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  • mercoledì 6 Novembre 2013

Avigdor Lieberman è stato assolto

L'ex ministro degli Esteri di Israele, capo di un partito ultraconservatore, era accusato di frode e abuso d'ufficio: ora potrà tornare al governo

Un tribunale di Gerusalemme ha assolto l’ex ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, dalle accuse di frode e “breach of trust” (un capo d’accusa del diritto anglosassone, simile al nostro abuso d’ufficio). La decisione della corte si riferisce a una vicenda risalente al periodo durante il quale Lieberman era ministro degli Esteri del governo guidato da Benjamin Netanyahu, dal 2009 al 2012. Secondo la stampa israeliana ora Lieberman potrebbe tornare a occupare il suo ruolo di ministro degli Esteri, che dalle sue dimissioni del 14 dicembre scorso è rimasto più o meno vacante: l’incarico è stato ricoperto ad interim da Netanyahu, in attesa di un’eventuale assoluzione di Lieberman. Come ha specificato un portavoce del ministro della Giustizia, comunque, il procuratore generale può presentare ricorso entro 45 giorni.

Lieberman era accusato di avere ricevuto dall’ex ambasciatore israeliano in Bielorussia, Ze’ev Ben Aryeh, dei documenti ufficiali relativi a un’indagine a suo carico nell’ex paese sovietico: successivamente Lieberman aveva nominato Aryeh suo consigliere diplomatico e poi ambasciatore israeliano in Lettonia, pur sapendo, diceva l’accusa, che la trasmissione di quei documenti ufficiali poteva essere considerata un reato. L’accusa ha sostenuto che la nomina fosse una specie di “premio” legato al favore che Aryeh aveva fatto a Lieberman. Il tribunale di Gerusalemme ha respinto però la ricostruzione dell’accusa e ha accettato la difesa di Lieberman, che ha detto di non essere stato a conoscenza delle modalità illegali del trasferimento dei documenti.

Un ritorno di Lieberman come ministro degli Esteri sembra praticamente certo. Poco dopo la sentenza del tribunale di Gerusalemme, Netanyahu ha diffuso un comunicato in cui dice: «Mi congratulo con te per l’assoluzione decisa all’unanimità e sono felice del tuo ritorno nel governo israeliano, in modo da continuare a lavorare insieme per il bene del popolo di Israele». Parole simili sono arrivate un po’ da tutti i più importanti esponenti del governo, tra cui il ministro dell’Economia Naftali Bennet e il ministro dell’Interno Gideon Saar, mentre l’opposizione si è detta contraria a un ritorno di Lieberman nel governo, perché «è stato un ministro degli Esteri che ha danneggiato Israele».

Lieberman ha 55 anni ed è il capo del partito di destra ultraconservatore Yisrael Beitenu, una delle forze politiche più importanti del paese, che alle ultime elezioni di gennaio si è alleato con Likud, il partito di Netanyahu. Lieberman è conosciuto soprattutto per le sue posizioni molto rigide sui negoziati di pace tra Israele e Palestina: un suo ritorno al ministero degli Esteri, scrive Reuters, potrebbe complicare ancora di più lo stato attuale dei colloqui, già molto precario. Lieberman è piuttosto noto nella diplomazia internazionale anche per alcune dichiarazioni che hanno fatto molto discutere: tra le altre, ha paragonato il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, al ministro della propaganda del regime nazista, Joseph Goebbels, e ha chiesto in diverse occasioni le dimissioni del presidente palestinese Mahmud Abbas.