Una sostenitrice di Trump a San Jose, California, 2 giugno 2016 (JOSH EDELSON/AFP/Getty Images)

Gli scontri dopo un comizio di Trump

In California un gruppo di contestatori ha lanciato uova e bottiglie contro i sostenitori del candidato Repubblicano – foto e video

Una sostenitrice di Trump a San Jose, California, 2 giugno 2016 (JOSH EDELSON/AFP/Getty Images)

Giovedì 2 giugno ci sono stati degli scontri a San Jose in California, negli Stati Uniti, tra sostenitori e contestatori di Donald Trump, candidato del Partito Repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti. Nel pomeriggio un corteo di circa mille persone aveva protestato in modo pacifico fuori dal centro congressi dove era previsto un comizio di Trump, ma dopo la fine del comizio, verso le sette di sera, sono state lanciate uova e bottiglie e alcune macchine sono state prese a calci: ci sono stati anche dei feriti. I manifestanti sventolavano bandiere messicane e gridavano slogan contro Trump in spagnolo e in inglese. La polizia in tenuta antisommossa ha atteso a intervenire ma ha poi respinto i manifestanti e arrestato diverse persone. I disordini sono durati più o meno due ore.

Da settimane intorno ai comizi di Trump vengono organizzate manifestazioni di protesta e contestazioni, spesso con momenti di tensione e scontri. In California c’era stato un corteo contro di lui anche lo scorso aprile e altri scontri qualche giorno fa a San Diego durante i quali erano state arrestate 35 persone e 18 erano rimaste ferite.

I comitati elettorali di Hillary Clinton e Bernie Sanders, candidati alle primarie del Partito Democratico, hanno criticato le violenze. Un dirigente della campagna elettorale di Hillary Clinton ha scritto su Twitter che non deve esserci violenza contro i sostenitori di nessun candidato, mentre il portavoce di Bernie Sanders ha detto che «solo una protesta pacifica in una cabina elettorale può fermare Trump».