• Mondo
  • domenica 26 Ottobre 2014

Breve guida alle quattro elezioni di domenica

Si elegge il presidente in Brasile e Uruguay e si rinnova il parlamento in Tunisia e Ucraina: le cose da sapere per chi non ha tempo per la versione lunga

Domenica 26 ottobre si vota per le elezioni presidenziali in Brasile ed Uruguay, e per rinnovare il parlamento in Tunisia e Ucraina. Ecco quattro cose da sapere su ognuna delle quattro elezioni, per chi non ha tempo di leggersi cose lunghe.

Ucraina

  • Si tratta di elezioni parlamentari con cui saranno rinnovati i 450 seggi della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino (qui la versione lunga della storia).
  • Ventisette seggi rimarranno vacanti perché rappresentano collegi che si trovano nella Crimea occupata dalla Russia o nelle zone orientali controllate dai ribelli filo-russi.
  • I risultati sono attesi per la mattina di giovedì 30 ottobre, mentre i seggi saranno aperti solo oggi dalle 8 di mattina alle 20 di sera (tra le 7 e le 19 ora italiana).
  • La coalizione che otterrà il maggior numero di voti sarà probabilmente il Blocco di Poroshenko (che appoggia l’attuale presidente ucraino): i sondaggi la danno intorno al 20-30 per cento dei voti, ma visto il sistema elettorale ucraino è molto improbabile che un partito ottenga da solo la maggioranza dei seggi.

Uruguay

  • Si vota per elezioni presidenziali che dovranno decidere il successore di José Mujica, il presidente famoso per vestire in maniera piuttosto semplice e per aver donato il 90 per cento del suo stipendio ad associazioni benefiche (qui la versione lunga della storia).
  • I candidati alla successione di Mujica sono Tabaré Vázquez, del Fronte Ampio, centrosinistra, Luis Alberto Lacalle Pou, Partito Nazionale, centrodestra, e Pedro Bordaberry, sempre di centrodestra, ma del partito Colorado. Probabilmente nessuno dei candidati raggiungerà da solo il 50 per cento più uno dei voti e quindi i primi due candidati dovranno affrontarsi al ballottaggio il prossimo 30 novembre.
  • Si vota anche per le elezioni parlamentari dove il Fronte Ampio, coalizione di centrosinistra, è in grande vantaggio nei sondaggi con più del 40 per cento dei consensi. I due principali partiti di centrodestra, il Partito Nazionale e il Partito Colorado, sono rispettivamente intorno al 25 e intorno al 15 per cento dei voti.
  • I seggi apriranno alle 8 ora locale (le 11 in Italia) e chiuderanno alle 19 e 30 (le 22 e 30 in Italia). I primi risultati sono attesi per l’una di notte ora italiana.

Tunisia

  • Sono le prime elezioni che si tengono con la nuova Costituzione adottata nel gennaio 2014. La Tunisia attualmente è l’unico paese arabo con un sistema democratico, anche se non tutti sono d’accordo su questa definizione.
  • I due principali partiti favoriti sono Ennahda (la forza di maggioranza relativa nell’attuale parlamento), un partito di ispirazione religiosa ma ritenuto moderato, e Nidaa Tounes (Appello della Tunisia), un’alleanza di partiti secolari e laici.
  • Il prossimo mese, il 23 novembre, si terranno le elezioni presidenziali, le prime elezioni presidenziali regolari dalla rivoluzione del 2011 che portò alla deposizione dell’allora presidente Ben Ali.
  • I seggi sono aperti dalle 7 di mattina e chiuderanno alle 18 (in Tunisia c’è lo stesso fuso orario rispetto all’Italia). I risultati dovrebbero arrivare poche ore dopo.

Brasile

  • Si tratta del ballottaggio per eleggere il presidente del paese: si affronteranno Dilma Roussef, del Partito dei Lavoratori, e Aecio Neves, del partito Socialdemocratico.
  • Secondo i sondaggi i due candidati sono vicinissimi e la presidenza potrebbe essere decisa da pochi voti.
  • Durante il primo turno, lo scorso 6 ottobre, era stata eliminata un po’ a sorpresa la candidata del partito socialista Marina Silva che aveva attirato molta attenzione da parte della stampa internazionale.
  • I seggi apriranno alle 8 (le 11 in Italia) e chiuderanno nella parte più occidentale del paese (il Brasile ha tre fusi orari) alle 23 ora italiana. I risultati dovrebbero arrivare poche ore dopo.