Cristiano Ronaldo e il Portogallo, ora che è finita
Ha giocato la sua ultima partita ai Mondiali, anche se forse non l'ultima con la nazionale
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Lunedì sera, perdendo per 1-0 contro la Spagna, il Portogallo è stato eliminato agli ottavi di finale dai Mondiali maschili di calcio. È stata una partita incerta ed equilibrata, in cui il gol decisivo è arrivato al 91° minuto, segnato dallo spagnolo Mikel Merino.
Ancor più che per l’eliminazione del Portogallo, la partita contro la Spagna sarà ricordata però come l’ultima ai Mondiali del 41enne Cristiano Ronaldo, protagonista con l’argentino Lionel Messi di una rivalità che ha segnato il calcio degli ultimi decenni.
Vista la sua età c’erano pochi dubbi, ma li ha tolti Ronaldo stesso confermando che questi sono i suoi ultimi Mondiali. Ha aggiunto però che ancora non sa se continuerà a giocare con la nazionale portoghese. Vuole pensarci a mente fredda, ha detto, dopo averne parlato con la famiglia, e senza «sviare l’attenzione su qualcosa di personale». Nel caso, il prossimo grande evento per nazionali europee saranno gli Europei del 2028, tra Irlanda e Regno Unito (esclusa però l’Irlanda del Nord).
Ronaldo è uno dei soli tre giocatori ad aver partecipato a sei edizioni dei Mondiali (gli altri due sono Messi e il portiere messicano Guillermo Ochoa), e solo Messi ha giocato più partite ai Mondiali di lui. Ronaldo è di gran lunga il giocatore con più presenze (233) e gol (146) con la nazionale portoghese.
«Prima di Cristiano, il Portogallo non aveva vinto nulla», ha detto parlando di sé in terza persona. Con lui, ha ricordato Ronaldo, il Portogallo ha vinto tre trofei.
Oltre agli Europei vinti dal Portogallo nel 2016, che per lui hanno avuto «lo stesso valore di un Mondiale», il riferimento è alle due Nations League vinte nel 2019 e nel 2025. La Nations League è però un torneo di secondaria importanza, creato nel 2018 dalla UEFA, la confederazione che gestisce il calcio europeo, per rimpiazzare gran parte delle partite amichevoli.

Cristiano Ronaldo e il Portogallo col trofeo degli Europei vinti nel 2016 (AP Photo/Frank Augstein, File)
In realtà già da qualche anno ci si chiede se Ronaldo sia più una presenza positiva o un peso per il Portogallo. In questi Mondiali la questione s’è fatta più centrale che mai: Ronaldo è il secondo giocatore più anziano dei 1.248 convocati dalle 48 nazionali, e il primo è un portiere.
In campo si notava. Non ha più la mobilità e la tenuta fisica dei suoi anni migliori ed è esclusivamente un attaccante da area di rigore. Contro la Spagna ha toccato il pallone 19 volte, 16 in meno dell’altro attaccante meno coinvolto della partita, lo spagnolo Mikel Oyarzabal.
Ronaldo ha terminato i Mondiali con meno dribbling riusciti del portiere di Capo Verde Vozinha. Con la nazionale non prova nemmeno un dribbling da 9 partite, e da 15 non gliene riesce uno. Considerando anche le passate edizioni, inoltre, nella fase a eliminazione diretta dei Mondiali ha giocato 10 partite e 741 minuti: ha fatto un solo gol (su rigore) e nessun assist. In tutto ai Mondiali ha fatto 11 gol, ma quasi solo in partite dei gironi, che hanno un’importanza inferiore.
Quando debuttò col Portogallo, in un’amichevole contro il Kazakistan nel 2003, Ronaldo giocò con un compagno di squadra (Fernando Couto) nato nel 1969. Ieri sera in campo con lui c’era Joao Neves, nato nel 2004.
Ronaldo si ritiene indispensabile per la nazionale portoghese, dice che il campionato saudita in cui gioca è uno dei migliori al mondo (non lo è) e dopo la partita contro l’Uzbekistan nella fase ai gironi, in cui ha segnato due dei cinque gol del Portogallo, Ronaldo ha guardato la telecamera e ha urlato «I’m back, I’m back!», ovvero “Sono tornato! Sono tornato!”.
