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  • venerdì 19 febbraio 2016

Gli Stati Uniti hanno attaccato l’ISIS in Libia

Hanno bombardato un campo di addestramento a Sabrata per colpire un miliziano legato ai due grandi attentati in Tunisia dello scorso anno: sono state uccise 40 persone

Un mezzo militare di Alba della Libia nel sud-ovest di Sabrata (MAHMUD TURKIA/AFP/Getty Images)

Gli Stati Uniti hanno bombardato un campo dello Stato Islamico in Libia con l’obiettivo di colpire Noureddine Chouchane, un miliziano tunisino accusato di essere legato ai due grandi attacchi terroristici compiuti lo scorso anno in Tunisia: quello del museo del Bardo a Tunisi, in cui furono uccise 22 persone, e quello al resort turistico di Susa, in cui furono uccise 38 persone. Il bombardamento è stato compiuto vicino a Sabrata, a ovest di Tripoli: un funzionario americano rimasto anonimo ha detto che sono state uccise almeno 40 reclute dello Stato Islamico, la maggior parte delle quali provenienti dalla Tunisia. L’intelligence statunitense sta cercando di verificare se tra le persone uccise ci sia anche Noureddine Chouchane.

Un funzionario occidentale ha detto al New York Times che il bombardamento non è l’inizio di una campagna militare aerea in Libia, una possibilità di cui alcuni governi – tra cui quello italiano – stanno discutendo da diversi mesi, ma una singola operazione mirata. Di recente lo Stato Islamico ha conquistato nuovi territori in Libia, sfruttando l’instabilità politica che si è creata nel paese dalla destituzione dell’ex presidente Mu’ammar Gheddafi, nel 2011: per esempio sta cercando di prendere il controllo del petrolio libico che si trova attorno a Sidra, una delle infrastrutture petrolifere più importanti del paese (da qui il greggio viene caricato sulle navi e trasportato nei paesi importatori, tra cui l’Italia). Oggi la Libia è la più grande base dello Stato Islamico al di fuori di Iraq e Siria.

Finora i governi occidentali si sono rifiutati di intervenire militarmente in Libia contro lo Stato Islamico, per le preoccupazioni che una campagna militare fatta da potenze straniere possa aggiungere ulteriore instabilità a un paese che è considerato “fallito” da molti esperti. Diversi governi occidentali, tra cui quello italiano guidato da Matteo Renzi, hanno stabilito come precondizione di un eventuale intervento la formazione di un governo di unità nazionale libico che vada a sostituire i due governi attualmente presenti nel paese: quello occidentale di Tripoli, formato da una coalizione di gruppi islamisti denominata “Alba della Libia”, e quello orientale di Tobruk, riconosciuto internazionalmente. Finora il processo di formazione di un governo unitario ha incontrato però parecchie resistenze, soprattutto da parte di alcune delle molte milizie libiche che si dividono il controllo del territorio. Da alcuni mesi, comunque, in Libia sono presenti le forze speciali britanniche e americane, a cui è stato dato il compito di indagare sulla struttura di potere dei leader dello Stato Islamico e mappare le reti delle loro attività.

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