In Albania si protesta contro la costruzione di un resort di lusso
Il progetto immobiliare è legato alla società di Jared Kushner, genero di Donald Trump, e dovrebbe occupare in parte un'area protetta

Centinaia di persone si sono nuovamente radunate a Tirana, capitale dell’Albania, per protestare contro un progetto immobiliare di lusso legato alla società di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I manifestanti e le associazioni ambientaliste che hanno organizzato le mobilitazioni chiedono la sospensione del cantiere, che si trova a Zvërnec, nel distretto di Valona, e che occuperebbe in parte un’area protetta. Chiedono inoltre le dimissioni del primo ministro Edi Rama, che sostiene la costruzione del resort dicendo di voler fare dell’Albania una destinazione turistica invidiata dagli altri paesi.
Oggi i manifestanti si sono ritrovati davanti al ministero dell’Interno e hanno raggiunto la residenza ufficiale del primo ministro. Sventolavano bandiere dell’Albania e sullo striscione di apertura c’era scritto: «La nostra patria non è in vendita». Ieri il corteo era invece partito dalla sede principale della polizia di Tirana per arrivare al ministero dell’Interno. Altre mobilitazioni erano state contemporaneamente organizzate di fronte al cantiere del progetto e c’erano stati degli scontri tra attivisti e guardie di sicurezza private a protezione del sito.
Alcuni filmati hanno mostrato le guardie di sicurezza private aggredire e trascinare un manifestante lungo un dirupo, ma anche minacciare e lanciare sassi e altri oggetti contro gli ambientalisti che tentavano di rimuovere le alte recinzioni sormontate da filo spinato installate nell’area che impediscono a residenti e turisti di accedere alla spiaggia.
Dopo quello che è successo sono state revocate le licenze a due società di sicurezza privata per abuso delle loro funzioni e un dipendente di una delle due è stato arrestato. Sono stati fermati anche quindici manifestanti, mentre il capo della polizia locale è stato rimosso dal suo incarico per la cattiva gestione dei disordini.
Il progetto prevede la trasformazione dell’isola disabitata di Sazan, nell’Adriatico, e di centinaia di ettari dell’area protetta di Vjosa-Narta, una zona costiera che ospita fenicotteri, foche e siti di nidificazione delle tartarughe marine. Il complesso turistico di lusso prevede la costruzione di una serie di edifici che, come scrive Politico, dovrebbero contenere circa 10mila stanze. La società di Kushner, la Affinity Partners, non ha commentato le proteste, ma ha fatto sapere che «l’investimento dovrebbe superare i 4 miliardi di euro, contribuendo a un aumento del Pil albanese dal 3 al 4 per cento nei prossimi cinque anni», aggiungendo che il piano creerà più di 10mila nuovi posti di lavoro.
Nel frattempo si è attivata anche la Spak, la procura anticorruzione albanese che opera in modo indipendente e che è stata creata nel 2019 con il sostegno dell’Unione Europea e degli Stati Uniti nell’ambito di un’ampia riforma della giustizia. La procura ha avviato infatti delle indagini sulle controverse modifiche apportate nel 2024 allo status di protezione dell’area e alla proprietà dei terreni, cambiamenti che hanno di fatto aperto la strada allo sviluppo turistico. Jared Kushner aveva presentato i piani del progetto nell’agosto del 2024 e all’inizio del 2026 aveva visitato la zona insieme alla moglie Ivanka Trump.
In una recente intervista a Politico, il primo ministro Edi Rama ha confermato che le trattative tra il governo e Kushner in merito all’accordo sono in corso, ma oggi, in un discorso al parlamento, ha negato che il progetto includerà parte della riserva naturale protetta. Ha anche detto che la proposta definitiva non è ancora stata presentata e che lo studio ambientale non è stato completato.



