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  • mercoledì 20 Novembre 2013

È stato fermato un uomo per gli spari a Libération

L'analisi del DNA ha confermato che si tratta del responsabile: è stato trovato in stato semi-incosciente in un parcheggio vicino Parigi

Verso le sette di sera di mercoledì 20 novembre la polizia francese aveva fermato a Bois-Colombes, una cittadina a pochi chilometri da Parigi, un uomo che presentava una “forte somiglianza” con il ricercato per la sparatoria di lunedì scorso alla sede del quotidiano francese Libération: l’analisi di un campione del suo DNA, confrontato con quello trovato nei posti presi di mira lunedì, ha confermato che si tratta dello stesso uomo che è anche responsabile di un’altra serie di reati compiuti lo stesso giorno a Parigi, tra cui la sparatoria nella strada adiacente alla sede della banca Societé Générale, alla Défense, e un sequestro di persona durato una ventina di minuti nei pressi degli Champs-Élysées.

La polizia ha detto di avere trovato l’uomo nella sua macchina, in un parcheggio sotterraneo, in uno stato definito di “semi-incoscienza”, provocato forse dall’assunzione di una forte dose di farmaci. Poco dopo il fermo, ha scritto AFP citando una fonte della polizia, l’uomo è stato identificato: si tratta di Abdelhakim Dekhar, già condannato per 4 anni di carcere nel 1998 con l’accusa di essere stato coinvolto nell’omicidio di 5 persone, tra cui tre poliziotti, il 4 ottobre 1994 a Parigi. Il fermo è stato reso possibile dalla segnalazione di un testimone, che avrebbe riconosciuto l’uomo ricercato dalla fotografia diffusa dalla polizia il giorno dopo la sparatoria alla sede di Libération.

Tutto è cominciato lunedì mattina verso le 10.15, quando un uomo «fra i 35 e i 45 anni, alto fra 1,70 e 1,80 metri, dai capelli corti tendenti al grigio; indossa una giacca kaki, un maglione verde e un gilet; indossa occhiali e un cappellino» ha sparato due volte nella sede di Libération, ferendo gravemente al petto e allo stomaco un fotografo freelance di 23 anni. Il ragazzo è stato poi trasportato all’ospedale Pitié-Salpêtrière dove si trova ancora adesso: le sue condizioni sono migliorate, e non viene più considerato in pericolo di vita. Dopo avere lasciato la sede del giornale, l’uomo ha sparato di nuovo nella strada adiacente alla sede della banca Societé Générale, alla Défense, senza fare nessun ferito. L’uomo ha successivamente costretto un automobilista a portarlo sugli Champs Elysées. Il sequestro è durato una ventina di minuti: prima di liberare l’ostaggio l’uomo gli avrebbe raccontato di essere appena uscito di prigione e di avere esplosivi nella borsa a tracolla (la polizia per ora non è stata in grado di verificare questa informazione).

Le tre azioni sono state certamente compiute dalla stessa persona, ha confermato mercoledì la polizia francese dopo avere confrontato i campioni di DNA trovati nei tre diversi luoghi di Parigi. È molto probabile che l’uomo ricercato sia responsabile anche dell’irruzione armata alla sede parigina di BFMTV, venerdì 15 novembre.