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  • domenica 12 giugno 2016

Il grande momento di Cleveland

A luglio ospiterà la convention del Partito Repubblicano e ha investito molto per rinnovarsi: ma dopo la vittoria di Trump c'è anche qualche preoccupazione

di Mary Jordan - The Washington Post
Cleveland (Jabin Botsford/The Washington Post)

Quando superò Dallas, Denver e le altre città in corsa per ospitare la convention del Partito Repubblicano di quest’estate – nella stessa settimana in cui la leggenda del basket NBA LeBron James annunciava il suo ritorno ai Cavaliers, la squadra della città – Cleveland, che in passato era uno dei centri industriali degli Stati Uniti, pensò di aver ritrovato il suo fascino. I giovani si stavano trasferendo in centro; intorno al nuovo centro congressi venivano costruiti condomini sul lago Erie e bar all’aperto; la ristrutturazione da 50 milioni di dollari di Public Square, nel cuore del centro, portò nuove fontane, spazi verdi rigogliosi e piante fiorite. Cleveland non vedeva l’ora di mostrare il suo rinnovamento ai Repubblicani provenienti da ogni stato americano e ai 15mila giornalisti da tutto il mondo, e che si spargesse la voce. Ma era il 2014, e all’epoca nessuno aveva previsto l’uragano Trump. Ora che Donald Trump – il candidato più fuori dagli schemi dei tempi moderni – promette di mettere in piedi un «grande spettacolo» degno dello «showbiz» statunitense, Cleveland è elettrizzata per l’aumentato interesse nei suoi confronti e allo stesso tempo nervosa per quello che potrebbe accadere con l’arrivo della tempesta politica.

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 (Jabin Botsford/The Washington Post)

«Potrei azzardare che non abbiamo mai ricevuto così tanta attenzione», ha detto David Gilbert, presidente e CEO del comitato ospitante di Cleveland 2016. «Dal punto di vista della trasformazione delle cose che si dicono di Cleveland e della possibilità di mostrare tutti i cambiamenti della città, è un’opportunità incredibile… Non siamo più la damigella d’onore». Cleveland aveva ospitato una convention per l’ultima volta nel 1936, quando l’allora governatore del Kansas Alf Landon ottenne la nomination dei Repubblicani, mentre Franklin D. Roosevelt vinceva quella dei Democratici a Philadelphia, la città in cui quest’anno si terrà la convention dei Democratici. Nel 2012, 30 milioni di persone avevano seguito in televisione l’ultima serata della convention di Tampa, in Florida, quando Mitt Romney accettò la nomination del Partito Repubblicano. L’attenzione su Cleveland quest’anno sarà ancora maggiore, e Facebook, Twitter e Google si stanno preparando per il più grande evento politico “social” della storia. «In termini di accessibilità questa convention non ha precedenti», ha detto Audrey Scagnelli, addetto stampa del comitato che sta organizzando la convention. La società telefonica americana AT&T ha appena finito la posa di oltre 15mila metri di fibra ottica nel centro della città, ha raccontato Scagnelli, per «assicurarsi che chiunque abbia una connessione a Internet», in qualsiasi angolo del mondo, possa vedere cosa succederà a Cleveland.

L’esposizione globale, unita a «un candidato presidente che è un parafulmine», rende gli abitanti di Cleveland nervosi, ha raccontato Christine Link, direttrice della sezione dell’Ohio della ONG American Civil Liberties Union.«Si pensava che Jeb Bush avrebbe vinto le primarie senza difficoltà e che la convention sarebbe stata una meravigliosa festa», ha aggiunto Link, ricordando cosa si pensava quando cui Cleveland si aggiudicò la convention due anni fa. Oggi, invece, associazioni anti-Trump sempre più agguerrite stanno chiedendo permessi per manifestare per le strade di Cleveland. «Trump è un pericolo per il nostro paese», ha detto Tom Burke, che arriverà da Grand Rapids, in Michigan, per organizzare una protesta contro Trump. «Ho 51 anni e nella mia vita non ho mai visto un candidato del genere. Parla di usare le armi nucleari! Inizierà un’altra guerra!».

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Un negozio nel centro di Cleveland (Jabin Botsford/The Washington Post)

Ogni incontro politico ha i suoi contestatori, ma in questo caso i timori per la sicurezza sono maggiori: durante i comizi di Trump sono già volati dei pugni (per esempio la settimana scorsa a San Jose, in California). La polizia di Cleveland ha ribadito più volte di essere preparata al fatto che migliaia di sostenitori di Trump divideranno le strade con migliaia di persone che lo odiano. La polizia della città è da tempo sotto osservazione per l’uso eccessivo della forza: nel 2014 aveva sparato e ucciso Tamir Rice, un ragazzino nero di 12 anni che impugnava una pistola giocattolo. I sostenitori delle armi da fuoco hanno aperto una raccolta di firme – sottoscritta da oltre 45mila persone – per consentire di portare con loro armi da fuoco alla convention. L’Ohio, come molti altri stati americani, ha una legge che permette di trasportare liberamente le armi da fuoco, ma le forze dell’ordine stanno vietando di portare le armi all’interno e nelle dirette vicinanze del palazzetto dove si terrà la convention. Alcuni funzionari di polizia hanno detto che gli agenti indosseranno delle videocamere e molti di loro avranno pantaloncini corti e si sposteranno in bici o a cavallo, nel tentativo di apparire meno aggressivi. Gli agenti in tenuta antisommossa, che non indosseranno videocamere, saranno accompagnati da squadre speciali di poliziotti addetti alle riprese. «Sarà uno zoo. Nessuno si immaginava che sarebbe stato Trump a venire qui», ha detto Carl Wendorff, che gestisce un magazzino a Cleveland.

