In Libano l’esercito israeliano ha occupato questo forte dei tempi delle Crociate
Si trova in una posizione strategica ed è una specie di simbolo: le forze israeliane non si spingevano così in profondità da 26 anni

L’esercito israeliano, che in questi giorni ha ripreso le operazioni di terra in Libano e sta avanzando sempre più a nord, ha occupato il forte di Beaufort, costruito nel periodo delle Crociate. È uno sviluppo con un grande valore simbolico, per via della storia del luogo, ma ha anche una rilevanza strategica perché il forte si trova su un promontorio da cui si vedono bene il Libano meridionale e il nord d’Israele. L’esercito israeliano non si spingeva così in profondità nel territorio libanese dal 2000, quando si ritirò dal forte.
I soldati hanno issato una bandiera israeliana sul forte, attorno a cui negli scorsi giorni c’erano stati bombardamenti israeliani. Venerdì l’UNESCO, che dal 2024 aveva posto il forte e altri 33 siti in Libano sotto la sua protezione auspicando che venissero risparmiati dagli attacchi, si era detto allarmato per la situazione.
Il forte si trova vicino alla città di Nabatieh. In questi giorni l’esercito israeliano ha attaccato la zona sostenendo di volere colpire obiettivi di Hezbollah, il gruppo alleato dell’Iran che ha sconfessato le trattative che ad aprile hanno portato al cessate il fuoco tra Israele e il governo libanese. Il cessate il fuoco è ancora in vigore, in teoria, anche se l’espansione degli attacchi israeliani lo rende sempre più fragile.

Soldati israeliani nei pressi del forte, il 31 maggio, in una foto diffusa dall’esercito israeliano (IDF/Handout via Xinhua/ABACAPRESS)
Il forte di Beaufort fu costruito dai Crociati nel Dodicesimo secolo sulle rovine di fortificazioni precedenti e nei secoli è passato di mano: alle truppe del Saladino, agli Ottomani, all’occupazione francese e infine all’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), l’organizzazione politica e armata guidata da Yasser Arafat che nel 1970 si era trasferita in Libano.

Il forte nel maggio del 2000, dopo il ritiro delle truppe israeliane (AP Photo/Ahmed Mantash)
L’esercito israeliano lo aveva occupato, facendone una base, nel 1982 durante la sua seconda invasione del Libano. Ai tempi l’esercito israeliano arrivò ad assediare e occupare per alcuni mesi Beirut, la capitale, e in seguito mantenne fino al 2000 una presenza militare nel Libano meridionale, incluso il forte. Dopo il ritiro degli israeliani, il forte venne parzialmente restaurato e aperto al pubblico.

Il forte fotografato dal nord di Israele, il 31 maggio (AP Photo/Ariel Schalit)
Nelle ultime ore il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha richiamato esplicitamente e con toni propagandistici le guerre precedenti, pubblicando sui social una foto del forte con la bandiera israeliana e scrivendo che i soldati resteranno lì.
Negli scorsi giorni l’esercito israeliano ha ripreso le operazioni di terra e ha superato il fiume Litani (o Leonte), che era il confine di fatto della “zona cuscinetto” che aveva continuato a occupare dopo il cessate il fuoco, nonché quello su cui si era attestato durante gli accordi precedenti.
Il Litani scorre una trentina di chilometri a nord dal confine ufficiale. In questi giorni l’esercito israeliano ha diffuso ordini d’evacuazione alla popolazione libanese che racchiudono un’area più ampia, dichiarando zona di combattimento tutta quella sotto il fiume Zahrani, che si trova a 40 chilometri dal confine. Di fatto, tutto il Libano meridionale.
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