• Mondo
  • sabato 27 Settembre 2014

Una settimana alle presidenziali in Brasile

La presidente Dilma Rousseff sembra in vantaggio, ma la sua principale avversaria ha riguadagnato terreno grazie anche a un discorso molto retorico (e commovente)

Tra una settimana in Brasile si voterà per il primo turno delle elezioni presidenziali. La presidente uscente, Dilma Rousseff, leader del Partito dei Lavoratori, riuscirà probabilmente a ottenere i voti necessari per accedere al ballottaggio, che viene dato praticamente per certo. Tra i suoi avversari, la più quotata ad arrivare al secondo turno è Marina Silva, del Partito Socialista Brasiliano. Per Aécio Neves, economista e leader del Partito Socialdemocratico, non sembrano invece esserci molte possibilità. Fino a qualche settimana fa i sondaggi mostravano una crescita continua per Silva, un’ambientalista che fino al 2008 ha fatto parte del Partito dei Lavoratori ed è stata per cinque anni ministro dell’Ambiente. Negli ultimi giorni sembra invece che Rousseff sia riuscita a riguadagnare terreno nei sondaggi. È improbabile che l’attuale presidente riesca ad ottenere il 50 per cento più uno dei voti al primo turno, ma quasi certamente otterrà la maggioranza relativa dei voti.

Grazie alla legge elettorale brasiliana, Rousseff, che punta a ottenere la fiducia per un secondo mandato, gode al momento di spazi televisivi molto più ampi di quelli assegnati ai leader delle opposizioni. Rousseff è riuscita inoltre a raccogliere più fondi per la campagna elettorale (circa cinque volte in più rispetto a Silva), e può contare sulla lunga esperienza di governo del suo partito – il Partito dei Lavoratori ha governato il paese per dodici anni, prima con Luiz Inácio Lula da Silva (2002-2010) e poi con Rousseff stessa. In questo periodo l’economia del paese è cresciuta di quasi il 50 per cento e milioni di persone sono uscite dalla povertà.

Il Brasile è comunque un paese con ancora moltissimi problemi, tra cui la mancanza di infrastrutture  e l’estrema corruzione. Il pesante intervento dello stato brasiliano nell’economia nazionale, inoltre, non è visto troppo bene dagli investitori stranieri: quando i sondaggi davano Rousseff in calo, per esempio, la borsa è cresciuta notevolmente, ed è tornata a calare quando i risultati del Partito dei Lavoratori sono migliorati. Rousseff, in ogni caso, ha promesso grandi cambiamenti e nuove riforme per migliorare la situazione economica del paese. Ha anche approfittato del tempo in più concessole in televisione per attaccare duramente l’opposizione, accusando Silva di voler abolire Bolsa Família, un programma di sussidi ai più poveri che riguarda circa 30 milioni di persone. In un paese di circa 140 milioni di abitanti è molto complicato vincere senza i voti di quei trenta milioni di brasiliani.

Secondo molti commentatori questo è stato uno degli attacchi più efficaci portati da Rousseff nel corso della campagna elettorale, anche se rischia di avere un effetto opposto a quello sperato. Silva infatti è una dei pochissimi politici brasiliani cresciuti in una famiglia veramente povera. Silva è nata nel 1958 in Amazzonia da una famiglia con undici figli, di cui solo otto sopravvissuti a malaria, epatite e altre malattie. Ha imparato a leggere e scrivere soltanto a 16 anni. Si è pagata gli studi in storia lavorando come cameriera e dopo la laurea ha iniziato a militare nel movimento ambientalista brasiliano di Chico Mendes.

Silva ha risposto alle accuse di Rousseff con un discorso che è stato trasformato in un video elettorale di grandissimo successo. Sotto al video c’è la traduzione in italiano. Ma, come ha scritto l’Economist, vale la pena guardare il video nella lingua originale: dura soltanto due minuti.

Dilma! Non ti combatterò con le armi che hai usato contro di me. Ti combatterò con la nostra verità. Con il nostro rispetto. E con le nostre scelte politiche. Noi manterremo la “Bolsa Família”. E sai perché? Perché io sono nata nel Seringal Bagaço e so cosa vuol dire essere affamati. Tutto quello che mia madre aveva per sfamare otto bambini era un uovo, un po’ di sale e farina e qualche cipolla. Ricordo che guardavo mio padre e mia madre e gli chiedevo: «Voi non mangiate?» e mia madre rispondeva…mia madre rispondeva: «Non abbiamo fame». Quando ero una bambina gli credevo. Ma dopo, ho capito che per un altro giorno ancora non avrebbero avuto niente da mangiare. Chi ha vissuto tutto questo non metterà mai fine a Bolsa Familia. Questo non è un discorso politico. Questa è vita.

Secondo alcuni analisti Silva ha buone probabilità di vincere il ballottaggio, anche se dovesse arrivare seconda al primo turno: sarebbe un risultato da una parte sorprendente, visto che fino alla metà di agosto – quando il candidato presidente del Partito Socialista Eduardo Campos è morto in un incidente aereo – non era nemmeno candidata alla presidenza. Dopo il voto di domenica 5 ottobre i candidati avranno tre settimane per fare campagna elettorale e durante questo periodo avranno a disposizione la stessa quantità di tempo in televisione. Inoltre, è probabile che per allora Silva sarà riuscita ad attrarre nuovi investitori per la sua campagna elettorale, permettendo di colmare almeno in parte il divario che la separa da Rousseff.

Il programma di Silva contiene molte misure ambientaliste e politiche economiche più ortodosse di quelle di Rousseff (in altre parole è per una presenza meno pervasiva dello stato in economia). Silva inoltre ha impostato molta parte della sua campagna elettorale sulla critica del sistema, la cui credibilità è stata colpita in diverse occasioni da scandali legati a casi di corruzione. Il suo principale vantaggio, comunque, è che ha molte più possibilità di conquistare i voti degli altri partiti. Secondo gli ultimi sondaggi gran parte degli elettori di Aécio Neves al secondo turno voterebbero per Silva.