Il fondo pubblico di Trump per i “perseguitati da Biden” è durato poco
Doveva risarcire chi riteneva di essere stato perseguito ingiustamente, soprattutto amici e alleati, ma si sono opposti pure i Repubblicani

Martedì il procuratore generale degli Stati Uniti, Todd Blanche, ha fatto sapere che l’amministrazione ritirerà il progetto di creare un fondo da circa 1,8 miliardi di dollari per risarcire le persone che ritenevano di essere state perseguite ingiustamente dalla precedente amministrazione di Joe Biden. Il fondo era stato annunciato due settimane fa, e fin da subito era stato interpretato come un modo per dirottare i soldi dei contribuenti statunitensi verso alleati e sostenitori di Trump, tra cui quelli che avevano partecipato all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio del 2021. C’erano state molte proteste e critiche, anche all’interno del partito Repubblicano.
La scelta di ritirare il fondo segue la decisione di un giudice della Virginia che lo aveva temporaneamente sospeso, e soprattutto evita che la questione diventi oggetto di ulteriori discussioni al Congresso. Alcuni deputati e senatori Repubblicani avevano detto che senza sostanziali riforme o una cancellazione del fondo non avrebbero approvato una legge per finanziare politiche di controllo dell’immigrazione, anche questa voluta da Trump e in discussione in questi giorni.
Fra i Repubblicani, anche alcuni di quelli più vicini e fedeli a Trump, il fondo era ritenuto un potenziale problema politico in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, oltre che una questione complessa dal punto di vista etico. Giovedì scorso c’era stata un’animata discussione durante una riunione di Blanche con i senatori.
Mitch McConnell, senatore Repubblicano del Kentucky, ha detto che il progetto era «assolutamente stupido e moralmente sbagliato»: «Il massimo responsabile delle forze dell’ordine del paese sta chiedendo dei fondi neri per pagare chi aggredisce i poliziotti?». Il riferimento è agli attacchi ai poliziotti e alle forze di sicurezza durante l’assalto al Congresso del 2021. McConnell è uno dei senatori più critici con Trump, ha 84 anni e non si ricandiderà alle elezioni di novembre.

Alcuni momenti degli scontri durante l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 (AP Photo/Julio Cortez)
Il fondo era definito dall’amministrazione “anti-weaponization” (qualcosa come anti-strumentalizzazione), e doveva essere gestito da una commissione composta da cinque membri, che Trump avrebbe potuto licenziare. Le richieste di risarcimento sarebbero dovute arrivare entro il 15 dicembre 2028, un mese prima della fine del secondo mandato presidenziale di Trump.
Era parte di un accordo fatto da Trump per ritirare una sua causa contro l’Internal Revenue Service, l’agenzia delle entrate statunitense, con cui chiedeva un risarcimento da 10 miliardi di dollari per la presunta divulgazione non autorizzata delle sue informazioni fiscali.
Oltre alla creazione del fondo, l’accordo prevede che l’IRS sospenda ogni indagine su possibili violazioni dei pagamenti delle tasse a carico di Trump, della sua famiglia e delle sue aziende. L’agenzia sta indagando su possibili irregolarità che risulterebbero in una multa da 100 milioni di dollari per Trump, ma non potrà più farlo. Il fondo è stato dismesso, ma questa parte dell’accordo resta in vigore.
Blanche è stato l’avvocato personale di Trump. È in carica come procuratore generale dallo scorso aprile quando ha sostituito Pam Bondi e i Democratici lo hanno accusato di continuare a fare gli interessi personali di Trump, senza alcun riguardo per l’indipendenza del dipartimento di Giustizia.

Il procuratore generale Todd Blanche durante un’audizione in una commissione del Congresso, il 2 giugno 2026 (AP Photo/Allison Robbert)
Il Partito Democratico aveva anche annunciato che avrebbe proposto alcuni emendamenti a una legge da 70 miliardi di dollari in approvazione in questi giorni per finanziare politiche di controllo dell’immigrazione. Gli emendamenti avrebbero avuto l’effetto di depotenziare il fondo, e alcuni deputati e senatori Repubblicani avrebbero potuto votarli. Per evitare questa possibilità, o il blocco totale della legge, l’amministrazione Trump ha deciso di abbandonare il fondo.
Nonostante Trump abbia un controllo ancora molto saldo sul partito, al Congresso le strette maggioranze repubblicane alla Camera e al Senato potrebbero essere messe in discussione da un certo numero di deputati e senatori che non saranno ricandidati alle elezioni di metà mandato o che hanno perso le primarie contro avversari interni appartenenti alla corrente MAGA, quella più radicale all’interno del partito. Questi deputati e senatori potrebbero utilizzare i prossimi mesi per far valere alcune convinzioni personali o per contrastare apertamente alcune politiche dell’amministrazione di Trump, sapendo di non rischiare ripercussioni elettorali.
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