• Mondo
  • lunedì 24 novembre 2014

Il ragazzino ucciso dalla polizia a Cleveland

Aveva 12 anni e maneggiava in un parco una pistola ad aria compressa, forse scambiata per una vera pistola

Domenica 23 novembre a Cleveland, negli Stati Uniti, è morto un ragazzo di dodici anni colpito il giorno prima da un agente di polizia intervenuto insieme a un collega dopo che la polizia aveva ricevuto delle segnalazioni. Il ragazzo – un afroamericano di nome Tamir Rice – impugnava una pistola che si è poi scoperto essere ad aria compressa. Rice è stato raggiunto da due colpi di pistola sparati da uno dei due agenti ed è morto domenica in ospedale a causa della ferite. Almeno una delle persone che avevano telefonato alla polizia aveva detto che il ragazzo stava spaventando i passanti puntando la pistola contro di loro, ma quella persona aveva anche segnalato che probabilmente si trattava di una pistola finta.

Secondo la versione fornita dalla polizia, i due poliziotti arrivati nel parco hanno ordinato a Rice di alzare le mani e Rice avrebbe rifiutato: i due colpi di pistola sono stati sparati dopo che Rice ha cercato di estrarre la pistola dalla cintura dei pantaloni. Non ha minacciato né puntato l’arma contro gli agenti, ha spiegato il vicecapo della polizia di Cleveland Ed Tomba. La polizia ha avviato un’indagine per chiarire i fatti e stabilire che tipo di informazioni siano state fornite ai due poliziotti riguardo i motivi della richiesta di intervento. In particolare, come spiegato dal capo della polizia Jeff Follmer, si ritiene che non sia stata riportata agli agenti l’informazione secondo la quale la pistola impugnata da Rice potesse non essere una vera pistola. Intanto i due agenti sono stati messi in aspettativa: uno dei due lavorava per la polizia di Cleveland da meno di un anno, l’altro da più di dieci. Non è stato detto chi dei due abbia sparato contro Rice.

Intervistato da un giornale locale, il padre di Rice si è chiesto perché la polizia abbia scelto di far fuoco invece che usare una pistola stordente. «Perché non hanno usato il taser? Gli hanno sparato due volte, non una, e comunque alla fine dei conti non hanno sparato alle gambe ma al torace”, ha detto il padre di Rice. La polizia ha spiegato che la pistola posseduta da Rice – che è stata anche mostrata – era una riproduzione di una vera arma semiautomatica, a cui però era stato tolto il sigillo arancione che indica che si tratta di un’arma a salve.

Cleveland

L’avvocato assunto dalla famiglia Rice, Timothy Kucharski, ha detto di aver avviato un’indagine parallela e indipendente rispetto a quella della polizia di Cleveland, per cercare di «capire esattamente come un innocente ragazzo di dodici anni possa essere ucciso mentre gioca in un parco. Se l’indagine determinerà che i diritti di Tamir sono stati violati, avvieremo un’azione legale contro la polizia», ha detto Kucharski.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.