Oltre ai discorsi su chi lo ritiene un problema per la sua nazionale (e chi invece ritiene che un calciatore come lui possa sempre essere decisivo, o comunque importante nell’attirare su di sé l’attenzione delle difese avversarie), Ronaldo è stato anche preso in giro, presentato come una caricatura di sé stesso.
«È solo l’Uzbekistan, posso fare 5 gol»
Il miglior risultato di Ronaldo ai Mondiali è la semifinale raggiunta nel 2006. Aveva 21 anni, giocava sulla fascia sinistra e il giocatore più forte della squadra era Luis Figo (vincitore di un Pallone d’oro, il premio individuale più importante del calcio, che Ronaldo ha vinto cinque volte). Di Ronaldo in quel Mondiale si ricorda però anche, e forse soprattutto, un occhiolino che fece poco dopo l’espulsione di Wayne Rooney, suo compagno di squadra al Manchester United. Fu un gesto ritenuto poco sportivo, da piantagrane: per molte partite venne fischiato dai suoi stessi tifosi.
Ancora prima, a 19 anni, Ronaldo aveva giocato, seppur quasi sempre come riserva, gli Europei del 2004, organizzati in Portogallo e che il Portogallo perse in casa contro la Grecia. Alla semifinale ai Mondiali del 2006 per Ronaldo, nel frattempo diventato capitano, seguirono: l’uscita ai quarti di finale agli Europei del 2008, l’uscita agli ottavi (contro la Spagna) ai Mondiali del 2010, l’uscita in semifinale (di nuovo contro la Spagna) agli Europei del 2012 e quella ai gironi ai Mondiali del 2014.
Alla vittoria degli Europei nel 2016 (un risultato di grande valore per un paese piccolo come il Portogallo, seppur calcisticamente rilevante) seguirono l’uscita agli ottavi ai Mondiali del 2018 e agli Europei del 2020 e, più di recente, la sconfitta ai quarti contro il Marocco ai Mondiali del 2022 e quella contro la Francia agli Europei del 2024.
Insomma, il Portogallo è spesso andato piuttosto avanti, in molti casi perdendo contro alcune tra le migliori squadre del torneo. Ma tolti gli Europei del 2016 Ronaldo non è mai riuscito, soprattutto nei suoi anni migliori (quindi qualche anno fa) a vincere i Mondiali o rivincere gli Europei, un traguardo un po’ più alla portata del Portogallo.

Cristiano Ronaldo osserva l’espulsione di Wayne Rooney durante Portogallo-Inghilterra, nei quarti di finale del Mondiale 2006 (Richard Sellers/Sportsphoto/Allstar via Getty Images)
Uno dei motivi per cui, vent’anni dopo, Ronaldo è ancora l’attaccante titolare del Portogallo è che nessun altro ha giocato così bene da togliere ogni dubbio su chi far giocare. Gonçalo Ramos, per esempio, ha fatto solo 6 gol in 30 partite nel campionato francese nell’ultima stagione, e altri attaccanti come André Silva o Gonçalo Guedes si sono rivelati meno forti di ciò che sembrava.
Escludendo i rigori, comunque, Gonçalo Ramos ha segnato 4 gol nelle ultime due edizioni dei Mondiali, contro i 2 di Ronaldo, nonostante abbia giocato molto meno: 187 minuti, contro i 732 di Ronaldo, che molto di rado veniva sostituito.
Il Portogallo attuale ha diversi giocatori più o meno giovani e molto forti. Degli undici titolari contro la Spagna, cinque hanno meno di 26 anni. Vitinha è uno dei centrocampisti più forti al mondo, Joao Neves lo sta diventando, Nuno Mendes forse è il miglior terzino sinistro. Al contempo, però, giocatori importanti come Joao Cancelo, Bruno Fernandes e Bernardo Silva sono nati nel 1994 e avranno quindi 35 o 36 anni ai Mondiali del 2030.
Se ne andrà anche l’allenatore spagnolo Roberto Martínez, che nella conferenza stampa dopo la partita contro la Spagna ha detto che «non avrebbe senso continuare». È probabile che il suo successore sia Jorge Jesus, 71enne portoghese che nell’ultima stagione ha allenato Ronaldo e Joao Felix nella squadra saudita dell’Al-Nassr.
Anche in Portogallo, dove Ronaldo è molto amato, secondo tanti è il momento di andare avanti. Il quotidiano sportivo di Lisbona A Bola scrive che è «imperativo chiudere definitivamente il ciclo del capitano, che si è protratto ben oltre il dovuto».



