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  • Martedì 2 giugno 2026

Trump ha infine deciso di regolamentare le AI

Seppur in modo blando: d'ora in poi sarà richiesto alle aziende di sottoporre i modelli più avanzati a una revisione del governo, ma su base volontaria

Donald Trump nello studio ovale, 30 aprile 2026 (AP Photo/Alex Brandon)
Donald Trump nello studio ovale, 30 aprile 2026 (AP Photo/Alex Brandon)
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Il presidente statunitense Donald Trump ha infine firmato l’ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale di cui si parlava da alcune settimane, e che introduce una forma di regolamentazione al settore dell’AI. L’ordine richiede alle aziende di sottoporre i modelli più avanzati a una revisione governativa almeno 30 giorni prima della messa online, affinché alcune agenzie governative possano verificare che non sussistano rischi per la sicurezza nazionale. L’invio non è imposto ma volontario e la scadenza è più permissiva di quella di cui si era discusso in precedenza, ma la decisione segna comunque una svolta importante nella politica di Trump, che aveva sempre sostenuto la deregolamentazione.

Trump avrebbe dovuto firmare già a fine maggio, ma aveva infine rimandato dopo settimane di discussioni. Secondo le ricostruzioni di Semfor, il rinvio era stato deciso su pressione di alcune personalità importanti del settore tecnologico, tra cui c’è da sempre molta opposizione a qualsiasi tentativo di regolamentazione (che viene visto come un ostacolo all’innovazione e un modo per favorire competitori come la Cina). La bozza iniziale prevedeva un preavviso di 90 giorni, mentre secondo quanto riferito da alcune fonti anonime sentite da Politico, il settore chiedeva che fosse ridotta a 14.

L’amministrazione Trump aveva iniziato a valutare una forma di regolamentazione dopo il caso Mythos, il nuovo modello di AI sviluppato dall’azienda Anthropic che si era rivelato in grado di trovare, e quindi potenzialmente sfruttare, le falle di sicurezza nei sistemi informatici di banche, assicurazioni, aziende private ed eventualmente anche siti governativi non ben protetti. L’accesso a Mythos è ancora strettamente riservato al governo e ad alcune aziende che lo stanno testando, ma secondo quanto ricostruito dal New York Times il rischio aveva convinto l’amministrazione a rivedere l’approccio tenuto finora.