Ancora il designer più richiesto in circolazione
Dopo aver ideato i prodotti di maggior successo di Apple, Jony Ive continua a far parlare di sé per la Ferrari elettrica e i progetti misteriosi con OpenAI

Da quando lunedì Ferrari ha presentato la sua prima auto elettrica, Luce, si è parlato molto del suo design. Sia perché è molto diverso dagli altri modelli del marchio, sia perché a progettarla è stato il nuovo studio di Jony Ive, uno dei designer più famosi al mondo. Ive fu a lungo il responsabile del design di Apple ed è considerato il principale artefice della funzionalità e piacevolezza estetica di tutti i prodotti più popolari del marchio, dall’iPod al MacBook all’iPhone.
Il modo in cui ha rivoluzionato il design nel mondo dei dispositivi tecnologici ha reso Ive una specie di leggenda nella Silicon Valley. In una delle sue rare interviste, data al Wall Street Journal nel 2022, si è definito «un artigiano molto orientato alla praticità», mentre in una conversazione con Patrick Collison, cofondatore dell’azienda di pagamenti online Stripe, ha spiegato che nella sua idea il design deve essere curato, sobrio e al servizio della persona, e non orientato a stravolgimenti fini a sé stessi.
Come mostra il progetto della Ferrari elettrica, ha continuato a distinguersi anche dopo aver lasciato Apple, nel 2019. Oggi ha 59 anni e ha registrato a suo nome oltre 14mila brevetti di prodotti in ambiti molto diversi: come una penna USB, un tavolo o delle borse per la spesa. Nel Regno Unito è stato nominato cavaliere, una delle onorificenze più importanti del paese. Eppure non ha mai cercato grosse attenzioni ed è sempre rimasto un tipo abbastanza riservato.

Un modello di Ferrari Luce (Ufficio Stampa Ferrari/LaPresse)
Dopo aver studiato disegno industriale al politecnico di Newcastle, Jonathan “Jony” Paul Ive cominciò a lavorare con l’agenzia londinese Tangerine, disegnando un po’ di tutto, dai forni ai bidet, per aziende come LG e Ideal Standard. Nei primi anni Novanta, sempre con Tangerine, lavorò per Apple per studiare la fattibilità di quello che poi divenne il PowerBook, il primo computer portatile di grande successo dell’azienda. Fu allora che Apple si accorse del suo talento: nel 1992, a 25 anni, fu assunto e si trasferì in California, dove inizialmente si dedicò ad alcuni tablet di scarso successo commerciale.
Fu dal 1997, con il ritorno di Steve Jobs in azienda dopo oltre un decennio, che Ive diventò il capo della divisione di disegno industriale di Apple. I due instaurarono un rapporto molto stretto e confidenziale, sviluppando una delle collaborazioni creative più celebrate di sempre.
Nel 1998 Ive ebbe l’intuizione di rivestire il computer fisso iMac di una copertura di plastica traslucida colorata, rendendolo per la prima volta un oggetto “cool” oltre che funzionale. In tre anni ne fece vendere oltre cinque milioni, rendendo Apple famosissima. Lavorò anche a iPod, iPhone e iPad, tutti dispositivi celebrati per il loro design semplice ma dall’aspetto estremamente moderno, facili da usare, piacevoli da maneggiare e senza orpelli.

Ive (a sinistra) in posa per una fotografia con cinque iMac assieme a Jon Rubinstein, un altro dirigente di Apple, a Cupertino, California, 19 marzo 1999 (AP Photo/Susan Ragan)
Le persone che hanno lavorato con Ive lo descrivono come una persona umile, perfezionista ed estremamente attenta sia ai materiali, sia al modo in cui le persone usano le cose, tutte caratteristiche che emergono dalle sue interviste. Una parte fondamentale del suo lavoro è trovare soluzioni e funzionalità che gli utenti non sapevano nemmeno di desiderare, raccontò nel 2018 parlando della nuova versione della Pencil, la penna digitale da usare sull’iPad.
Dopo la morte di Jobs nel 2011 e il successivo insediamento di Tim Cook come CEO di Apple, Ive continuò a sviluppare numerosi progetti: nel 2015 venne nominato capo dei designer, uno dei principali ruoli apicali in azienda assieme a quello di Cook, e si dedicò tra gli altri all’Apple Watch e agli AirPods. Prima di lasciare Apple dopo quasi trent’anni, nel 2019, lavorò anche alla progettazione di Apple Park, la nuova sede della società a Cupertino, in California, assieme allo studio del famoso architetto Norman Foster.
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Quello stesso anno, poco dopo aver dato le dimissioni, Ive fondò lo studio LoveFrom con il designer australiano Marc Newson, suo amico e collega in Apple. Continuò così a lavorare con Apple, che divenne uno dei suoi clienti insieme ad aziende come Moncler e Airbnb. Tra le altre cose, con LoveFrom Ive ha ideato l’emblema per l’incoronazione di re Carlo III del Regno Unito, disegnato un giradischi per il 50esimo anniversario dell’azienda britannica Linn e una lanterna nautica in collaborazione con l’azienda giapponese Balmuda, ispirata a quelle tradizionali e con LED colorati che imitano una vera fiamma.
Al contempo Ive ha iniziato a lavorare a dispositivi che permettano alle persone di interagire con l’intelligenza artificiale, senza dover guardare uno schermo. Nel 2024 ha fondato inoltre io Products (o io), una startup di dispositivi basati sull’AI che l’anno scorso è stata acquisita da OpenAI per 6,5 miliardi di dollari. Al momento sta sviluppando quello che circa un anno fa Sam Altman, il CEO di OpenAI, ha definito in un lancio promozionale molto misterioso «il prodotto tecnologico più fico che il mondo abbia mai visto». In quell’occasione Ive sottolineò l’esigenza di una nuova categoria di prodotti, e definì gli smartphone e i computer in uso oggi «obsoleti».
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