Cleveland si è candidata a ospitare la convention nella speranza di risolvere quello che Gilbert definisce «un problema di percezione». In altre parole, i cittadini di Cleveland erano stufi che la loro città venisse chiamata “Mistake on the Lake”, l’errore sul lago. Ospitare la convention dei Repubblicani era un modo per far sì che migliaia di persone vedessero, per esempio, i pedalò e i lucci in un fiume che in passato era stato talmente inquinato da prendere fuoco – il famoso incendio del Cuyahoga – che trasformò la città in una barzelletta. I decenni di difficoltà, la chiusura di diverse fabbriche e il calo della popolazione hanno danneggiato la città, ma recentemente il settore sanitario – guidato dalla Cleveland Clinic e dagli University Hospitals – e le molte aziende attratte dal costo accessibile della vita, insieme a un nuovo modo di commercializzare il cibo, la musica e l’arte, hanno portato alla rinascita della città.

«Ci metto due minuti per arrivare al lavoro», ha raccontato Peter Hart, impiegato 25enne della banca PNC. Jeremy Paris si è trasferito poco tempo fa da Washington per dirigere il gruppo a cui è stato affidato l’incarico di abbellire il centro; presto a Public Square aprirà un parco da oltre 24mila metri, che ospiterà una mostra d’arte all’aperto d’estate e una pista di pattinaggio d’inverno. La convention Repubblicana ha dato un’accelerata a molti progetti: ovunque ci sono operai che installano enormi vasi di fiori, rifanno il manto stradale e ripuliscono facciate vecchie di 200 anni. La settimana scorsa vicino alla Rock and Roll Hall of Fame della città – che dà sul lago e ospiterà la festa della serata inaugurale della convention – sono state girate alcune scene di inseguimento dell’ultimo Fast & Furious. «Quando si dà una festa si prepara la propria casa: è quello che stiamo facendo», ha detto Paris, che ha anche lavorato anche al Campidoglio di Washington, la sede del Congresso statunitense. Si prevede che la convention porti oltre 200 milioni di dollari all’economia locale: è soprattutto per questo motivo che a questa contea Democratica – che ha votato in massa per Barack Obama – non dispiace essere invasa dai Repubblicani. «Un barbiere mi ha appena raccontato che un mucchio di tizi dei servizi segreti vanno a farsi tagliare i capelli da lui ogni settimana», ha detto Gilbert, che ha aggiunto che in città centinaia di persone stanno già spendendo grandi e piccole somme.

Donald Trump – che per molto tempo ha gestito il concorso di bellezza di Miss Universo, uno degli eventi televisivi più seguiti in tutto il mondo, ed è stato il protagonista del reality show The Apprentice – ha detto in un’intervista al Washington Post che in passato le convention sono state troppo noiose. «In una convention è importante fare un po’ di spettacolo, altrimenti le persone si addormentano», ha detto Trump, che sta addirittura pensando di usare lo stadio da 67mila posti della squadra di football dei Cleveland Browns, molto più grande del palazzetto sportivo, per tenere un discorso. Trump non ha detto quali personaggi famosi spera di riuscire a portare a Cleveland. Molti membri importanti del Partito Repubblicano, tra cui Mitt Romney e gli ex presidenti George H.W. Bush e George W. Bush, non ci saranno, così come «una manciata» di aziende che di solito sponsorizzano l’evento, ha detto Gilbert. In questo ciclo elettorale così divisivo, aziende come Coca-Cola si stanno sforzando di non sostenere nessun candidato e offrono la stessa somma per contribuire alle spese delle convention di entrambi i partiti. A oggi Cleveland ha raccolto 57 milioni di dollari dei 64 promessi per contribuire a organizzare l’evento, che dovrebbe portare in città 50mila persone tra delegati e media.

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Un uomo porta a passeggio il cane verso il centro di Cleveland (Jabin Botsford/The Washington Post)

Durante una serata recente, nel centro di Cleveland, tra le persone che correvano o passeggiavano si parlava degli argomenti più popolari in città. LeBron James e i Cavaliers si giocano le finali NBA e gli abitanti di Cleveland non vedono l’ora che arrivi il grande momento per la loro città, il 18 luglio. In una città abituata alle brutte notizie, molte persone non possono fare a meno di preoccuparsi che qualcosa vada storto. Ma Carol Sanders, che lavora per una birreria locale, la Sibling Revelry Brewing, sta già entrando nello spirito: nel suo locale offre una birra chiamata “Pale Ale degli Stati Indecisi”. Per soddisfare tutti i gusti politici, la birra si può spillare da una spina blu o rossa, i colori di Democratici e Repubblicani.

© 2016 – The Washington Post

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