Sinisa Mihajlovic. (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 17 giugno 2015

La storia di Sinisa Mihajlovic

La biografia ricca e controversa del nuovo allenatore del Milan, e dell'immagine che si è scelto

Sinisa Mihajlovic. (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

Sinisa Mihajlović è da ieri il nuovo allenatore del Milan. Nelle ultime due stagioni è stato l’allenatore della Sampdoria, che ha lasciato pochi giorni fa con una lettera aperta dopo un’ottima stagione conclusa al settimo posto in Serie A. Prima di fare l’allenatore, Mihajlović è stato un giocatore di ottimo livello: giocava prevalentemente come terzino o difensore centrale ed era noto per la potenza e la precisione dei suoi calci di punizione. Allo stesso tempo, negli anni Mihajlovic – che è serbo – negli anni ha fatto parlare di sé anche per le sue posizioni politiche: in un profilo su di lui pubblicato nel 2010 dal Corriere della Sera, viene riportata una sua dichiarazione secondo cui l’ex generale serbo Ratko Mladić – accusato di genocidio e crimini contro l’umanità commessi durante la guerra di Jugoslavia – è stato «un grande guerriero che combatte per il suo popolo».

Dario Saltari sulla rivista online l’Ultimo Uomo ha raccontato la sua storia, approfondendo e contestualizzando quelle posizioni.

Winston Churchill disse che il problema dei Balcani è che «producono molta più storia di quanta ne possano consumare». Un aforisma che potrebbe essere applicato anche a Mihajlovic: intorno alla sua figura gravitano una quantità di aneddoti, storie e racconti che farebbero la fortuna di qualunque biografo.

La ragione di questa massa biografica è il fatto che a Mihajlovic è sempre piaciuto parlare di sé stesso, delle sue idee, delle sue radici. L’allenatore serbo si è prodigato fin dall’inizio della sua carriera da calciatore nella costruzione della propria immagine, talmente netta e definita da non lasciare alternative né ai media né all’opinione pubblica. Eppure la percezione di Mihajlovic è sostanzialmente cambiata dalle sue prime apparizioni in Italia.

Qualche mese fa l’ex allenatore della Sampdoria è stato ospite del programma in seconda serata di Alessandro Cattelan su Sky Uno. Con mio grande stupore, Mihajlovic si è trovato perfettamente a suo agio in un programma che prima di lui prevedeva un’intervista a J-Ax. Il ritratto che ne è uscito fuori era quello di uomo severo ma simpatico, schietto ma carismatico.

La faglia che divide i due periodi ricalca abbastanza precisamente le due carriere di Mihajlovic, quella di calciatore e quella di allenatore. Sinisa è stato abile nell’applicare alle due carriere immagini diverse ma non contrastanti, entrambe riconducibili al mondo militare: il soldato e il generale.

(continua a leggere sull’Ultimo Uomo)

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