Non siamo ancora abituati a vedere la gente andare in giro così, ci vorrà un po’ di tempo, com’è successo anche con le cuffie Bluetooth».